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    RABBIA E CALCOLI DI BOTTEGA


    Quando sono uscito dal Palazzo delle Commissioni dove avevo illustrato la relazione sul caso Mitrokhin, era troppo tardi per assistere in diretta al discorso del Presidente del Consiglio di fronte al Congresso degli Stati Uniti d'America. Sono però riuscito a vederlo nella replica. Ma prima che le telecamere mostrassero un Silvio Berlusconi che non riesce a frenare gli applausi di benvenuto prima ancora di parlare, avevo dato un'occhiata alle reazioni politiche sulle agenzie di stampa. E le reazioni erano le più bieche e le più ovvie:
    la sinistra italiana esprimeva soltanto furia e livido rancore.
    Le immagini spiegavano del resto molto bene perché gli esponenti della sinistra fossero fuori di sé: non tanto perché il Congresso americano aveva invitato solennemente Silvio Berlusconi a parlare (l'ultimo italiano prima di lui fu Craxi) ma perché Berlusconi ha saputo onorare in maniera evidente quel privilegio. Tutta la classe politica americana seduta in quell'aula onorava a sua volta il messaggio di amicizia e fermezza di un leader che,
    come aveva ricordato il giorno prima Bush, sa anche dire di no, ma lo fa senza barare.
    L'Italia che ieri veniva applaudita a Washington è quella che ha saputo svincolarsi dal direttorio franco-tedesco, tanto rimpianto dal centro sinistra. Ed è quella profondamente europea che riaggancia la Federazione Russa prima che il baricentro di quel grande Paese lo trascini verso la Cina. Un'Italia che ha i suoi soldati impegnati in molti angoli della terra e il cui Primo ministro sa parlare agli americani in buon inglese provocando molte standing ovations.
    Sarebbe un grande successo riconosciuto da tutti, se fossimo in un altro Paese. Ma non siamo in un altro Paese. Siamo nell'Italia dominata dall'arroganza delle sinistre. In nessun altro Paese l'opposizione avrebbe sbranato il Primo ministro per essere stato troppo bravo, per aver fatto una eccellente figura personale e averla fatta fare all'intera nazione. Soltanto in Italia si può assistere ad una tale imbarazzante assenza di dignità. Qui si può. E infatti qui la rabbia delle sinistre italiane,
    salve poche eccezioni, si spiega soltanto con il miserabile calcolo di bottega secondo cui ciò che oggi fa bene all'Italia, fa però male alle schede elettorali di questi signori incapaci persino di fingere per decenza di condividere il civile elogio al debito d'onore che lega gli italiani ai poveri ragazzi degli Stati Uniti finiti nei nostri cimiteri dopo averci liberato dal nazismo e dal fascismo. E poi certamente provoca una profonda frustrazione a sinistra il fatto che Berlusconi abbia dichiarato l'impossibilità di avere «due Occidenti» diversi e separati,
    Europa e America, che è invece il sogno segreto di tutti i nemici della democrazia in Italia e in Europa. Così come li manda forse in bestia sentir dire (e veder confermare dagli applausi commossi e convinti dei Congressmen americani) che la nuova frontiera della libertà è anche il nuovo diritto civile: il diritto ad essere liberati dalla paura, con tutte le implicazioni di fermezza e responsabilità che comporta.
    L'Italia ha oggi un ruolo centrale nella politica estera mondiale e ce l'ha anche per quello che Graham Green chiamò «il fattore umano»:
    un fattore che dipende dall'abilità di una singola persona di allacciare rapporti umani che si trasformano in relazioni politiche, in sicurezza e benessere.
    La sinistra italiana ieri ha sostenuto che si dovrebbe applicare la ridicola «par condicio» alle relazioni internazionali. Non scherzavano. L'unica loro preoccupazione è impedire che gli italiani possano vedere e sentire Berlusconi sull'onda del successo. Li fa impazzire. E lì comincia e lì finisce la loro visione del mondo.

