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    l pronostico pro-nerazzurri è motivato, così come la rivelazione sulla facilità di ripetere il Ronaldinho-show: Gene la traversa l'ha presa ben sette volte.

    Parla da calciatore, da innamorato del calcio e si veste dei panni del tecnico, di chi ama un gioco che qualcuno vuole cambiare in macchina da soldi. Gene Gnocchi accetta di parlare del campionato, dei suoi protagonisti e di un mondo che sta subendo una trasformazione brutta da vivere e da vedersi. Accetta di farlo con la consueta verve che lo contraddistingue rivelandoci in esclusiva qualche aneddoto e sorprendendoci per il secco e motivato pronostico sul vincitore del prossimo scudetto.

    Ciao Gene, partiamo anzitutto da una tua dichiarazione sul tuo compagno di nazionale “calcio tv” Franco Oppini, che definisti “uno che il mister metterebbe in panchina anche nella sua gara d’addio al calcio”. Quale giocatore della serie A gli paragoneresti?
    “Dunque…fammi pensare: ecco, ho trovato. Santoni del Palermo. Senza dubbio”.

    Descrivici due personaggi che creeresti dovendo fare parte di nuovo di una trasmissione tipo “Mai dire gol del lunedi”…
    “Due personaggi interessanti potrebbero essere Mourinho, l’ allenatore del Chelsea e poi mi divertirei di brutto ad imitare e prendere in giro Fabio Caressa, cronista di Sky. Farei tutto quello che fa lui in maniera ironica”

    Moltissima tv, tanto teatro e una competenza globale del mondo massmediatico associato al calcio. Secondo te è possibile ricreare il miracolo cult de “L’allenatore nel pallone”?
    “No. Secondo me no perché quello era un altro calcio. Adesso è tutto completamente diverso a livello di esposizione mediatica. Una volta si vedevano i gol alle 18 e il secondo tempo della serie A su Raidue e basta. Adesso è tutto “a vista”, bisognerebbe andare a trovare degli aspetti nascosti che oggi non ci sono più”

    Parliamo di calcio giocato: secondo te è ancora Juve-Milan fino alla fine?
    “Assolutamente no. Secondo me lo scudetto lo vince l’inter”

    Come mai dici così?
    ”Hanno finalmente capito di giocare con Figo trequartista. Sarà la chiave di volta della stagione”

    Come spiegheresti a Toni che il gesto di mettersi le mani sulle orecchie dopo il gol si fa solamente quando ci sono i tifosi? Domenica scorsa a Rimini la partita era a porte chiuse ma lui l’ha fatto lo stesso!
    “Prenderei Toni, anzi, siccome lui non lo capisce lo direi alla sua ragazza che poi…glielo spiegherebbe”

    Tu osservi sempre tutti gli aspetti del calcio: mi fai una lista delle novità e dei fattori positivi a livello tecnico che hai annotato in questo avvio di stagione?
    “Una cosa che mi fa impazzire è Zlatan Ibrahimovic. E’un giocatore che ancora si diverte a giocare a calcio, siamo in un’epoca in cui sembra tutto stile-playstation. Lo svedese invece, quando tenta la giocata, quando perde il pallone, o tenta una roba impossibile mi fa impazzire perché mette alla ribalta un aspetto del calcio che non c’è più. Aggiungo Kakà, sono i due che giocano ancora il calcio dei ragazzi, quel calcio che ogni bambino sogna”.

    Hai visto lo spot di Ronaldinho? Verità o finzione?
    ”Si, l’ho visto e sono sicuro che sia tutto vero. Te lo dico perché anche io gioco al calcio ed una volta ho preso la traversa palleggiando per ben sette volte in quel modo li”.

    Non prenderci in giro. Sappiamo che nei campi dilettantistici spesso ci si gioca la pizza post allenamento con quel giochino, ma prenderla sette volte mi sembra troppo...
    “Te lo ripeto (e ci convince soprattutto per il tono sicuro con cui affronta la tematica), io ci sono riuscito. E tra l’altro io sono messo meglio di lui: a Ronaldinho è riuscito solo quattro volte, a me sette. Per chi gioca a pallone ed è capace è una situazione che può benissimo accadere”.

