1.     Mi trovi su: Homepage #4310717
    A dispetto di quel che da tempo attestano, unanimi, i sondaggi, il risultato delle elezioni che si terranno il 9 e 10 aprile appare ancora quantomai incerto. È questo un buon motivo perché il direttore del Corriere della Sera spieghi ai lettori in modo chiaro e senza giri di parole perché il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra. Un auspicio, sia detto in modo altrettanto chiaro, che non impegna l’intero corpo di editorialisti e commentatori di questo quotidiano e che farà nel prossimo mese da cornice ad un modo di dare e approfondire le notizie politiche quanto più possibile obiettivo e imparziale, nel solco di una tradizione che compie proprio in questi giorni centotrent’anni di vita.
    La nostra decisione di dichiarare pubblicamente una propensione di voto (cosa che abbiamo peraltro già fatto e da tempo in occasione delle elezioni politiche) è riconducibile a più di una motivazione. Innanzitutto il giudizio sull’esito deludente, anche se per colpe non tutte imputabili all’esecutivo, del quinquennio berlusconiano: il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese. In secondo luogo riterremmo nefasto, per ragioni che abbiamo già espresso più volte, che dalle urne uscisse un risultato di pareggio con il corollario di grandi coalizioni o di soluzioni consimili; e pensiamo altresì che l’alternanza a Palazzo Chigi - già sperimentata nel 1996 e nel 2001 - faccia bene al nostro sistema politico. Per terzo, siamo convinti che la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni anche per il modo con il quale in questa campagna elettorale Prodi stesso ha affrontato le numerose contraddizioni interne al proprio schieramento.
    Merito, questo, oltreché di Romano Prodi, di altre quattro o cinque personalità del centrosinistra. Il leader della Margherita Francesco Rutelli, che ha saputo trasformare una formazione di ex dc e gruppi vari di provenienza laica e centrista in un moderno partito liberaldemocratico nel quale la presenza cattolica è tutelata in un contesto di scelte coraggiose nel campo della politica economica e internazionale. Piero Fassino, l’uomo che più si è speso per traghettare, mantenendo unito e forte il suo partito, la tradizione postcomunista nel campo dominato dai valori di cui sopra. I radicalsocialisti Marco Pannella e Enrico Boselli che con il loro mix di laicismo temperato e istanze liberali rappresentano la novità più rilevante di questa campagna elettorale. Fausto Bertinotti, il quale per tempo ha fatto approdare i suoi alle sponde della nonviolenza e ha impegnato la propria parte politica in una nitida scelta al tempo della battaglia sulle scalate bancarie (ed editoriali) del 2005.
    Noi speriamo altresì che centrosinistra e centrodestra continuino ad esistere anche dopo il 10 aprile. E ci sembra che una crescita nel centrodestra dei partiti guidati da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini possa aiutare quel campo e l’intero sistema ad evolversi in vista di un futuro nel quale gli elettori abbiano l’opportunità di deporre la scheda senza vivere il loro gesto come imposto da nessun’altra motivazione che non sia quella di scegliere chi è più adatto, in quel dato momento storico, a governare. Che è poi la cosa più propria di una democrazia davvero normale
    08 marzo 2006

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/03_Marzo/08/scelte.shtml
  2.     Mi trovi su: Homepage #4310718
    Originally posted by Giovanni1982

    Noi speriamo altresì che centrosinistra e centrodestra continuino ad esistere anche dopo il 10 aprile. E ci sembra che una crescita nel centrodestra dei partiti guidati da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini possa aiutare quel campo e l’intero sistema ad evolversi in vista di un futuro nel quale gli elettori abbiano l’opportunità di deporre la scheda senza vivere il loro gesto come imposto da nessun’altra motivazione che non sia quella di scegliere chi è più adatto, in quel dato momento storico, a governare. Che è poi la cosa più propria di una democrazia davvero normale.


    quoto soprattutto questa analisi, questo auspicio per il futuro.





