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    La popolazione mondiale e il fabbisogno energetico
    Relazione datata di Arturo Romer
    http://www.elettricita.ch/new/energia_ambiente/ecologia3/pdf/1Cap_popolazione_mondiale.pdf
    Sito dell'Enel Svizzera. www.elettricita.ch/new/

    Nel sito trovate tanto di belle tabelle, alcune cose sono risapute, ma vederle tutte insieme
    e cosi` in chiaro, con la certificazione svizzera perfino,m'ha fatto un effetto strano.
    Regalo una parziale lettura in special modo ai due Moderatori Bipartizan.

    (Perche` non Maxubs con Common ? La parcondicio estrema no ?)

    Il meglio sono le tabelle che non sposto. Posto, per pieta`,solo la prima parte del testo.
    Siete moderatori e, Vostro malgrado, Vi tocca esaminare il lungo proloquio dell'ingegner
    Romer.

    (Boh...Tabelle dicono che siamo in 6 miliardi e mezzo e saremo 10 miliardi nel 2020.
    Quante carestie impossibili se non si fa un secolo bucolico, un salto indietro del progresso.
    Carestie necessarie, insieme alle guerre, per limitare un numero insostenibile di Viventi, in
    un pianeta a gas.
    In alternativa 100-200 anni in moto solo per pareggiare le risorse sulla terra.
    Insieme a un serio controllo delle Nascite, nel 90% del tondo servirebbero 2500 euro
    per ogni bambino non concepito.
    Perche` se si sara` in 10 miliardi fra 20 anni, ad occhio fa 20 miliardi nel 2080
    (E senza di me...)
    Una superguerra o una carestia mondiale dovrebbe essere organizzata in alto loco
    entro il 2030, a meno che non si faccia il doppio secolo sabbatico...
    A me parrebbe essere gia` cominciata, la superguerra...
    E non c'e` manco pane e acqua per tutti.)

    Ecco il bel tomo:
    Nei prossimi decenni il consumo di energia sarà basato secondo le previsioni più autorevoli
    (WEC1) , (AIE2) innanzitutto (oltre l’80 %) sull’energia fossile.
    In questo capitolo intendo presentare dei dati concreti riguardanti il consumo odierno
    e futuro di energia primaria nelle varie parti del mondo e a livello globale.
    Saranno forniti anche dei dati sulle emissioni di CO2 quale conseguenza della combustione
    dei vettori fossili.
    Anche se in questo lavoro mi concentro sull’emissione di biossido di carbonio (CO2),
    non si deve comunque dimenticare che la combustione dei vettori fossili (carbone, petrolio,
    gas naturale e biomassa) comporta inevitabilmente emissioni di altri gas nocivi per l’uomo e per l’ambiente, per esempio CO, NOx e SO2.
    Fornendo questi dati desidero porre l’accento sulle seguenti riflessioni :
    -l’uso intelligente e razionale dell’energia in generale e dell’energia fossile in particolare
    ha assoluta priorità indipendentemente dal fatto che le attuali previsioni e timori sull’effetto
    serra, condivisi dalla maggioranza dell’odierna comunità scientifica, dovessero rivelarsi
    in definitiva esatte.
    -le risorse di carbone, petrolio e gas naturale non dovrebbero essere necessariamente bruciate,
    e soprattutto non in un breve lasso di tempo, essendo materie prime preziosissime per tanti
    altri settori oltre a quello energetico. Anzi, sono convinto che le generazioni umane
    dell’anno 3000 giudicheranno con biasimo il consumo irresponsabile di queste fonti,
    che sarà avvenuto nel periodo tra il 1750 e l’anno 2200 circa.
    -la costruzione di macchine più efficienti (dedicherò a questo problema uno dei seguenti
    capitoli) che mirano allo sfruttamento massimo dell’energia contenuto nell’energia primaria
    permette di risparmiare risorse preziose da un lato e di limitare l’impatto “effetto serra”
    dall’altro.
    -la fame di energia è immensa. Il 75 % dell’umanità non dispone di un sufficiente
    approvvigionamento energetico. Il consumo globale di energia aumenterà per forza. Questo dato
    di fatto implica però un effetto inevitabile : l’anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera
    e negli oceani aumenterà. L’uso razionale dell’energia attraverso l’intelligente impiego
    di tecnologie di avanguardia fa guadagnare tempo nella ricerca di misure e
    contromisure all’effetto serra. Questo tempo di riflessione è indispensabile.
    Se da un lato ho fatto più volte capire che per me l’effetto serra sarà inevitabile,
    dall’altro mi preme evidenziare che credo nell’intelletto e nella ragione umana
    e rimango perciò in definitiva ottimista, perché l’umanità ha dimostrato nel corso della storia,
    e questo soprattutto in momenti di crisi ed emergenza, che l’inventiva ha sempre in definitiva
    avuto la meglio.

