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    Il Milan vuole suonare la nona
    Domani la trasferta contro la Fiorentina. L'obiettivo di Ancelotti e della squadra? Eguagliare il record di vittorie consecutive della Juve. "Contro i viola e Toni giocano Shevchenko e Gilardino"
    Shevchenko e Gilardino alla conquista di Firenze.MILANELLO (Varese), 19 novembre 2005 - Cesare Prandelli dice che per battere il Milan "bisogna essere squadra". Carlo Ancelotti, in giacca e cravatta, la pensa allo stesso modo: per vincere a Firenze i rossoneri devono fare gruppo; quella coesione che ha permesso al Milan di vincere ben otto partite consecutive.
    "Loro sono la squadra più sorprendente di questo inizio di stagione - dichiara Ancelotti nella tradizionale conferenza stampa della vigilia -. Hanno cambiato tutta la struttura, tecnico compreso, e nonostante questo la Fiorentina è partita benissimo. C'è molto entusiasmo nell'ambiente e sono sicuro che lo metteranno anche in campo. Per loro è un confronto stimolante, non solo per la classifica, ma anche per misurare la loro forza al cospetto del Milan".
    La domanda è lecita: quale sarà la condizione della squadra dopo la lunga sosta? Il tecnico è tranquillo; rassicurato dalle prestazioni dei suoi "nazionali". "La sosta non ha inciso - sostiene -, c'è stata un'ottima gestione da parte delle Nazionali e con le qualificazioni di Kalac, Vogel e Jankulovski è cresciuta anche l'euforia. Abbiamo una squadra "mondiale". Vogliamo proseguire la serie positiva di vittorie e abbiamo la possibilità di farlo perché la squadra sta molto bene, sia dal punto di vista fisico che mentale"
    Insomma, l'obiettivo è di allungare il filotto: 9 vittorie come la Juve. "Andiamo per vincere - sottolinea - e per raggiungere questo traguardo -. La squadra ha risposto bene al periodo di difficoltà, ha trovato continuità; ora dobbiamo mantenerla". Roma-Juventus giocata d'anticipo potrebbe essere uno stimolo importante: "Sì, giocare contro la Fiorentina sapendo il risultato della partita è uno stimolo forte, perché possiamo tornare in testa". Pretattica? A che serve? Ancelotti va al sodo: "Giocano Shevchenko e Gilardino".
    In panchina vanno Vieri e Inzaghi, quest'ultimo di nuovo in odore di azzurro dopo la chiamata ricevuta da Lippi. "Ma la chiamata di Inzaghi in Nazionale non sarà legata al numero delle partite che giocherà da qui alla fine del campionato - afferma Ancelotti -; ma alla qualità. Ed è questo che mi salva...". Costacurta non appare nella lista dei convocati; un sospetto. Ancelotti sorride: "Dopo quello che ha detto...No, ha un problema a un piede. Delle sue dichiarazioni non abbiamo parlato, non c'era bisogno. Io sento che c'è ancora molta armonia con la squadra e soprattutto unità di intenti, con i giocatori e con l'ambiente".
    Quindi il tema del giorno; la Fiorentina. Dice il tecnico di Reggiolo: "Hanno un gioco lineare che punta molto sulle qualità di Toni, che ha dimostrato di essere un attaccante completo. In questo momento, poi, tutto quello che tocca lo sta facendo fruttare al meglio. Inoltre i viola hanno una difesa e un centrocampo solidi e giocatori sulle fasce di qualità come Fiore e Jorgensen. Prandelli non lo conosco bene, il mio giudizio è legato a come giocano le sue squadre e al comportamento che ha. Ed è più che positivo. Se Gilardino dice che gli assomiglio allora è un complimento. Brocchi da riserva a titolare inamovibile? La rosa della Fiorentina è diversa da quella del Milan. E comunque Brocchi per me è stato un giocatore importante, ha giocato poco ma quando lo ha fatto lo ha fatto sempre bene".
    Dopo Firenze la sfida di Istanbul contro il Fenerbahce, per dare un senso alla stagione europea. "Queste con Fiorentina e Fenerbahce sono due partite importanti, ma non più importanti di certe che abbiamo affrontato e di tante altre che dovremo giocare. Certo contro il Fenerbahce c'è in ballo di più. Istanbul? Il Milan va tranquillo, i rapporti tra le società sono buoni. Noi andiamo lì per giocare la nostra partita e vincere. Sarà così".
    Gaetano De Stefano
    La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
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