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    La Juve prenota il Comunale

    Dopo la ristrutturazione è nato lo stadio Olimpico che dopo i Giochi si chiamerà "Grande Torino". Capello: "Il prossimo anno vorrei giocare qui". Moggi sul caso Zoro: "Io ho difeso l'Inter"


    Il Comunale rimesso a nuovo per Torino 2006.TORINO, 29 novembre 2005 - Con la quattro giorni di Firenze alle porte (coppa Italia e campionato), la Juventus si stropiccia gli occhi davanti al nuovo Comunale, tempio indiscusso della Torino calcistica. Da oggi è ufficialmente lo stadio Olimpico, ristrutturato appositamente per i Giochi (dal 10 al 26 febbraio 2006). Un impianto da 27 mila posti a sedere che salirà a 35 durante le Olimpiadi invernali, per poi tornare stabilmente al numero originario.
    Finita la kermesse prenderà il nome di "Grande Torino", un atto doveroso per chi del Comunale ha fatto un contenitore di sogni. Allo consegna dello stadio dal sindaco Sergio Chiamparino al Toroc erano presenti lo staff dirigenziale della Juventus e Alessandro Del Piero, indicato come probabile tedoforo. A confermarlo è stato lo stesso fuoriclasse: "È possibile - ha dichiarato sorridendo -; lo stadio è molto bello, seguirò questo evento per la città". Per poi esclamare un "no comment" a proposito delle dichiarazioni rilasciate ieri da Luciano Moggi e Antonio Giraudo sull'Inter.
    L'amministratore delegato, dopo avere esaltato il nuovo impianto ("è un orgoglio per la città; evoca tante emozioni e tanti ricordi"), ha invece preferito parlare della Fiorentina: "Contro di noi giocano tutti grandi partite, ma siamo temprati; ci siamo abituati, sarà una sfida accesa". Poi un desiderio: "Per il prossimo campionato abbiamo già fatto richiesta per giocare qui durante i lavori di ristrutturazione del Delle Alpi". E l'Inter? "Basta parlarne. Non rispondo a Facchetti, già si è detto troppo".
    Sentimentale Fabio Capello: "Oggi non voglio parlare di calcio. Qui al Comunale sono tornato ai vecchi tempi, ma rispetto ad allora è tutto cambiato. In questo stadio ho molti ricordi e per la prossima stagione ci auguriamo di venire a giocare qui".
    Il direttore generale Moggi ha ammirato a lungo lo stadio, tagliando corto sulle polemiche. Chiarendo semmai, in altra sede, le dichiarazioni di ieri. "Tra le tante cose che Facchetti non ha capito c'è anche questa - ha detto il dg della Juve in un'intervista a Bruno Gentili la cui sintesi è stata diffusa da Radio1-Rai -. Si poteva risparmiare quella sparata. A me non è mai saltato in testa di attaccare l'Inter. Sarei stato del resto poco intelligente perchè la piaga del razzismo riguarda tutte le società: la Juventus stessa, un giorno, potrebbe trovarsi coinvolta in un caso simile".
    "Ho semplicemente detto - ha aggiunto Moggi - che dovrebbero essere i tifosi a prestare la massima attenzione perché certi comportamenti rischiano di penalizzare le proprie società o con la squalifica del campo oppure con una sanzione ancora più grave che è la sconfitta a tavolino. Non era mia intenzione far polemica: ho anzi difeso l'Inter, che non ha nessuna colpa, come non l'avrebbero altre società perché di fronte a certi fatti non ci sono difese".
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    ora faremo l'esaurito



    Cordinamento I.N.S.I (Io Non Sono Interista)

    -Simo_Juve-Tony Manero-Giovanni1982-Knaz-Kaiserniky-Massituo-SCA-TTANTE-Joey (gemell.

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