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    Best: «Ragazzi, non morite come me» Il campione del Manchester United ricoverato a Londra. L'amico che ha fatto gli scatti per un giornale: pesa meno di 50 chili

    LONDRA — «Ho speso molti soldi per l'alcol, le donne, le auto. Il resto l'ho sperperato». E' la sua frase più famosa, sintesi dell'esistenza trasgressiva ed esagerata di una leggenda. Ma George Best, 59 anni, ex fuoriclasse del calcio britannico, in fin di vita in un ospedale londinese, non voleva essere ricordato così. Nei tempi migliori, erano i suoi piedi a ispirare milioni di giovani. Ora la battaglia è un'altra: contro l'alcolismo. Per lui è troppo tardi, la guerra è persa: non è troppo tardi, invece, per coloro che bevono senza ammettere di avere un problema, per i ragazzi che si ubriacano per noia. Ecco il testamento che l'astro del Manchester United ha dunque voluto lasciare: una serie di fotografie che lo mostrano a due passi dalla morte. Il volto giallo, gli occhi cerchiati di rosso, lo sguardo spento, il corpo ridotto a pelle e ossa.
    «Non morite come me» è il suo messaggio. «George voleva che scattassi queste fotografie come monito sui pericoli dell'alcol — ha raccontato Phil Hughes, suo agente e amico —. Non è mai riuscito a smettere di bere, ma spera che le sue condizioni servano da avvertimento. Fare queste foto è stato straziante».
    Nordirlandese, scoperto appena 15enne tra le file del Greghan Boys' Club e diventato velocemente un mito, Best sembrava aver voltato pagina nel 2002, quando — tra mille proteste — aveva subìto un trapianto di fegato. Se i suoi ammiratori avevano cantato vittoria, una fetta del Paese era rimasta contraria alla decisione di dare un organo sano a un bevitore incallito, benché deciso a smettere. E per un po' Best sembrava avercela fatta. Ringiovanito, bello quasi come ai tempi in cui gli affibbiarono il nome di «quinto Beatle», per il viso sottile e il caschetto alla moda dei baronetti, allegro al fianco della moglie Alex, veniva fotografato al massimo con in mano un bicchiere di acqua minerale. Non ha resistito a lungo: un anno ed eccolo di nuovo al pub di Chelsea, a mandar giù birra e gin. Dopo una serie di tradimenti e anche qualche botta, Alex lo ha lasciato. L'inizio della fine: il 2 ottobre è stato ricoverato al Cromwell Hospital per un'infezione ai polmoni. Non è più stato dimesso. Da venerdì è in terapia intensiva, tenuto in vita dalle macchine.
    Ce la farà? Le sue condizioni sono «critiche, ma stabili». Il professor Roger Williams, che lo segue dall'epoca del trapianto, ha fatto sapere che Best ha contratto «una nuova, grave infezione, che sta causando problemi con i reni e tutto il resto», ha bisogno della dialisi, «le prossime 24 ore sono critiche».
    Al suo capezzale il padre, i fratelli, le sorelle e il figlio Calum, che ha ringraziato i fan: «Grazie, non sapete cosa significano per noi i vostri messaggi d'affetto». Se la famiglia si trincera dietro i bollettini medici, Hughes, proprio per rispettare i desideri dell'amico, ha raccontato alla rivista britannica News of the World l'ultima volta che lo ha visto, giovedì scorso, 12 ore prima che finisse in Rianimazione. «È dimagrito, sembra un passerotto con le ali rotte: pesa meno di 50 kg. La pelle è diventata gialla perché il fegato non funziona più. Ha un catetere inserito nel collo per le medicine. Non riesce a mandare giù neanche un cucchiaio di cibo. Lo nutrono con una sostanza iperproteica attraverso il naso. Quando ero davanti a lui con la macchina fotografica, ho esitato. "Fallo", mi ha detto George. Poi, incredibilmente, ha cercato di sorridere. Sono scoppiato a piangere». Best aveva chiesto che le foto fossero pubblicate sul News of the World domenicale, di grande diffusione nel Regno Unito. Dopo aver consultato la famiglia, l'amico ha consegnato le immagini. L'ultimo regalo di George Best ai fan.

    La foto forse è meglio evitare di metterla, che dite? :(

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