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    MOGWAI
    Gli illusionisti del noise

    Istintivi, imprevedibili, gli scozzesi Mogwai hanno coniato un marchio post-noise-rock ormai inconfondibile: digressioni, feedback e alternanze tra quiete e turbamento che culminano spesso in apoteosi di rumore schizofrenico. Il loro ultimo album, "Mr. Beast" ha spiazzato ancora una volta la critica. Li abbiamo incontrati durante il loro tour italiano: ecco l'intervista che ci hanno concesso in esclusiva e il racconto della loro avventura, iniziata alla fine dei 90


    L'INTERVISTA

    Quando entro nella stanza per chiacchierare insieme a Barry Burns e John Cummings, i due stanno facendo un po' di pulizia buttando bucce d'arancia e di banana nel sacchetto che conteneva la frutta. Mi guardano entrambi con un sorriso enorme e so che, in questa intervista, mi farò un sacco di risate. Evito di elencarle tutte per il semplice motivo che la trascrizione sarebbe diventata troppo lunga...

    Chi è Mr. Beast?
    Barry: È un uomo con…
    John: Con una moglie.
    Barry: Con una moglie che si chiama Mrs. Beast…
    Si tratta di un cartello che abbiamo visto all'aeroporto, sai, di quando scendi dall'aereo e c'è qualcuno lì per te. Il cartello era "Mr. & Mrs. Beast" e abbiamo pensato che fosse buffo.
    John: Hai mai pensato che qualcuno potesse avere "Beast" per cognome? ...Ma noi non ci permetteremmo mai di scherzare sul cognome di qualcuno, ti pare? È una cosa tanto immatura!

    "Mr. Beast" è un disco piuttosto diverso dai precedenti, soprattutto da quelli più recenti. Qualcuno lo considera addirittura come il vostro disco "hardcore".
    Barry: Volevamo suonare canzoni più "rumorose" dal vivo… Ci sono solo tre o quattro canzoni che possiamo dire essere "rumorose". Sicuramente, rispetto a "Mr. Beast", il disco precedente è più "tranquillo". Probabilmente è stato un cambiamento consapevole.

    Penso anche che questo disco avrà un impatto molto forte dal vivo.
    Barry: Sì, abbiamo già tenuto alcuni concerti e penso che alla gente siano piaciuti.
    John: Ero un po' preoccupato quando abbiamo iniziato a suonarle, ma, man mano che andavamo avanti, sembravano venire abbastanza bene.

    Continuiamo a parlare di concerti: avete aperto l'edizione 2005 dell' "All Tomorrow's Parties". Com'è andata?
    Barry: E' andata bene, sì. È stato bello essere lì a suonare.
    Essere in tournée, scrivere un disco e poi essere di nuovo in tour e tornare a scrivere un disco, sai, diventa un circolo vizioso.
    Sì, abbiamo suonato. Non era una cosa importante, ma è andata bene.
    Quindi non avete vissuto l'apertura come una responsabilità.
    Barry: No, assolutamente. Non eravamo nervosi. Soprattutto suonare per primi ci ha permesso di non avvertire alcuna pressione.
    Abbiamo tentato di suonare due nuove canzoni, ma sono venute fuori una vera merda. Abbiamo inserito quelle due canzoni nel disco, ma sono suonate decisamente molto meglio e le suoneremo in concerto ancora meglio.
    John: A volte capita di suonare a fine giornata o a fine week-end, quando è quasi tutto finito, questa volta abbiamo suonato per primi e siamo rimasti ad ascoltare gli altri gruppi.
    Barry: Se avessimo suonato alla fine, saremmo sembrati dei vecchietti perché abbiamo bevuto così tanta birra e… assunto alcune sostanze… alcune legali altre un po' meno… A mia madre non avrebbe fatto piacere…

    Quali sono, per un gruppo come i Mogwai, le differenze principali tra suonare dal vivo e in studio?
    Barry: Suonare in studio è molto noioso e suonare dal vivo è entusiasmante. Sai, in studio è veramente tutto molto noioso, tutto il processo: prima suoni la batteria, poi suoni il basso e così via. A volte passi tutto il giorno in studio e non fai praticamente nulla. Dal vivo, invece, è tutto più istintivo. Penso che sia così per tutti i componenti del gruppo: in studio ci annoiamo.
    John: Registrare le chitarre è stressante: in studio è molto più difficile. Quando commetti un errore durante il concerto, è fatto e non ci pensi più, in studio devi ricominciare tutto da capo un'altra volta. Poi un'altra e un'altra e un'altra…
    Barry: E un'altra e un'altra…
    John: E poi un'altra e un'altra e un'altra…
    Barry: Sai, non siamo dei musicisti eccezionali. Siamo bravini, ma non bravi come dovremmo.
    John: E poi siamo pigri.
    Barry: È vero, siamo persone pigre… È per questo che siamo in un gruppo.

