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    Intervista dell'ex campione che ha lasciato nel maggio 2004
    "Gli avrei detto sì per gratitudine, ma ho troppi dolori fisici"
    Baggio rivela a Radio Deejay
    "Mazzone mi voleva a Livorno"
    <b>Baggio rivela a Radio Deejay<br />"Mazzone mi voleva a Livorno"</b>

    MILANO - Carlo Mazzone ci ha provato, ma l'impresa questa volta non gli è riuscita. Chiamato sulla panchina del Livorno il tecnico romano non ci ha pensato un attimo, ha alzato il telefono e ha chiamato il suo pupillo, Roberto Baggio. A rivelarlo è lo stesso campione, intervistato da Deejay Football Club nel giorno del suo 39esimo compleanno. "Ho sentito il tecnico l'altro giorno - ha ammesso Baggio -, mi ha chiesto di andare con lui al Livorno, Mazzone è un grande, se avessi avuto meno dolori per la gratitudine che ho nei suoi confronti ci avrei pensato. Nel 2000 mi ha aiutato tantissimo quando ero rimasto solo, se avessi avuto meno dolori per riconoscenza avrei accettato la sua proposta".

    Peccato per Mazzone, per il Livorno, ma soprattutto per il calcio italiano che avrebbe ritrovato uno dei migliori campioni di sempre. Al telefono con Ivan Zazzaroni, Baggio parla di sè, della sua famiglia e della sua nuova vita in una chiaccherata all'insegna del buon umore. "Ormai sto diventando vecchio - ha dichiarato Baggio -. Dite che una volta ingoiavo rospi e oggi mangio rane, beh è vero, come cambiano le cose".

    Il Baggio di oggi è "una persona normale come tutti, seguo i mie lavori, le mie passioni, ho la mia famiglia, vivo delle mie cose".

    Ama come sempre la caccia e ha la battuta pronta Roby che trova anche il tempo per commentare la nuova legge sulla legittima difesa. "Ho provato ad invitare mia suocera ad entrare in casa mia dalla finestra, ma lei non c'è cascata", scherza Baggio che poi torna sul calcio. "Lo seguo, guardo qualche partita in tv, ma non gioco più. Dal 16 maggio 2004, il giorno del mio ritiro, non ho più giocato, ho messo su qualche chilo, almeno 3-4. Adesso mi godo mio figlio Leonardo, il terzo, è la mia vita, ma adesso con i figli ci fermiamo qui".

    Non ha mai amato i confronti, continua a "dribblare" i paragoni. "Chi è il nuovo Baggio? Ognuno ha il suo modo di giocare e di essere, è impossibile fare paragoni, lo dicevo anche quando li facevano con me. In Italia ci sono grandissimi e giovanissimi talenti, spero che riescano a venire fuori in un mondo così difficile. Mio figlio Mattia? Ha una gran passione e piedi buoni, ma questa è un'età strana, vedremo più avanti, ma io sicuramente non lo forzo. Il calcio di oggi? Temo che si vada a peggiorare. Tornare nel calcio? Non so, credo che dopo tanti anni dedicati sempre alle stesse cose, sia normale per adesso starne fuori. Ho voglia di fare altro, ma è difficile fare i conti con la passione e io per il calcio ho sempr avuto una grande passione. Allenare i bambini? Loro sono il nostro futuro, la cosa più bella che esiste perché sono puri, il calcio inizia da loro".
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Roberto Baggio....

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