    Secondo l’autorevole opinione del WEC, attorno al 2020 ben l’85 % della popolazione mondiale
    si troverà nelle nazioni in via di sviluppo.

    I dati statistici in nostro possesso dimostrano chiaramente che è la fascia asiatica
    quella maggiormente popolata e che lo sarà ancora di più in futuro.
    Sarà l’Asia probabilmente a dominare la scena mondiale dell’immediato futuro e questo provocherà
    una forte domanda di energia da parte di queste zone altamente popolate. Occorre studiare
    e lavorare per far sì che preziose risorse come il petrolio o il carbone o il gas naturale
    non vadano sprecate ma investite in modo razionale e intelligente.

    Un’istantanea della situazione economica del mondo mostra chiaramente una situazione
    contraddittoria e che è fonte di notevoli squilibri (vedi fig. 10).
    Da un lato la maggioranza della popolazione mondiale è rappresentata dai paesi col minor
    prodotto interno lordo pro capite. Per contro è proprio la minoranza della popolazione
    a detenere il reddito pro capite maggiore. Questo perché attualmente i detentori
    delle tecnologie più avanzate sono i paesi industrializzati, ma la diffusione delle conoscenze
    farà sì che proprio i paesi tuttora più poveri rappresenteranno la parte dominante dell’economia. planetaria.
    Le nazioni più ricche hanno ora un importante compito: quello di condividere le proprie
    conoscenze per far sì che i gravi errori compiuti in passato non si verifichino più.
    Si intende in questa sede lo spreco energetico, che parte da un uso incontrollato delle
    risorse di energie fossili. In questo periodo storico, in mancanza di alternative energetiche
    concrete, che possano realmente contrastare la versatilità del petrolio, del gas naturale
    e del carbone occorre una precisa organizzazione e un piano di sfruttamento delle risorse
    oculato e razionale.

    3. Una riflessione sul consumo energetico
    Anche se svariate e diffuse visioni catastrofiche di inondazioni dilaganti, ecc.
    dopo un’attenta analisi si rivelano decisamente esagerate, il fatto che la maggior parte del CO2
    derivi dalla produzione e dal consumo di energia induce a interrogarsi sulle possibilità
    di limitare, modificare o ridefinire il consumo di energia di oggi e soprattutto di domani.
    Ciò non significa necessariamente che il tenore di vita va abbassato: esistono infatti
    proprio per restare all’esempio della Svizzera (che c'e` da ridere della Svizzera ? n.d.r.)
    anche le possibilità di produrre “energia elettrica” sfruttando la forza nucleare
    (che in Svizzera rappresenta il 40% dell’energia elettrica prodotta) e la forza idrica (60%),
    senza emettere praticamente alcun CO2, mentre in altri settori se ne produce in gran quantità...
    (Continua)

    E non c'e` manco pane e acqua per tutti.

  La Svizzera nel nostro futuro ?

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