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    I bianconeri in semifinale hanno travolto 4-0 la Roma campione d’Italia in quella che sembrava (e per molti è stata) la vera finale anticipata del Viareggio. Le reti di Zammuto, Cuneaz, Paolucci e Maniero. Lunedì sfideranno i brasiliani della Juventud: possono trionfare la quarta volta di fila.

    Lunedì i ragazzi di Chiarenza si giocheranno il torneo, gli tocca la Juventud (che ha stracciato a sua volta il Siena: 3-0). E come tutte le finali sarà una partita delicatissima… per di più contro una squadra sudamericana guidata da una volpe amante del difensivismo: Ribas. Sarà davvero una partita a scacchi, e sarà bello vedere se Chiarenza deciderà di giocarsela come sempre, partendo a tutta velocità, oppure se deciderà di aspettare l’avversario per stanarlo. Prima di guardare a lunedì, però, vale la pena guardare al passato. Era il 3 marzo 2003, quel giorno la Juve dominò lo Slavia Praga in finale ma trovò il gol soltanto al 90’ con il giocatore più rappresentativo: David Chiumiento (su tiro-cross di Paro). A dieci anni da quello targato Del Piero, la Juventus vinceva a Viareggio. Sono passati tre anni e la Juve è ancora in finale, rischia il poker dopo aver fatto a pezzi (il termine è duro, ma è successo davvero, in barba a ogni pronostico, visto che la squadra di De Rossi è campione d’Italia e ricchissima di talenti) la Roma.
    Lunedì i bianconeri cercheranno il record, ma il successo del club è nei fatti. Basta scorrere i nomi dei giocatori che hanno aperto questo filotto tre anni (e quattro edizioni) fa: sono tutti calciatori professionisti: in serie A Mirante, Paro e Gastaldello a Siena, Piccolo alla Lazio (dopo aver cominciato con la Reggina); in serie B Cassani a Verona, Konko e Zeytulaev a Crotone; in C Pederzoli e Bartolucci alla Torres, insieme a Urbano (anche quella finale la guardò dalla panchina), in Francia è finito David Chiumiento, al Le Mans, dopo un anno a Siena. Dispersi per ora sono Marco Brighi (al Rimini), Luca Scicchitano (Ravenna), mentre Ruben Olivera si sta riprendendo da un brutto infortunio con la maglia della Juventus. L’uruguaiano, vera stella del vivaio bianconero che lo pescò però a 19 anni, ha timbrato con 18 presenze e 4 gol lo scudetto di Capello la stagione scorsa. Tutto questo per dire che vincere il Viareggio è solo un passo nella costruzione di un trionfo vero, che è la costruzione dei calciatori, il lancio dei campioni. Dalla prossima stagione le norme Uefa imporranno che 4 giocatori tra gli iscritti alle Coppe provengano dal vivaio. La Juventus, a differenza di altri club, è pronta, e questa lista lo dimostra. Giovinco, Cuneaz, Maniero e gli altri protagonisti e di oggi possono attendere, possono crescere (fondamentale quando si parla di giovani): Viareggio è il diploma da appendere in camera e mostrare agli amici, ma dalla prossima stagione cominceranno a studiare per la laurea. Il nostro calcio li aspetta.

  Viareggio, Juve in finale

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