    - di Paolo Guzzanti -
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

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    DIRETTA TG5 SU BERLUSCONI IN USA, NESSUNA VIOLAZIONE
    [PHOTO SITO] BERLUSCONI, DIFENDERE NUOVA FRONTIERA DELLA LIBERTA' (ANSA). NNNN ROMA - Lo speciale del Tg5 che mercoledi' ha proposto in diretta il discorso del premier Berlusconi al congresso Usa non ha violato le norme della par condicio, "trattandosi di cronaca di un evento di eccezionale rilevanza istituzionale rispondente a primarie esigenze d'informazione".

    E' quanto ha deciso la Commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che boccia però le eventuali repliche dell'evento, "in quanto verrebbero meno quei caratteri di eccezionalità e di stretto legame con l'attualità della cronaca".

    "La Commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - spiega una nota dell'organismo di garanzia - ritiene che la trasmissione in diretta del discorso del Presidente del Consiglio dei Ministri al Congresso degli Stati Uniti il primo marzo 2006 e la ripresa dello stesso nei programmi televisivi informativi dello stesso giorno primo marzo non abbiano comportato la violazione delle disposizioni sulla par condicio, trattandosi di cronaca di un evento di eccezionale rilevanza istituzionale rispondente a primarie esigenze d'informazione".
    "Un diverso apprezzamento - rileva tuttavia l'Authority - potrebbe però essere fatto se l'evento venisse riproposto in successive trasmissioni nel corso della campagna elettorale, in quanto verrebbero meno quei caratteri di eccezionalità e di stretto legame con l'attualità della cronaca che, alla luce della normativa vigente, fanno propendere per la rispondenza della trasmissione in esame ai principi ed ai criteri in materia di par condicio".

    CASINI: DIRETTA TV DOVEROSA, OTTUSO NEGARE
    "Assolutamente doverosa la trasmissione di mercoledi' con la diretta televisiva del discorso del premier al congresso Usa. Anzi, mi dispiace che non l'abbia fatto la Rai". Pier Ferdinando Casini interviene così, nell'incontro con i giornalisti alla stampa estera, a proposito delle polemiche seguite alla messa in onda del discorso pronunciato a Washington dal premier italiano. "Ritengo evidente che in questo caso - spiega - si tratti di un evento di cronaca, visto che erano 20 anni che un nostro presidente del Consiglio non parlava dinanzi al congresso Usa. Solo l'ottusità di una interpretazione restrittiva può negarlo". "Semmai le critiche io le farei alla Rai, che non ha mandato in onda il discorso del presidente del Consiglio".

    D'ALEMA, IO SCELGO CONFRONTO CON PERSONE
    "C'é chi si occupa di polemiche e chi invece va in giro a discutere con la gente e raccoglie voti. Io mi occupo di questa seconda attività...". Così il presidente dei Ds Massimo D'Alema, a margine di un convegno della Federazione italiana tabaccai, interviene sulle polemiche sulla diretta tv dell'intervento del premier Silvio Berlusconi al Congresso americano.

    TARADASH, DIRETTA TV ERA OBBLIGO RAI
    "Le reazioni del centrosinistra al discorso di Berlusconi davanti al Congresso Usa spaziano in una vasta gamma che va dalla barbarie (Diliberto) alla meschinità (Ds & co.) alla pura imbecillità (niente nomi, per carità di patria). Ma su un punto hanno ragione: nell'attribuire a Mediaset un ruolo improprio, per la meritoria diretta da Washington". Così Marco Taradash, portavoce dei Riformatori Liberali-Radicali per le Libertà.

    RUTELLI, PREMIER NON AVRA' VANTAGGIO ELETTORALE
    "Non amo le polemiche quando un presidente del consiglio italiano parla in un parlamento importante come il congresso americano: credo che Berlusconi non avrà nessun vantaggio elettorale dalla trasferta americana, anche perché Bush è al minimo della sua popolarità e al massimo della sua impopolarità". Lo ha detto il leader della Margherita Francesco Rutelli, a margine di un convegno all'Università di Salerno. "Tuttavia, noi siamo italiani e non dobbiamo trasferire la disapprovazione politica verso Berlusconi e la critica verso Bush sino a farle diventare antiamericanismo - ha aggiunto Rutelli - Distinguiamo queste due cose e voltiamo pagina".
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

