1.     Mi trovi su: Homepage #4181566
    non capisco questo..

    "una impresa che massimizza i profitti produce un livello di output al livello di P=CM"

    non ho capito il motivo.. così non ci sono profitti.. no??? e quindi che produce a fare senza profitti?? :( non ci capisco una minchia in sto esame di economia politica.. :cry:
    [SIZE=1,8]"Mentre legge i resoconti dei problemi che s’agitano all’estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano." (Studio dell'uomo, Ralph L
  2.     Mi trovi su: Homepage #4181572
    Originally posted by Canemacchina
    non capisco questo..

    "una impresa che massimizza i profitti produce un livello di output al livello di P=CM"

    non ho capito il motivo.. così non ci sono profitti.. no??? e quindi che produce a fare senza profitti?? :( non ci capisco una minchia in sto esame di economia politica.. :cry:


    Il problema è la forma di mercato in cui contestualizzi la tua impresa.
    Nella teoria NEOCLASSICA ( che rimane TEORIA ) si teorizza sulla concorrenza perfetta, dove c'è libertà di ingresso per chiunque, quindi i profitti sono nulli, almeno nel lungo periodo.

    P = costo marginale = costo marginale = ricavo marginale, deriva dalle condizioni di massimizzazione della funzione di profitto.
    ..:ASsOcIaZione... NeSSuNo ToCChi GoRiA:..
  3.     Mi trovi su: Homepage #4181573
    Originally posted by frankjpunto
    Il problema è la forma di mercato in cui contestualizzi la tua impresa.
    Nella teoria NEOCLASSICA ( che rimane TEORIA ) si teorizza sulla concorrenza perfetta, dove c'è libertà di ingresso per chiunque, quindi i profitti sono nulli, almeno nel lungo periodo.

    P = costo marginale = costo marginale = ricavo marginale, deriva dalle condizioni di massimizzazione della funzione di profitto.


    Sei sicuro che p=cm non sia in condizione di monopolio?
  4.     Mi trovi su: Homepage #4181577
    una impresa in concorrenza perfetta, non può avere un prezzo + alto di quello dato dai costi marginali, perchè altrimenti troverebbe subito un altra impresa che entra nel mercato e che offre lo stesso bene ad un prezzo minore, buttandolo fuori dal mercato; si dice in questo caso che la domanda per il bene, per la singola impresa è infinitamente elastica, e l'impresa è PRICE-TAKER, ovvero non può decidere lei il prezzo, ma deve uniformare la propria offerta in base alla domanda.
    ..:ASsOcIaZione... NeSSuNo ToCChi GoRiA:..
  5.     Mi trovi su: Homepage #4181578
    Originally posted by frankjpunto
    Il problema è la forma di mercato in cui contestualizzi la tua impresa.
    Nella teoria NEOCLASSICA ( che rimane TEORIA ) si teorizza sulla concorrenza perfetta, dove c'è libertà di ingresso per chiunque, quindi i profitti sono nulli, almeno nel lungo periodo.

    P = costo marginale = costo marginale = ricavo marginale, deriva dalle condizioni di massimizzazione della funzione di profitto.
    gia' anche se per le liberalizzazioni tipo quella della benzina o se preferite quella delle assicurazioni ci si è riferiti proprio a questa bella teoria e visto come sono "scesi" i prezzi secondo me il nome piu' adatto è "Grossa Balla".:cool:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  6.     Mi trovi su: Homepage #4181579
    in quel caso, facevano bene a non essere liberalizzate le tariffe...perchè si è permesso alle Assicurazioni o ai distributori dei carburanti di praticare politiche collusive per la determinazione del prezzo, ed anche questo è spiegato dalla teoria neoclassica, per quanto riguarda l'oligopolio ed in più in generali nei comportamenti strategici delle imprese.
    ..:ASsOcIaZione... NeSSuNo ToCChi GoRiA:..
  7.     Mi trovi su: Homepage #4181580
    Originally posted by frankjpunto
    una impresa in concorrenza perfetta, non può avere un prezzo + alto di quello dato dai costi marginali, perchè altrimenti troverebbe subito un altra impresa che entra nel mercato e che offre lo stesso bene ad un prezzo minore, buttandolo fuori dal mercato; si dice in questo caso che la domanda per il bene, per la singola impresa è infinitamente elastica, e l'impresa è PRICE-TAKER, ovvero non può decidere lei il prezzo, ma deve uniformare la propria offerta in base alla domanda.


    ti amo. ti amo. ti amo.
    ora ho capito. la condizione della concorrenza perfetta è una condizione illusoria impraticabile e per questo non mi tornavano i conti con la realtà e non ci capivo una mazza. me lo scordo sempre che l'analisi è fatta in concorrenza perfetta! :)

    :love: :love:

    grazie ragazzi.. in questi mesi vi chiederò aiuto + di una volta! :)
    [SIZE=1,8]"Mentre legge i resoconti dei problemi che s’agitano all’estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano." (Studio dell'uomo, Ralph L

  x chi studia economia..

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