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    Il campionato italiano è da sempre meta di ogni calciatore. Con l’attuale crisi questa tendenza si è persa, a favore di altri tornei pronti a pagare a peso d’oro fenomeni o presunti tali. Una decina d’anni fa ancora spadroneggiavamo per il mondo, e appena un giocatore si metteva in mostra, in qualsiasi parte del globo, subito veniva accostato ad un club italiano. Nel 1994 il Parma era una società solida, proprietaria di risorse umane inesauribili e tremendamente ambiziosa. Il Napoli già da allora boccheggiava, avendo intrapreso la lunga ed inarrestabile via del declino. Solidi rapporti di amicizia legavano i due sodalizi, così che sotto al Vesuvio si andava formando una sorta di satellite della dimensione parmense. Gli infallibili osservatori di Tanzi scovano un massiccio attaccante che compie sfracelli nei colombiani dell’America Cali e nella sua nazionale. “Quando prende lo slancio ha una progressione inarrestabile, sembra un treno” oppure “Con il pallone fa quello che vuole, è un talento purissimo”: questi i responsi dei collaboratori di Tanzi, che evidentemente dopo quell’affare hanno subito una notevole riduzione di stipendio. Detto, fatto. Freddy Eusebio Valencia Rincon, nato in quel di Buenaventura ( un nome un destino), il 14 Agosto del 1966 va ad ingrossare le fila della corazzata ducale. Un lampo di genio percorre la dirigenza emiliana, visto che i posti in avanti sono occupati si pensa ad un suo prestito per verificarne l’efficacia nel nostro campionato. A chi se non al Napoli, alla disperata ricerca di giocatori da raccattare qua e la? Il prestito di Rincon si materializza subito. In città cresce l’attesa per vedere all’opera questo prodigioso attaccante, un metro e ottantotto di muscoli distribuiti in ottantasei kg. L’esordio contro la Reggiana non è entusiasmante, e nonostante la vittoria arrivata con un fantastico goal di Benito Carbone, Rincon fatica ad esprimersi, venendo sostituito da Buso nel secondo tempo. Non va meglio nella partita successiva, dove la banda di Guerini rimedia una sconfitta per due reti a zero a Cremona per mano di Florijancic. Ma le restanti gare non aiutano il colombiano a mettere in mostra le due indiscusse doti, almeno fino all’ottima prestazione contro il Padova, che gli regala una doppietta personale, comunque inutile ai fini del risultato per colpa di Pippo Maniero e di una papera indimenticabile di Tagliatatela. Licenziato Guerini, arriva Boskov che lo arretra di qualche metro, facendolo giocare sulla linea mediana. Guarda caso la seconda vittoria del Napoli, tre reti contro il Bari, arriva proprio quando Rincon è assente, e la squadra ripete l’impresa contro l’Inter a S.Siro un mese e mezzo più tardi, ancora quando Rincon non gioca! Il ritorno al goal si fa attendere a fine gennaio del 1995, alle spese di una Reggiana desolatamente in basso alla classifica. Il nostro campione si ripete la domenica successiva contro la Cremonese: che il treno colombiano abbia finalmente iniziato la sua corsa? Sembrerebbe di sì, come dimostrano i tre goal rifilati a Genoa e Lazio. Ma Freddy assume le abitudini italiane, diventando un treno delle ferrovie italiane, quindi in sciopero continuato. Quel poco che ha fatto vedere si perde via via nella memoria. A fine torneo, Rincon, 28 presenze e sette reti, saluta una Napoli ancora in lacrime per la qualificazione UEFA sfuggita all’ultimo minuto. In casa ducale non sono più così convinti di aver trovato una gallina dalle uova d’oro. Infatti senza tanti pensieri lo lasciano partire destinazione Real Madrid ( misteri del calcio…), il quale a sua volta nel Gennaio successivo lo cede volentieri al Palmeiras. Da allora fino a qualche giorno fa, quando ha annunciato il ritiro a termine di una gloriosa carriera, ha giocato sempre in Brasile, tra Santos, Cruzeiro e Corinthians, senza però far ammirare ai tifosi le sue incredibili progressioni, che forse ha lasciato per sempre in Colombia. Al suo arrivo in Italia qualcuno aveva fatto presente come il suo cognome rappresentasse una carta di identità. Lo stesso hanno detto per Kakà, ma le cose evidentemente sono andate in modo diverso…



    :cry: :cry: :cry:
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    Originally posted by DYD_1974
    Due velocisti :asd:
    Cruz e' stato un grande.....le sue punizioni erano micidiali

    cruz cruz cruz cruz cruz :sbam: :sbam:


    Io comunque parlo della sua esperienza a Napoli....poiche' al Milan non hanno un grandissimo ricordo
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  3. In questo momento stai...  
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    Originally posted by Pezzotto
    Cruz e' stato un grande.....le sue punizioni erano micidiali

    cruz cruz cruz cruz cruz :sbam: :sbam:


    Io comunque parlo della sua esperienza a Napoli....poiche' al Milan non hanno un grandissimo ricordo


    A napoli nn era male, buon libero. Ricordo anche un suo gol con la nazionale all Italia
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
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    Originally posted by Pezzotto
    Cruz e' stato un grande.....le sue punizioni erano micidiali

    cruz cruz cruz cruz cruz :sbam: :sbam:


    Io comunque parlo della sua esperienza a Napoli....poiche' al Milan non hanno un grandissimo ricordo

    cruz cruz cruz ha segnato andrè cruz :asd:
    my web site: www.antoniovairo.altervista.org

  Meteore

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