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  3. I'm only happy when it rains  
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    Originally posted by npj
    RABBIA E CALCOLI DI BOTTEGA


    Quando sono uscito dal Palazzo delle Commissioni dove avevo illustrato la relazione sul caso Mitrokhin, era troppo tardi per assistere in diretta al discorso del Presidente del Consiglio di fronte al Congresso degli Stati Uniti d'America. Sono però riuscito a vederlo nella replica. Ma prima che le telecamere mostrassero un Silvio Berlusconi che non riesce a frenare gli applausi di benvenuto prima ancora di parlare, avevo dato un'occhiata alle reazioni politiche sulle agenzie di stampa. E le reazioni erano le più bieche e le più ovvie:
    la sinistra italiana esprimeva soltanto furia e livido rancore.
    Le immagini spiegavano del resto molto bene perché gli esponenti della sinistra fossero fuori di sé: non tanto perché il Congresso americano aveva invitato solennemente Silvio Berlusconi a parlare (l'ultimo italiano prima di lui fu Craxi) ma perché Berlusconi ha saputo onorare in maniera evidente quel privilegio. Tutta la classe politica americana seduta in quell'aula onorava a sua volta il messaggio di amicizia e fermezza di un leader che,
    come aveva ricordato il giorno prima Bush, sa anche dire di no, ma lo fa senza barare.
    L'Italia che ieri veniva applaudita a Washington è quella che ha saputo svincolarsi dal direttorio franco-tedesco, tanto rimpianto dal centro sinistra. Ed è quella profondamente europea che riaggancia la Federazione Russa prima che il baricentro di quel grande Paese lo trascini verso la Cina. Un'Italia che ha i suoi soldati impegnati in molti angoli della terra e il cui Primo ministro sa parlare agli americani in buon inglese provocando molte standing ovations.
    Sarebbe un grande successo riconosciuto da tutti, se fossimo in un altro Paese. Ma non siamo in un altro Paese. Siamo nell'Italia dominata dall'arroganza delle sinistre. In nessun altro Paese l'opposizione avrebbe sbranato il Primo ministro per essere stato troppo bravo, per aver fatto una eccellente figura personale e averla fatta fare all'intera nazione. Soltanto in Italia si può assistere ad una tale imbarazzante assenza di dignità. Qui si può. E infatti qui la rabbia delle sinistre italiane,
    salve poche eccezioni, si spiega soltanto con il miserabile calcolo di bottega secondo cui ciò che oggi fa bene all'Italia, fa però male alle schede elettorali di questi signori incapaci persino di fingere per decenza di condividere il civile elogio al debito d'onore che lega gli italiani ai poveri ragazzi degli Stati Uniti finiti nei nostri cimiteri dopo averci liberato dal nazismo e dal fascismo. E poi certamente provoca una profonda frustrazione a sinistra il fatto che Berlusconi abbia dichiarato l'impossibilità di avere «due Occidenti» diversi e separati,
    Europa e America, che è invece il sogno segreto di tutti i nemici della democrazia in Italia e in Europa. Così come li manda forse in bestia sentir dire (e veder confermare dagli applausi commossi e convinti dei Congressmen americani) che la nuova frontiera della libertà è anche il nuovo diritto civile: il diritto ad essere liberati dalla paura, con tutte le implicazioni di fermezza e responsabilità che comporta.
    L'Italia ha oggi un ruolo centrale nella politica estera mondiale e ce l'ha anche per quello che Graham Green chiamò «il fattore umano»:
    un fattore che dipende dall'abilità di una singola persona di allacciare rapporti umani che si trasformano in relazioni politiche, in sicurezza e benessere.
    La sinistra italiana ieri ha sostenuto che si dovrebbe applicare la ridicola «par condicio» alle relazioni internazionali. Non scherzavano. L'unica loro preoccupazione è impedire che gli italiani possano vedere e sentire Berlusconi sull'onda del successo. Li fa impazzire. E lì comincia e lì finisce la loro visione del mondo.