    :cry: COMPAGNO MIELI :cry:





    :cool:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4310720
    Al tg si chiedevano se era giusto che il direttore manifestasse la sua preferenza per le prossime elezioni, e inducesse la scelta nei propri lettori.
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

    [img]http://gif-animate.per-il-mio-sito.com/bandiere_italiane/bandiera-
  4.     Mi trovi su: Homepage #4310721
    Le reazioni:

    NEL CENTRODESTRA
    Gianfranco Fini (An): «Non meraviglia che il direttore del Corriere della Sera - dice il vicepremier Gianfranco Fini- espliciti ciò che era noto: il suo voto alla coalizione di centrosinistra. È l'ulteriore conferma di quanto sia fuori dalla realtà l'accusa rivolta dalla sinistra a Berlusconi di controllare l'informazione. Ciò che stupisce è la speranza che Forza Italia perda, e che An e Udc crescano. È uno smaccato tentativo di seminare zizzania nel centrodestra, di presentarci come cavalli di troia della sinistra e di mascherare le profonde divisioni politico-programmatiche della coalizione di Prodi. Non abbocchiamo all'amo - avverte il leader di An - . E ricordiamo a Paolo Mieli che l'unità politica e programmatica della Csa delle Libertà è tale da rendere evidente che la coalizione vince o perde tutta insieme. E che perda, come dice lo stesso direttore del Corriere, è tutto da dimostrare...»
    Pierferdinando Casini (Udc): «Il Corriere della Sera ha espresso una propria convinzione in una maniera un po' inconsueta per un giornale indipendente, anche se non è la prima volta. Abbiamo visto che nel referendum sulla fecondazione il Corriere scese in campo pesantemente invitando gli italiani ad andare a votare. In quel caso gli italiani non seguirono il Corriere, spero che non lo facciano neanche questa volta».
    Rocco Buttiglione (Udc): «Mi ricorda quello con cui il Corriere invitava gli italiani a votare si in modo massiccio e compatto al referendum sulla procreazione assistita...e poi si è visto come è andata a finire».
    Fabrizio Cicchitto (Forza Italia): «Paolo Mieli fa una doppia dichiarazione di voto, una a favore del centrosinistra e l'altra, per ciò che riguarda il centrodestra, contro Berlusconi. È la prima volta che il Corriere della Sera fa una scelta di campo e la accompagna anche con indicazioni riguardanti perfino gli equilibri interni degli schieramenti politici»
    Sandro Bondi(Forza Italia) : «L'annuncio del direttore del Corriere della Sera è una decisione di trasparenza, conseguente e coerente con il venir meno da tempo dell'indipendenza del quotidiano di via Solferino, ma è anche la conferma del suo progressivo distacco rispetto alla volontà della maggioranza degli elettori moderati, laici e cattolici».
    Giuseppe Pisanu (Forza Italia): «Nulla da dire: il Corriere della Sera si schiera apertamente a favore di una parte politica e lo fa in coincidenza con l'avvio pratico della campagna elettorale. Avrei qualcosa da ridire invece sul tentativo di dividere lo schieramento di centrodestra indicando preferenze al suo interno». Ma il Corriere è un giornale libero, libero di fare le sue scelte. Ne risponderà ovviamente ai suoi lettori».
    Francesco Speroni (Lega): «Tutti i poteri forti stanno a sinistra. Da Montezemolo a quella gente lì. E questa è la dimostrazione».

