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    Martedì scorso gli è stato amputato il braccio sinistro, conseguenza di un incidente stradale, ma Gonzalez, 8 gol nel Vicenza prima della sosta natalizia, riesce persino a rincuorare i compagni

    VICENZA, 20 gennaio 2006 - Può sembrare incredibile, ma è così. È lui, Julio Gonzalez, l’attaccante paraguaiano a cui è stato amputato martedì il braccio sinistro, a dare forza agli altri, ai tanti che gli fanno visita in queste ore. Chi arriva davanti alla porta della sua stanza d'ospedale, a Padova, nel reparto di chirurgia plastica, cerca parole che non trova. Ma lui, come del resto tutta la sua famiglia, è sostenuto da una grande fede in Dio e spiega: “Ho capito che cosa ho rischiato. Essere vivo è già un dono di Dio, tornare a casa e poter parlare e giocare con i miei due bambini è un dono di Dio”. Così ripete Julio Gonzalez, con una serenità che sta sorprendendo tutti e che a tutti quelli che gli fanno visita dà appunto forza, sgombra l'animo dall'ansia. È successo anche ad un “visitatore” molto speciale, Gerardo Ruben Grighini.
    Era lui, il difensore argentino, che Gonzalez stava accompagnando all'aeroporto di Venezia quella mattina, quando la Bmw X5 tamponò violentemente un Tir in autostrada. Grighini ne uscì con una frattura al perone della gamba destra riportata nell'urto con un'auto che cercava di fermare per chiedere soccorso, una volta uscito in qualche modo dall'ammasso di lamiere che aveva stritolato il braccio sinistro di Gonzalez. “Non posso fare a meno di pensare che se non fosse stato per accompagnare me Julio non avrebbe tanto male...”.
    Se n'era tornato in Argentina con questo ingombrante peso sul cuore, Grighini. E Gonzalez, appena risvegliatosi da un intervento lungo 12 ore, la mattina del 23 dicembre, pensò per prima cosa al suo amico “Pantera”. “Ruben non è mica morto, vero? Dimmi come sta, direttore”. Era stata la prima domanda fatta al d.g. Gasparin. <br />Appena rientrato in Italia, in stampelle e accompagnato dal padre, Grighini è andato a trovare Julio e gli ha portato due regali: un portachiavi col simbolo dell'Argentina e un oggetto d'artigianato, un contenitore per il “mate”, la bevanda tradizionale del Rio de La Plata. Ieri mattina però era molto nervoso. “Sto molto male”, ha sussurrato a chi gli era vicino.
    Ma poi Julio e Ruben sono rimasti da soli per un po' a parlare e quando è uscito Grighini, il "Pantera", appariva tranquillo. Merito del sorriso e della serenità che sa trasmettere Gonzalez, appunto. Vicini a Julio, oltre ai suoi familiari, sono stati i dirigenti, i medici del Vicenza, l'allenatore Camolese e i suoi compagni di squadra. Ieri mattina, quando è arrivato Grighini uscivano dalla stanza Crovari ed Helguera, lo spagnolo che fin dall'inizio s'è messo a disposizione con grande sensibilità della famiglia di Gonzalez che parla solo spagnolo: Maria Paz e Fabricio, i due bimbi di Julio passano diverso tempo con la famiglia di Helguera. Ma tutti i giocatori hanno testimoniato il loro affetto per lo sfortunato compagno. “È come se giocasse sempre con noi” ha detto il capitano Stefan Schwoch che in serata è andato in ospedale.
    I tifosi hanno inondato lo stadio di striscioni di incoraggiamento in occasione della prima partita dell'anno al “Menti”. Gonzalez lo ha saputo e ha detto: “So che mi pensano, che mi sono vicini e che hanno fatto tante cose per me, mi ha fatto piacere e li ringrazio”. Ha la forza non solo di sorridere, anche di scherzare sulla lunghezza dei suoi capelli: “Non li taglio di sicuro”. Poi ha mandato a dire ai compagni: “Spero che a Piacenza vincano, ho potuto vedere in tv la partita col Pescara, non meritavamo di perdere, abbiamo preso un gol così...”. Parla di calcio Julio, e il calcio non si dimenticherà di lui. Renzo Ulivieri, un grande ex del Vicenza, ora presidente dell'Assoallenatori gli ha già spalancato le porte: “Se vorrà intraprendere la carriera del tecnico siamo qui”. E Julio ieri ci scherzava su: “Mister Gonzalez... come suona?”.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4265491
    tra l'altro la chirurgia in questo campo sta facendo passi da gigante. kissà ke in un prossimo futuro sia possibile ricostruire il tessuto nervoso e ricreargli un braccio praticamente nuovo (spero di non aver detto una caxxata, ma me lo auguro di cuore ke possa avvenire perkè sta storia è di una tristezza cosmica :( )
  3. Alle stelle  
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    Be' ricostruire il braccio sinistro non è attualmente possibile .
    Però è applicabile un braccio bionico che gli permetterano una
    modestissima funzionalità dell'arto .

    Un grande augurio all'uomo Gonzales per il suo futuro
    e un enorme applauso alla sua capacità di reazione.
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  Gonzalez: "Essere vivo è già un dono"

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