    - di Paolo Guzzanti -


    Solo pochi commenti.....

    - Sono felice per lui se lo hanno applaudito, a me non farebbe piacere essere applaudito dal Bush e il suo bel consiglio.....è solo questione di vedute.... :dunno:

    - E' importantissimo che il nostro Primo Ministro provochi standing ovation per il suo inglese.....i miei complimenti anche per aver onorato l'impegno in modo così encomiabile e per il sorriso.

    - La par condicio anche secondo me non è stata violata......certo che definirla ridicola cmq è da ridicoli secondo me....

    - L'italia non ha nessun ruolo centrale nella politica estera mondiale.....si è abbassata a fare il cagnolino per esserne parte: dal mio punto di vista meglio non farne parte ma mantenere una dignità.

    di Massimiliano Bizzotto
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
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    Oliviero l'impresentabile non può stare nell'Unione. il Riformista
    Romano Prodi ha preferito tacere: «Commentare Diliberto? Meglio di no». Sergio Chiamparino si rifugia dietro una questione di stile: «E’ sempre così truce». Ma le frasi pronunciate da Oliviero Diliberto non possono passare sotto silenzio né essere ridotte a galateo politico. No, è in gioco una questione di sostanza, è in gioco la linea politica dell’unione, la sua identità e la serietà del governo che vuole andare a formare dopo il 10 aprile. Diliberto, tra l’altro, aspira a un posto di ministro. Non se lo merita. Anzi, non merita nemmeno di essere candidato. Oliviero Diliberto è un impresentabile.Che cosa ha detto il segretario del Pdci (segretario non militante di base, di uno dei partiti che fanno parte organicamente dell’Unione, è sempre bene ricordarlo)? Ha detto, riferito al discorso di Silvio Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti: «E’ uno schifo. E’ raccapricciante. Sono andati a stringersi mani grondanti di sangue». Tutte le mani, anche quelle di Hillary Clinton, perché per Diliberto tutti gli americani grondano sangue, i politici Usa in quanto tali sono degli assassini. Che differenza c’è tra queste affermazioni e quelle dei terroristi islamici? E’ chiaro che Diliberto non fiancheggia il terrorismo, ma se un terrorista attaccasse non solo la Casa Bianca, ma il Congresso, la sede del potere legislativo, Oliviero l’impresentabile stapperebbe champagne o magari scenderebbe in piazza al grido: «giustizia è fatta» (magari inforcando i suoi adorati ray-ban)? E’ anche lui tra quelli che in cuor loro gioivano mentre le Twin towers si sgretolavano l’11 settembre 2001? E’ convinto nel profondo di se stesso che Osama bin Laden sia il vendicatore dei dannati della terra? Qui siamo ben oltre la critica a Bush, oltre la polemica contro l’intervento in Iraq, oltre l’attacco allo «spottone elettorale» di Berlusconi. Oliviero l’impresentabile dà ragione a Giulio Tremonti il quale sostiene che il 40% dell’Unione è composta di anti-americani viscerali, gente che non fa bere la Coca Cola ai propri figli non perché li renda obesi, ma perché è l’emblema dell’imperialismo. Una opposizione antropologica, pre-razionale. E uno così dovrebbe fare il parlamentare, anzi il ministro dell’Unione? Ma non scherziamo. Ieri Walter Veltroni, nel convegno di Italianieuropei, ha detto che «il rapporto con gli Stati Uniti e con l’Europa sono decisivi per l’Italia, sono aspetti fondamentali della politica estera italiana e credo che debbano essere salvaguardati con lo spirito e lo stile che si richiede in circostanze del genere». E’ chiaro a chi si riferisse anche se avrebbe fatto meglio a fare i nomi e a censurare chiaramente Diliberto. Ma Veltroni è andato anche un passettino più in là, riferendosi ai commenti del centro-sinistra al discorso di Berlusconi in Congresso. «Ieri c’erano alcune cose che mancavano nelle riflessioni successive alla giornata - ha detto - Credo che tutte le forze politiche debbano avere in questo momento senso di responsabilità e misura per non far diventare questa campagna elettorale, una compagna elettorale che metta in discussione i principi fondamentali su cui è il paese unito. Questo vale erga omnes». Dunque, se lo traduciamo bene, vale per Diliberto, ma non solo per lui. Perché in mezzo alle critiche, pur legittime, sul viaggio di Berlusconi, sull’uso politico che ne vuole fare, sull’endorsement fuori dalle regole diplomatiche che gli ha dato Bush, è mancato un importante distinguo. Una cosa è la strumentalizzazione elettorale (che va censurata) un’altra cosa è un evento che ha una portata nazionale. Al congresso non c’era Berlusconi l’amerikano, ma il capo del governo italiano e, in quanto tale, c’era l’Italia. Il presidente del Consiglio l’ha rappresentata male? Si discuta su quel che ha detto e quel che non ha detto. Così fa una seria forza di governo. Non si risponde alla propaganda elettorale con altra propaganda. Tanto meno con vergognosi insulti verso un paese alleato e un popolo amico come ha fatto Diliberto. Il caso non è chiuso, al contrario, va aperto con chiarezza e determinazione. Oliviero Diliberto non può stare in una coalizione che voglia governare un’Italia alleata e amica degli Stati Uniti.30
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  5.     Mi trovi su: Homepage #4306234
    Originally posted by wfw
    ALTRO GIRO ALTRA PROPAGANDA!


