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    «Ho segnato ai rossoneri con il Brescia in serie A e con la Juve in amichevole».
    Stephen Appiah, che al Mondiale ci va, ha una buona idea per festeggiare senza freni, coinvolgendo gli eliminati turchi: un gol stasera al Milan. «Un gol come gli segnai a Brescia un paio di anni fa. Un gol importantissimo perché ci salvò, quello al Milan potrebbe qualificarci. Domenica incontreremo il Galatasaray, ci giocheremo il campionato, ma tra le due partite non c’è confronto. Siamo un po’ la Juventus di Turchia, noi. Il Fenerbahçe ha vinto tanto in patria, ma poco fuori. Vogliamo farci un nome in Europa. E’ la partita più importante della mia vita. Al Milan ho fatto gol anche da juventino, ad Ancona, nel Trofeo Tim. Non ho nostalgia o rimpianti. Capello mi fece capire che con l’arrivo di Vieira avrei giocato meno. Io, nell’anno del Mondiale, non potevo star fuori. Ora qui sono felice».

    Cristoph Daum, tecnico tedesco del Fenerbahçe conta molto sull’entusiasmo atletico di Appiah, perché il primo obbiettivo del Fenerbahçe è togliere spazio e fiato al Milan. Spiega: «Se il Milan farà un passaggio avanti, noi dovremo farne tre: pressarli subito per non farli salire». Gli prudono i baffi al signor Daum quando gli chiediamo se esiste una possibilità di vedere Alex in panchina. «Se ho detto che non gioca, non gioca. Non sono un baro». Dal momento che lunedì era stata annunciata ufficialmente la sua assenza all’allenamento, mentre ieri si è saputo che il brasiliano aveva lavorato da solo, il sospetto dello scherzetto diplomatico ci stava.
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  Attenti, Appiah ha l'antidoto

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