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    Dalla ricostruzione alla seria A 1945 al 1955

    La guerra è da poco finita e Vicenza come quasi tutte le città del Nord-Italia è ridotta ad un cumulo di macerie, impianti sportivi compresi.
    Si ricomincia a giocare nonostante tutto e il campionato di serie A è diviso in due gironi, il girone Alta-Italia composto da 14 squadre e il girone Centro-Sud composti di 11 squadre ciascuno.
    L'anno successivo la serie maggiore è composta da un girone unico con 20 partecipanti, vinto anzi dominato dal Grande Torino, che in quegli anni sembra davvero una squadra di un altro pianeta.
    Purtroppo per i berici l'avventura nell'élite del calcio nazionale dura solo tre anni con il penultimo posto nella stagione 1947-48, si torna così in serie B, un campionato sicuramente difficile e lungo poiché composto da 21 squadre, sviluppato quindi in 42 giornate.
    Il Vicenza disputa dignitosamente sette anni nella serie cadetta mettendo in luce sempre nuovi talenti, associati all'utilizzo di giocatori più esperti come Ferruccio Valcareggi, futuro c.t. della Nazionale, il quale gioca 39 partite nella stagione 1948-49.
    Gli anni successivi scorrono senza sussulti degni di nota, con campionati conclusi a circa metà classifica fino alla stagione 1953-54. Quell'anno la storia del Vicenza è segnata da un avvenimento che ne caratterizzerà i successivi 35 anni.
    Questo fatto così importante porta il nome di un'azienda tessile molto affermata a livello nazionale e non solo, la Lanerossi, con la quale l'accordo è stipulato esattamente il 26 giugno 1953. Da quel momento in poi si chiamerà Lanerossi Vicenza A.C. (da notare la comparsa sulle maglie della famosa "R" simbolo del lanificio e del Vicenza stesso).
    La nuova proprietà ridà fervore al settore giovanile, ne escono talenti di rilievo, tra i quali figurano Sergio Campana, Azeglio Vicini, Luigi Menti, Franco Luison, tutti destinati a carriere prestigiose sia in biancorosso sia in altre squadre di alto livello.
    Quello giovanile del Vicenza si può definire un "dream team" ante litteram, capace di vincere due edizioni consecutive del prestigioso Torneo di Viareggio. Frattanto la prima squadra ottiene un buon sesto posto e con l'ingresso verso la fine del campionato dei "viareggini" si pongono le basi per la successiva annata, la quale porterà la squadra berica di nuovo tra le grandi del calcio italiano.
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Dalla ricostruzione alla seria A 1945 al 1955

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