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    La Juve esce con l'assoluzione piena con la sentenza d'appello del ormai notissimo Processo Doping. I giudici, infatti, hanno ritenuto che non si potesse applicare la legge 401 del 1989 (quella che descrive la frode sportiva) per l'uso di farmaci da parte dei giocatori della Juventus.

    La sentenza, infatti, stabilisce che "non può essere applicata in quanto non è dimostrata l'alterazione delle prestazioni con la somministrazione dei medicinali".

    In altre parole, non è dimostrabile che la somministrazione di un antidepressivo o un medicinale per la gastrite abbia potuto migliorare le prestazioni agonistiche e contestualmente questo fatto non questa costituiva reato ai tempi in cui sono accaduti i fatti.

    Inoltre, la sentenza pone chiarezza sul delicatissimo nodo dell'uso di Epo sostenendo che "il fatto non sussiste" ovvero assoluzione con formula piena. Alla Juve, l'epo non è mai stata somministrata e la perizia ematologica del perito superpartes non dimostra il contrario.

    "Alla Juventus - aveva attaccato Guariniello nel suo intervento di fronte alla corte - la somministrazione di farmaci ai giocatori era il frutto di una politica aziendale. Non si trattava di una somministrazione sporadica, ma della creazione di una vera e propria farmacia al servizio degli atleti. La logica ci dice che Giraudo ne è il responsabile".

    La difesa bianconera aveva presentato la richiesta di nullità delle precedenti perizie del farmacologo Muller e dell'ematologo D'Onofrio (che Giraudo definì "ultrà romanista").

    La Juve sostenne la nullità dei capi d'imputazione, ritenuti generici; il mancato deposito da parte del Pm Guariniello di alcuni atti; l'allargamento dell'imputazione per uso di epo; il mancato ascolto delle testimonianze di Conte e Tacchinardi chiamati in ballo per uso di epo; la non applicabilità della legge 401 per l'allargamento a illecito sportivo.

    Nella sentenza di primo grado, va detto, Agricola e Giraudo furono rispettivamente condannato a 22 mesi di reclusione e assolto. Il medico sociale bianconero era accusato di aver abusato nella somministrazione di sostanze farmaceutiche ai giocatori della Juve tra il 1994 e il 1998 e l'ad di essere a conoscenza di questi fatti.

    La difesa, ricorrendo all'appello, aveva chiesto nuove perizie ematologiche e farmacologiche, respingendo le precedenti fatte da una commissione superpartes, per dimostrare che l'accusa era in errore. La Corte, però, non le aveva accettate.

    Ora ci si attende che Guariniello porti il processo al terzo grado, in Cassazione, tenendo bene in mente che nel marzo 2007 i fatti andranno in prescrizione.

  Processo Juve: sentenza che fa discutere

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