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    Esasperati per una serie di guasti al convoglio che avrebbe dovuto portarli a Brescia (le Ferrovie: "Colpa loro"), un gruppo di sostenitori del Catania staziona sui binari della linea Bologna-Milano con un sit in di protesta

    REGGIO EMILIA, 14 gennaio 2006 - "Viaggio-odissea" e partita sfumata per circa trecento tifosi del Catania, partiti ieri sera in treno per raggiungere Brescia a bordo dell'Intercity 752: il convoglio si è fermato attorno alle 14.15 per un guasto tra Sant'Ilario d'Enza (Reggio Emilia) e Parma, sulla linea Bologna- Milano, dopo aver accumulato già alcune ore di ritardo (per problemi causati lungo il percorso, riferiscono fonti di Trenitalia, dagli stessi sostenitori rossoazzurri) e molti tifosi hanno improvvisato un sit-in di protesta sui binari, provocando per mezz'ora il blocco della circolazione e ritardi di almeno 30 minuti ad altri otto treni.

    È poi giunto un locomotore che, una volta rientrati a bordo i catanesi, ha trainato il convoglio fino alla stazione di Parma, dove era stato nel frattempo disposto il trasferimento dei passeggeri su un altro treno diretto a nord, il 582. Ma anche qui numerosi tifosi del Catania - secondo la ricostruzione delle Ferrovie - hanno protestato, bloccando la partenza dell' altro convoglio, sul quale avevano trasbordato anche una settantina di tifosi del Crotone diretti a Piacenza che viaggiavano sullo stesso Intercity.

    Vandalismi sono stati provocati dentro e fuori la stazione di Parma dai tifosi del Catania dopo l'arrivo del treno nella città emiliana, ed è stato necessario bloccare temporaneamente il passaggio dei convogli in transito in entrambe le direzioni. Alcuni hanno accumulato ritardi fra i 30 e 100 minuti, altri sono stati deviati sulla linea Mantova- Modena. È stato tra l'altro seriamente danneggiato l'ufficio movimento delle Ferrovie, ma - hanno fatto sapere fonti di Trenitalia - non le strumentazioni di controllo e gestione del traffico. Gli scontri si sono spostati anche all' esterno del perimetro ferroviario, dove c'è stata una sassaiola con le forze dell'ordine e un'auto è stata incendiata. Secondo un primo bilancio della polizia, comunque, nessuno è rimasto ferito. I tifosi sono poi stati fatti nuovamente confluire in una zona decentrata dell'area ferroviaria, in attesa di provvedimenti legati all'organizzazione del viaggio di ritorno. A quanto si è appreso, una volta giunti a Parma i tifosi siciliani avevano chiesto di proseguire in pullman il viaggio verso Brescia, ma non sarebbero stati trovati mezzi disponibili. Anche per questo motivo gli animi si sarebbero ulteriormente accesi.
    I problemi, secondo la ricostruzione fatta da Trenitalia, erano cominciati già ieri sera, con forti ritardi alla partenza (per i tifosi catanesi erano state aggiunte alcune carrozze) legati a problemi di ordine pubblico, che si sono poi accentuati lungo il percorso, con altre soste impreviste anche a causa del comportamento degli stessi supporter siciliani: chi si sporgeva dai finestrini, chi ha tirato senza motivo il freno d'emergenza. A Firenze e Bologna i passeggeri sono stati assistiti dal personale delle Ferrovie, che ha fornito anche cestini da viaggio. Poi nel reggiano il guasto - per Trenitalia imputabile agli stop forzati cui il convoglio è stato sottoposto - che ha esasperato gli animi dei catanesi e provocato l'estemporaneo sit-in sui binari.
    Al momento sono 150 i tifosi fermati e identificati, mentre due sono già stati arrestati, I convogli sono stati deviati, ma il traffico ferroviario sta subendo ritardi di circa un'ora e mezza.
    gasport

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