    non basta silvio in america pure npj in Italia con il solito articolo del fascio di Guzzanti!!:rolleyes: :sbam: :sbam:


    Tutto è propaganda;)

    è l'unico commento che lasci?
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

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  6. _________V_________  
        Mi trovi su: Homepage #4306235
    Originally posted by npj
    Tutto è propaganda;)

    è l'unico commento che lasci?


    meglio amico e vuoi che mi incazzi ancora per le leccate di culo oltremanica del cane malato in seno al governo??


    per il resto i sudditi che scrivono per lui li conosciamo!;)


    ti prego non postare + articoli di guzzanti!!!






























    ..... padre!!:asd: :asd: :asd:
  7.     Mi trovi su: Homepage #4306237
    Originally posted by SCA-TTANTE
    Ma non stai tranquillo un attimo tu? Ti pagano o ci fai?:cool:


    Qual'è il problema?
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  8.     Mi trovi su: Homepage #4306239
    Originally posted by npj
    Qual'è il problema?
    Nessun problema, è solo che ogni volta che vedo un 3D con un titolo interessante entro a leggerlo e cerco di capire di cosa si tratta. Poi vedo che sono le solite voci tendenziose di propaganda fascista di Guzzanti e soci, e allora mi accorgo di aver perso il mio tempo. Tu posta quello che vuoi però ogni giorno che passa mi accorgo che sei un po' don chisciotte sco :cool:
    http://community.videogame.it/forum/t/277854/
  9.     Mi trovi su: Homepage #4306240
    Originally posted by SCA-TTANTE
    Nessun problema, è solo che ogni volta che vedo un 3D con un titolo interessante entro a leggerlo e cerco di capire di cosa si tratta. Poi vedo che sono le solite voci tendenziose di propaganda fascista di Guzzanti e soci, e allora mi accorgo di aver perso il mio tempo. Tu posta quello che vuoi però ogni giorno che passa mi accorgo che sei un po' don chisciotte sco :cool:


    aggiungo, con tutto il rispetto per don chisciotte :cool: :asd: :asd:
  10.     Mi trovi su: Homepage #4306242
    Capisco solo il fastidio che vi provocano gli articoli da me postati. A cui non rispodete mai per il contenuto. Problema vostro, basta che non vi appellate al mio povero gatto interista.
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

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  11. _________V_________  
        Mi trovi su: Homepage #4306243
    Originally posted by npj
    Capisco solo il fastidio che vi provocano gli articoli da me postati. A cui non rispodete mai per il contenuto. Problema vostro, basta che non vi appellate al mio povero gatto interista.




    buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhh



    :asd: :asd:

  Primo ministro Italiano negli USA

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