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    Il presidente di Lega al contrattacco: «Non sapevo nulla dell'accordo tra Mediaset e Juve. E quando dovrò trattare per il Milan sarò duro».
    Signor Galliani, in questi giorni, secondo Zamparini, la sua condotta è stata vergognosa. «Sempre il solito Zamparini. Fortunatamente la Lega non è composta soltanto da lui. La stragrande maggioranza dei presidenti è stata ed è con me. Vergogna? Come presidente io ho fatto in modo che il valore della parte collettiva dei diritti del calcio passasse in un anno da 100 a 150 milioni di euro. Un balzo del 50%». Ma perchè non ha messo sull’avviso tutti di ciò che stava maturando sul fronte Juve? «Non ho partecipato ad alcuna trattativa. Ero al corrente della sua esistenza e dell’opzione Mediaset come tutti. Ma non sono stato avvertito della conclusione dell’accordo. E anche se lo fossi stato, sarei stato zitto. Infatti non avrei potuto occuparmene proprio come presidente della Lega: qui si parla di diritti soggettivi. Ripeto: soggettivi. C’è una legge dello Stato a riguardo, è dal 1999 che vale questo sistema. Può piacere o no, ma è così».

    Ora si dà per scontato che Milan, Inter e probabilmente Roma seguano a ruota dopo la Juve. «Non c’è niente di scontato. E’ noto che sussiste un’opzione sulle quattro grandi. C’è ancora molto tempo per Mediaset per farla valere. Può darsi che la trattativa si prolunghi. Io devo fare gli interessi del Milan e potrebbe aprirsi un confronto duro, serrato.» Via, presidente Galliani: chi può credere che lei, un ex uomo-Mediaset e un collaboratore diretto di Berlusconi, possa trovarsi in difficoltà a trattare con quell’azienda? «Non ci crederà nessuno, ma è esattamente così. Chi ironizza, tenga presente che io la faccia me la gioco sui destini del Milan, non su quelli di Mediaset. Che io ho salutato con dispiacere e fra tanti dubbi nel ’98. Il Milan, lo giuro, non ha nemmeno cominciato la trattativa con Mediaset e non è detto che quando comincerà si concluderà rapidamente. Io amo alla follia il Milan e devo fare gli interessi del club». Qualche mese fa fece balenare la possibilità di abbandonare la presidenza di Lega: ci sta ripensando? «Nemmeno per sogno. Zamparini può star certo. Non mi dimetterò mai».
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
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    Che fosse del fronte dei Della Valle e Zamparini non c'erano dubbi, dopo la presa di posizione dei giorni scorsi. Ma ora Roberto Benigni, presidente dell'Ascoli, va oltre, con attacchi ad personam che spaccano ulteriormente la Lega Calcio.

    Si parte con Giraudo, il deus ex machina dell'accordo scandalo: "E’ un tipo di contratto assurdo, ma è ancora più assurdo che nel corso dell’assemblea di Lega del 19 dicembre Antonio Giraudo abbia quasi condiviso le idee di Della Valle. Proprio in quei giorni, infatti, si preparava una fregatura da rifilare al sistema del calcio italiano. Giraudo non è stato leale, non me voglia, ma non si può parlare in un modo e agire in un altro’’.

    Si passa poi al puparo Galliani, dipinto con parole non meno dure: "E’ al centro di un conflitto di interessi destinato a diventare lacerante. E’ chiaro che il presidente di Lega, con tutta la morale e l’etica che può avere, pensi sempre ai suoi colori sociali. E spesso questi sono in conflitto con le necessità della Lega. Non si può pensare di condurre un campionato di calcio se una squadra ha disponibilità 15 volte superiori rispetto alle altre. Il tipo di spettacolo a livello sportivo diventa insignificante. E poi ci lamentiamo del calo degli spettatori...".
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
  3.     Mi trovi su: Homepage #4240355
    la cosa che mi da fastidio piu' di tutte non è il fatto che ognuno si faccia i propri interessi anche se alle spalle di tutti ma che addirittura questi signori ci prendano per il cuxo!!!!!
    questo sinceramente non lo tollero :mad:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te

  Galliani: «Più ricchi con me, non mi dimetterò mai»

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