    Oddio, io pure provo a giocare a livello dilettantistico. E sono sicuro che non ci riuscirei mai…
    “Dipende anche dal tipo di traversa, comunque. Una volta c’erano le traverse quadrate e se beccavi lo spigolo alto la palla andava a finire per aria. Adesso le traverse sono rotonde e un po’ bombate, quindi ci si riesce tranquillamente”.

    Ok per le traverse bombate e quadrate, ma se il problema mio e di qualche altro fossero i piedi quadrati?
    “Ehehehe (scatta la risata). Ah, beh, allora. Si, coi piedi quadrati è un problema...”.

    Non pensi che attualmente ci sia troppo calcio in tv e che sia proprio questo il motivo del disamoramento?
    “Si, secondo me si. C’è moltissimo calcio e soprattutto le partite, tolte alcune, si somigliano un po’ tutte. E’come rivedere lo stesso spettacolo più volte. Un tempo aspettavo come se fosse una festa l’arrivo della Coppa Campioni. Oggi mi siedo li, davanti alla tv, e faccio fatica. Dopo venti minuti mi alzo e non voglio neanche sapere come va a finire. E ti dico che io sono un grandissimo appassionato, mi piace tutto del calcio. Solo che le partite sono diventate un po’ tutte uguali. Per sessanta minuti le squadre sono cortissime, vedi qualcosina nell’ultimo quarto d’ora quando le squadre si allungano”
    Insomma è un calcio solo per amanti della tattica…

    “In un certo senso si. Devi andarti a cercare autonomamente gli spunti e i fattori che ti possano entusiasmare. Vai a vedere se giocano Ronaldinho o Messi nel Barcellona. Io faccio la parte del guardone, vado a vedere come maturano Fabregas o Hleb dell’Arsenal. Il bielorusso mi fa impazzire. Faccio delle piccole puntatine da guardone su qualche campo per vedere il giocatore che mi interessa, ma la partita in sé faccio fatica a guardarla”

    Quanto è dura lavorare in tv parlando di calcio, senza risultare antipatico a chi ti guarda?
    “Antipatico sei sempre. Se prendi in giro la Juve si risentono tifosi e società bianconeri. Stessa cosa per l’Inter o il Milan. I tifosi fanno fatica ad accettare l’ironia sulla propria squadra. Fortunatamente se risulti antipatico agli juventini per una battuta, risulti simpatico agli altri e viceversa. Tutte le volte che prendi in giro qualcuno, quel qualcuno si risente”

    Fatti qualche nemico: chi retrocede?
    “Retrocedono Treviso, Lecce e Reggina”

    Hai evitato di citare l’Ascoli perché hai sentito il mio accento?
    ”No. L’Ascoli lo vedo spesso e mi sembra una squadra molto tonica con Foggia e Fini che mi piacciono molto. Il giovane mancino ex Empoli mi piace molto, lo seguo da tempo. Ha tutta gente apprezzata e, considerato che c’è un livellamento in basso del campionato, credo se la possa giocare tranquillamente con otto-nove squadre. Anche Fini gioca bene, non butta mai via la palla. Nel complesso la squadra bianconera sa stare bene in campo”.

    Ma secondo te è vero che, come dice qualcuno di importante, il calo degli spettatori negli stadi dipende dai ripescaggi di Ascoli e Treviso e dalla presenza di troppe provinciali in serie A?
    “Questo qui lo dice chi pensa che il calcio debba diventare una specie di Superlega per grandi squadre. Sono quelli che vogliono trasformare il calcio in un prodotto, quelli che non vogliono più regalare il sogno alle piccole squadre, quelli che non danno sfogo alle avventure del giocatore che viene su dal vivaio. Io sono assolutamente in disaccordo con chi la pensa così. Ho cinquant’anni, gioco a pallone da quarantun anni, dall’età di nove anni e ho attraversato tutto questo periodo insieme al calcio e penso che questo sport sia soprattutto un gioco. Se qualcuno poi vuole farlo diventare un business, deve farlo con i dovuti modi. Non trasformandosi in prepotente, arrogante, in quello che ha maggior potenza economica. Perchè così muore tutto, è la cosa più triste che possa accadere”.