    Quindi impiegate parecchio per arrangiare e registrare una canzone. Non avete mai registrato in presa diretta.
    Barry: Qualcuno ancora usa la presa diretta?!! Forse in gruppi meno "numerosi": noi siamo in cinque ed è facile che qualcuno di noi commetta un errore. Non siamo musicisti eccezionali!

    MogwaiTempo fa avete dichiarato di trovare "post-rock" un termine ridicolo per descrivere un determinato tipo di musica. Avete cambiato parere?
    Barry: Assolutamente no. Penso che "post-rock" sia ridicolo almeno quanto "jaaaazz" o "rock-and-roll".
    John: Dai, non ha alcun senso! Il termine "post-rock" dovrebbe essere basato su un concetto che chiunque dovrebbe capire perfettamente: la musica rock.
    Poi c'è il "jazz" che dovrebbe essere associato al sesso… Poi abbiamo il "funk" (Barry ha le lacrime agli occhi!). Dai, "funk" è bellissimo, il migliore!
    Come descrivete i vari tipi di musica?
    Barry: "Buona" "niente male" e "cattiva".
    John: "Un incrocio tra 'Lui' e 'Loro'". Ma non descriverei mai e poi mai un gruppo come "post-rock"
    John: Forse per un gruppo al quale si può concedere veramente poca considerazione, che non fa della buona musica.

    A questo punto potremmo parlare della vostra etichetta, la Rock Action. Mi sembra stia andando piuttosto bene.
    John: Sì, sta andando piuttosto bene. Stiamo pubblicando dei bei dischi, di gruppi molto validi.
    Barry: Sicuramente vogliamo pubblicare nuovi artisti. Non porta molti soldi, ma non l'abbiamo creata per farne un business, ma perché ci faceva piacere pubblicare altri gruppi.
    John: Ci piace essere "all'avanguardia", anche se sappiamo che ci rimetteremo dei soldi.
    Barry: C'è comunque un responsabile, una persona che segue l'etichetta, noi non facciamo poi molto.

    Da proprietari di un'etichetta discografica, anche se non la gestite, qual è la vostra idea della scena musicale attuale?
    John: Ci sono tanti gruppi che vorrebbero pubblicare dischi, ma non ne vedo molti riuscire a fare strada, a raggiungere il grande pubblico.
    Barry: Ci sono cose apprezzabili e cose orribili. L'anno scorso non ha visto molti grandi gruppi, non mi vengono in mente degli album bellissimi che siano stati pubblicati l'anno scorso. Forse quest'anno andrà meglio. Sono una persona molto ottimista.

    Come giudicate, invece, il lavoro delle major?
    Barry: Be', fanno soldi.
    John: Vendono un prodotto che non ha nulla a che fare con la musica, esattamente come qualsiasi altro prodotto tu possa comprare al supermercato. Devono avere "un'offerta" generalista, devono attenersi a quello che potrebbe piacere alla gente, che è poi quello che la gente andrebbe a comprare.
    Purtroppo non sempre le major hanno veramente a cuore l'artista in sé e rivolgersi a certe etichette può essere un po' ingenuo.
    Non pensate che investire di più su determinati artisti rispetto ad altri porterebbe gli artisti più interessanti a vendere un po' di più, a essere più conosciuti?
    Barry: …
    John: …
    … Non pensate che investire di più sui Mogwai e meno su Britney Spears porti i Mogwai a vendere un po' di più?
    Barry: No.
    No?!
    Barry: No, non penso.
    John: Non credo… Potresti far ascoltare un artista a un migliaio di persone, ma se non piace, dubito che compreranno il suo disco.
    Barry: Penso che la cosa più pericolosa, per un gruppo che firma per una major, sia quello di sentirsi dire che verranno investite tante energie e tanti soldi su di loro per poi essere licenziati in sei mesi magari perché a nessuno, in realtà, frega niente di loro. Succede piuttosto spesso. Per dieci gruppi che firmano un contratto, ce ne sarà uno che andrà piuttosto bene e ce ne saranno nove che non avranno alcun successo.

