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    UNA BAMBINA AMERICANA DI 11 ANNI E' LA NUOVA TERRI SCHIAVO
    NEW YORK - Haleigh Poutre, una ragazzina del Massachusetts di 11 anni, ridotta in uno stato vegetativo dalle percosse inflittele dai genitori adottivi, rischia di diventare la nuova Terri Schiavo d'America.

    Il caso di Haleigh si preannuncia, se possibile, ancora piu' complesso di quello della donna -da anni in stato vegetativo permanente irreversibile- lasciata morire d'inedia, in Florida, la primavera scorsa, dopo essere stata inconsapevole oggetto di un'estenuante battaglia etico-giuridica tra il marito, che, con il consenso della magistratura, voleva staccarne il tubo dell'alimentazione forzata, e quella della famiglia d'origine, che si opponeva.

    Nel caso del Massachusetts, l'intreccio delle problematiche etiche e giuridiche e' complicato dal fatto che il patrigno, che si oppone a staccare il tubo, ne diverrebbe con la morte l'assassino: l'uomo, dunque, battendosi per mantenere in vita Haleigh, si batte per se stesso.

    La vita della bimba, che da grande voleva fare la ballerina, non e' certo stata felice. A quattro anni era stata sottratta alla madre biologica, Allison Avrett, di Westfield, Massachusetts, ritenuta inadatta a prendersi cura della figlia, ed era stata affidata alla sorella maggiore della donna, Holli Strickland, che aveva una laurea in pedagogia.

    A sette anni, Haleigh era stata legalmente adottata dalla zia, che le aveva dato il cognome del primo marito, Jonathan Poutre. La donna, che aveva in seguito avuto un figlio dal secondo marito, il meccanico Jason Strickland, raccontava spesso ai parenti che la figlia della sorella era una bambina emotivamente instabile. Per questo motivo, aveva preferito ritirarla dalla scuola pubblica e farle seguire lezioni private a casa.

    L'anno scorso, quando Haleigh aveva 10 anni, sul suo corpo erano state notate numerose ferite ed ecchimosi. Dopo avere indagato, il dipartimento dei servizi sociali dello Stato aveva pero' concluso che le violenze erano state autoinflitte. Lo stesso aveva confermato la madre adottiva.

    Dopo quell'episodio, la bambina era stata vista sempre meno frequentemente in giro. L'11 settembre, Haleigh venne portata, in fin di vita, al Noble Hospital di Westfield. Secondo il rapporto della polizia, ''la bambina aveva bruciature ed ecchimosi vecchie e nuove e una tac al cervello aveva rivelato profondi ematomi sottocutanei''.

    Da allora, Haleigh si trova in uno stato vegetativo, che i sanitari tendono a considerare persistente e irreversibile. Questa volta, nessuno ha creduto che la bambina si fosse procurata da sola le ferite, come tuttora continua a sostenere il padre adottivo, accusato di avergliele inflitte.

    Sulla madre adottiva pendevano gli stessi sospetti. Ora, pero', la donna e' morta: il 22 settembre, dopo essere uscita dietro cauzione dal carcere dove era stata rinchiusa con il marito due giorni prima, Holli Strickland venne trovata in una pozza di sangue nel letto di sua nonna, Constance Young, di 71 anni, pure esanime. Un apparente caso d'omicidio-suicidio che la polizia non ha ancora chiarito del tutto.

    Il tribunale di Springfield, in Massachusetts, deve ora decidere se staccare il tubo che da settembre alimenta Haleigh.

    Come nel caso della Schiavo, si profila lo possibilita' di una doppia disputa, morale e legale.

    La madre biologica, ancora viva, e i servizi sociali dello Stato, a cui la bambina e' ora affidata legalmente, vorrebbero staccare il tubo. Il padre adottivo si oppone, formalmente con argomentazioni etiche, ma molti pensano per non dovere fare fronte all'accusa di omicidio.

    I medici non sono concordi sulla irreversibilita' delle condizioni di Haleigh e sulla eticita' dell'interruzione dell'alimentazione: alcuni sono favorevoli a staccare la spina della respirazione artificiale (un'operazione cui la bambina potrebbe sopravvivere), ma non il tubo dell'alimentazione.

    Su queste divergenze e sul fatto che Haleigh e' cattolica e che la sua religione vieta l'eutanasia, puntano i legali di Strickland, che continua a proclamarsi innocente. Testimoni come la baby sitter Alicia Weiss hanno riferito al tribunale di Westfield, che sta esaminando il caso, che di ricorso in appello potra' facilmente arrivare alla Corte Suprema dello Stato, di avere assistito a terribili abusi perpetrati sulla bambina dalla madre adottiva, ora morta.
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    E' una storia allucinante e comunque poi parliamo male delle autorità italiane: ma come si puà credre che una bambina si autoinfligga certe cose e non avere il minimo sospetto dei genitori?
    :mad:
    La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
    Alexander Cockburn
    Il mio blog

  che tristezza...

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