    Inter-Parma: chi vince, ma soprattutto, come?
    “Penso che per il mio Parma non ci siano possibilità. L’Inter da qui alla fine le vincerà tutte, non può permettersi passi falsi. Il Parma ha fatto risultato domenica scorsa e può giocare più rilassato, ma finchè non recupererà tutti farà grande fatica. Vedo sicuramente vincente l’Inter. Con la mossa di Figo “alto” e Veron o Pizarro “basso” i nerazzurri possono trovare davvero la quadratura del cerchio. Se poi Mancini inserirà Cristiano Zanetti, Cambiasso o Stankovic quando rientrerà a coprire, secondo me possono trovare l’impennata e la quadratura diversa. Secondo me comunque Figo dietro le due punte è il vero segreto della riscossa interista”.

    E come ti comporteresti con Adriano? E’innegabile un po’ di “maretta” nello spogliatoio per via delle scappatelle del brasiliano…
    “Secondo me il problema sono i dirigenti. Adriano tutte le volte dice che va in Brasile per il carnevale. Non è possibile che ci siano venti carnevali. Se uno ci crede, faccia pure”.

    Milan-Fiorentina: è vero che se a gennaio la viola è nei pressi dei primissimi posti Della Valle si candida alle elezioni come anti-Milan?
    “Della Valle pur di fare uno sgarbo a Berlusconi farebbe qualsiasi cosa. E’possibile che se vince la Fiorentina Della Valle fondi un partito “Forza Tod’s” per fronteggiare Berlusconi in politica”

    Fammi una breve lista di giocatori che seguiranno Bettarini nel ruolo di presentatore di reality…
    “Bombardini dell’Atalanta, Vieri e Inzaghi del Milan, Galante del Livorno”.

    Una riflessione più seria: il primo pensiero che hai avuto nel momento dell’esplosione del razzo di Ascoli…
    “Da amante del calcio ho pensato che il gesto di uno che spara un razzo nello stadio sia pura follia. Io non credo neanche che ci sia qualcuno che vada allo stadio per compiere certi gesti. Non fa parte del calcio, non ho mai pensato che sia calcio questo. E’una cosa che sta al di fuori del gioco. Ci sono molti che vanno allo stadio senza interessarsi per nulla del calcio. Te lo dico perché certe volte c’è gente che sta li allo stadio senza vedere la partita, senza guardare il campo. Io credo che chiunque debba anzitutto amare il calcio, poi la sua squadra che vince attraverso il gioco del calcio. Non il contrario. Non mi piace pensare che si debba vincere attraverso qualsiasi mezzo. E’un altro sport. L’avversario non diventa un nemico. No, no, da persona che ha giocato e che ha visto il calcio è una situazione incomprensibile ed estranea”.

    Chiudiamo con un pensiero professionale: è una stagione di gran casino a livello televisivo-calcistico. Qual è l’augurio che ti fai per ridare alla gente quel calcio di cui tutti siamo innamorati e che tutti speriamo di rivivere?
    ”In realtà il calcio è fatto di tante componenti, ma nella fattispecie televisiva che conosco da tanti anni, tolti i novanta minuti penso che si possa ridere di tutto. Quando senti parlare certa gente, quando vedi certe cose, credo siano tutte situazioni che si possano utilizzare per sdrammatizzare. Certi vezzi di calciatori e dirigenti, che ne so, tipo Tonellotto della Triestina. Se non prendi in giro personaggi come questi qui è la fine. Credo che una volta emesso il verdetto del campo, tutto il resto sia materiale su cui poter sdrammatizzre e ridere. Se si comincia a parlare di arbitri in malafede, giocatori che giocano contro l’allenatore, che i segnalinee siano legati a delle cosche mafiose è il caso che certe allusioni vadano provate, oppure si fa un altro gioco che è un’altra cosa. Perché il calcio è bello proprio perché è condito da questi elementi di “colore” e proprio per questo che è necessario ridere prendendo spunto da tali situazioni. Se noi prendiamo tutto sul serio succedono tutti quei fatti che non vorremmo vedere”. Parole di mister "settetraverseconsecutive" Gene Gnocchi. Parole che non possiamo non condividere.



    :clap::clap::clap::rotfl::rotfl::rotfl:
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

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