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    Il patron del Milan ribadisce: "Carlo ha un contratto con noi anche per la prossima stagione e non c'è alcun bisogno di cambiare. La coppa dei Campioni del '93? Sarebbe finalmente fatta giustizia"

    MILANO, 25 gennaio 2006 - A scanso di equivoci, probabilmente per chiudere una volta per tutte il discorso, Silvio Berlusconi ha ribadito che Carlo Ancelotti resterà sulla panchina rossonera. "Ha un contratto con il Milan anche per la prossima stagione e non c'è alcun bisogno di cambiare", è stata la categorica affermazione in una intervista a Sky. "Con Carlo ci siamo parlati spesso - ha aggiunto - e abbiamo due caratteri diversi. In ogni caso sta rispettando la missione che gli è stata affidata. La difesa? Abbiamo avuto diversi campioni fuori, non vedo ragioni per fare altri acquisti in questo reparto".
    Sulla coppa dei Campioni del 1993, persa 1-0 a Monaco di Baviera contro il Marsiglia ha esposto tutti i suoi dubbi su quella serata, sostenendo che "sarebbe finalmente fatta giustizia". "Quella partita suscitò più di un punto interrogativo - ha continuato il premier - per il comportamemto dell'arbitro, la vivacità dei giocatori del Marsiglia e anche per il modo in cui uscirono dal campo, come se non sentissero la fatica. Io spero che il Milan possa aggiungere meritatamente alle 6 coppe già in bacheca anche quest'altra che avrebbe sicuramente meritato".
    Un Berlusconi a tutto campo, che ha anche ribadito le sue critiche a Dino Zoff all'indomani della finale persa contro la Francia (golden gol di Trezeguet, ndr) all'Europeo del 2000. "Diventò un caso nazionale, ma avevo ragione - ha dichiarato in proposito -; Zidane fu lasciato libero e questo ci portò allo sconfitta con i transalpini". Poi un vecchio amore: Francesco Totti. Nessun dubbio: "Totti è un giocatore di classe eccelsa. Mi hanno chiesto se potrebbe giocare con Kakà e sicuramente potrebbe farlo con tutti i giocatori di classe come lui, ma io sono coerente e ho detto sempre che le bandiere non si comprano e non si vendono".
    Per poi aggiungere un particolare: "È un discorso che valeva anche per Nesta, ma la Lazio per problemi economici interni mise sul mercato il giocatore che stava per concludere un accordo con la Juve. Solo in quel caso il Milan si mise di mezzo, anche per non permettere a una diretta concorrente di rinforzarsi, ma certamente non fu il Milan a fare l'offerta alla Lazio. Ripeto - ha concluso il patron del Milan -: sono coerente, non ho mai provato a prendere campioni che potessero rappresentare un idolo per le altre tifoserie, che io rispetto".
    G.Des.

  Berlusconi non molla Ancelotti

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