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    Il patron dell'Inter getta la maschera e si mette in corsa: "Lo inseguono in molti, ci siamo anche noi".


    Non c'è niente da fare, altro che pentito. Massimo Moratti ha l'Inter e il pallone nel sangue, ed ogni occasione è buona per parlare delle sue passioni, rilasciando dichiarazioni - vivaddio - mai banali. Così l'incontro elettorale della moglie Milly alla Comune Baires, tradizionale covo nerazzurro, ha una succosa parentesi calcistica.

    E il succo è soprattutto nell'incoronazione in pectore del leader prossimo venturo dell'Inter, un outing clamoroso che spariglia le certezze di mercato su uno dei pezzi da novanta più appetiti. Il punto di partenza è un doloroso addio: "Eh, Veron è una spina. Vorrei tanto che rimanesse, che ci ripensasse. Non so perché, così giovane, si è fatto il problema del rientro a casa e temo che dopo sei mesi si possa pentire, com'è accaduto per Almeyda. Un atleta di quel livello vuole lottare per il vertice,sempre. Ma come posso trattenerlo? Per sostituirlo, sul piano tattico abbiamo Pizarro e quindi siamo a posto. Veron però è un trascinatore e perciò se devo pensare a un trascinatore non posso che indicare Ballack. Lui ha tempra, carisma, classe da vendere. Certo, continuano a dirmi che è diverso da Veron. Ma è diverso come collocazione in campo, per il resto, invece, è uguale, appartengono alla stessa razza: campioni assoluti. Non mi risulta che abbia già concluso con qualcuno. Lo inseguono in molti, ci siamo anche noi. Si tratta di un investimento importante, è un giocatore da cinque milioni l'anno: a quei livelli questa è la spesa, del resto. Ma deciderà solo il giocatore, e sa di avere intorno la crema del calcio europeo".
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  Moratti ha scelto Ballack: "E' lui l'erede di Veron"

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