    C'è questo gruppo di Sheffield che è spesso paragonato ai Mogwai. Sto parlando dei 65Daysofstatic.
    John & Barry: Sì, sì.
    Li conoscete?
    John: Conosciamo il loro manager
    Barry (a John): Davveeeroo? E chi è?
    John: Come "chi è?"?! E' Pete!
    Barry: Ah già, Pete. E' vero!
    John: ...Sì, mi piacciono... Non penso che ci somiglino poi tanto, se proprio devo essere sincero.
    Perchè allora pensi che siano spesso associati a voi? Perché magari i giornalisti sono pigri e appena sentono qualcosa di vagamente strumentale il vostro sia il primo nome che viene loro in mente?
    John: No, non sono pigri: sono semplicemente ignoranti!
    Mi piacciono, ma penso che ci siano gruppi con un suono più vicino al nostro, come gli Explosions In The Sky.

    Ho capito, ma torniamo a parlare di voi: Batman è ancora il vostro supereroe preferito?
    Barry: Assolutamente! Lui è il migliore. Sai, non ha alcun tipo di superpotere, è semplicemente un uomo che può contare solo sulla sua intelligenza, l'unico che potrebbe effettivamente, realmente esistere. Non sono mai riuscito ad avvicinarmi molto a Superman o a Spiderman.
    John: A me Spiderman non dispiace.
    Barry: Spiderman non è male, ma Batman è meglio. E poi ce lo vedo proprio a portare in giro con la Batmobile un sacco di "gallinelle". Qual è il tuo supereroe preferito?
    Il mio supereroe preferito è sempre stato Mary Poppins: può volare, capisce che persona sei dall'altezza, la sua medicina ha un sapore sempre diverso ed è praticamente perfetta sotto ogni aspetto.
    Barry: Ma dai! Mary Poppins è irritante, non ha assolutamente senso! ...Ok, ha un paio di ombrelli che sono proprio niente male, ma a parte questo non mi piace Mary Poppins: è troppo inglese. E poi non ha un "lato oscuro". Ogni supereroe deve avere un "lato oscuro". Qual è il lato oscuro di Mary Poppins?
    John: Dick Van Dyke.
    Barry: No, non mi piace: è troppo dolce per i miei gusti... Oh cielo, scusami se ti ho offesa criticando Mary Poppins.
    Ma no, figurati: è solo il tuo punto di vista. E poi noi vorremmo essere come i nostri supereroi preferiti perché non siamo e non saremo mai come loro.
    John: No! (ha la stessa espressione di un bambino di quattro anni) No! Io un giorno sarò come Batman!
    (rassicurante) Oh sì, un giorno sarai proprio come Batman. Proprio come lui, non ti preoccupare e io sarò molto fiera di te.
    John: Sì, io un giorno sarò Batman.

    Molto bene, parliamo d'altro, allora. Pensate che "La rivincita dei Sith" sia stato un buon finale per la saga di Guerre Stellari?
    Barry: No. (lo dice come un professore al quale un alunno ha chiesto una spiegazione). Penso che George Lucas sia impazzito, si sia rovinato. Penso che tutto quello che è stato fatto dalla metà de "Il ritorno dello Jedi" fosse piuttosto brutto.
    Gli episodi I e II erano piuttosto mediocri, "La rivincita dei Sith" era leggermente migliore, ma rimane spazzatura.
    L'anno scorso, poi, sono usciti film molto migliori. Guarda, "Team America" è addirittura entusiasmante se lo paragoni a "La rivincita dei Sith". E' una vergogna: poteva essere un grande film, invece è solo immondizia.

    Torniamo ai Mogwai. "Trattate gli animali come esseri umani" è ancora il vostro motto?
    Barry: Gli animali non tratterebbero mai gli esseri umani come gli esseri umani trattano gli animali. Non vedresti mai andare in giro un animale con una giacca in pelle umana (ci saranno due gradi e lui è in giro con le Converse ai piedi!).
    John: Personalmente tratto gli animali come esseri umani.
    Barry: A me piacciono i gatti.
    John: Gatti e cani. È un vero peccato sapere che a un animale come il panda venga data la caccia per nessun motivo, un vero peccato.

    Tempo scaduto. Peccato: stavamo tornando a parlare di cinema, di "Madagascar", per essere precisi.
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Mogwai - Mr. Beast

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