    CENTROSINISTRA
    Piero Fassino (Ds): «Esprimo solidarietà al direttore del Corriere della Sera, attaccato brutalmente dalla destra per l'editoriale di stamani. Non passa giorno che Berlusconi e la destra non attacchino chi esprime opinioni diverse e non gradite: un giorno è la Confindustria, l'altro i magistrati e l'altro ancora i sondaggisti. Oggi è toccato al direttore del più grande quotidiano del Paese. E' il segno dell'affanno e della disperazione di chi sente avvicinarsi la sconfitta elettorale e spera di evitarla a destra e a manca. E invec bisognerebbe sapere che in democrazia le opinioni altrui si rispettano anche quando non piacciono».
    Francesco Rutelli (Margherita): «Si tratta di una presa di posizione trasparente e convincente. Ogni giornale ha piena libertà di esprimersi nella competizione elettorale come è tipico peraltro della tradizione anglosassone a volte anche in modo imprevedibile rispetto all’orientamento che era loro attribuito. Nel caso italiano avremo testate schierate come il giornale di famiglia di Berlusconi, avremo molti giornali neutrali o di partito e abbiamo la posizione importante di Mieli e del Corriere che riflette una spinta per dare al Paese governabilità ed equilibrio».
    Fausto Bertinotti(Rifondazione): «Vorrei che facesse scuola. È importante che un grande soggetto politico e culturale, addirittura oggetto di scalate e di contesa, impegnato sempre nella difesa sua autonomia, abbia preso questa iniziativa. La trasparenza di un direttore che declina la sua posizione rende tutti più garantiti perchè non si nasconde e non mistifica. Non ha una posizione occulta, ma ai lettori dice la penso così. È un elemento di deontologia, lo dovrebbero fare tutti i direttori».
    Marco Rizzo (Pdci): «Salutiamo favorevolmente la presa di posizione del direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli che, lucidamente consapevole dei disastri di cinque anni di governo Berlusconi, auspica la vittoria dell'Unione. La partita vera, però, si giocherá dopo le elezioni, quando verranno definite le linee programmatiche e le prioritá del futuro governo di centrosinistra», dice l'europarlamentare del Pdci Marco Rizzo.
    Alfonso Pecoraro Scanio(Verdi): «La dichiarazione di Mieli è un elemento di trasparenza e un campanello di allarme per il centrodestra che farebbe bene a riflettere sulle motivazioni indicate dal direttore di Corsera: se è arrivato a parole così critiche, vuol dire che il malgoverno della Cdl ha superato ogni limite».
  5.     Mi trovi su: Homepage #4310722
    dice anche che la redazione è divisa, io dico che è giusto dirlo, come (dice lui) il corriere ha già fatto a volte in passato. fa paura che un giornale moderato, il giornale per eccellenza in italia, si schieri con una parte, ma non ha usato toni di propaganda e ha promesso obiettività (anche alla luce delle divisioni e delle diverse vedute interne)..
  6. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4310724
    Originally posted by npj
    Al tg si chiedevano se era giusto che il direttore manifestasse la sua preferenza per le prossime elezioni, e inducesse la scelta nei propri lettori.


    La trovo una cosa molto corretta e molto onesta. Negli USA è la prassi e nessuno se ne lamenta. Molto meglio una aperta condivisione di una linea politica per le prossime elezioni (che non equivale certo a diventare giornale di partito o d'area) che una finta aurea super partes che rischia solo di ingannare.

    Trovo sia pieno diritto della redazione e del direttore avere una preferenza e comunicarla, posto che poi il quotidiano rimanga credibile quanto lo è sempre stato sui fatti politici.
  7.     Mi trovi su: Homepage #4310725
    Originally posted by Giovanni1982
    A me da solo fastidio questa frase. Poi ognuno è libero di esprimere le proprie preferenze o di fare campagna elettorale.


    io invece è la chiave di tutto ...

    ... comunque gran bel coraggio .. bravo Mieli ..

    ma nessuno dica che è di sinistra .. quello è di sinistra come lo può essere Mastella o come lo può essere Casini

    cmq gran coraggio, non me lo aspettavo proprio.

    E ora partirà il linciaggio mediatico contro il Corriere della Sera
  8.     Mi trovi su: Homepage #4310726
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    Le reazioni:

    NEL CENTRODESTRA

    [B]Francesco Speroni (Lega):
    «Tutti i poteri forti stanno a sinistra. Da Montezemolo a quella gente lì. E questa è la dimostrazione».

    CENTROSINISTRA
    Piero Fassino (Ds): «Esprimo solidarietà al direttore del Corriere della Sera, attaccato brutalmente dalla destra per l'editoriale di stamani. Non passa giorno che Berlusconi e la destra non attacchino chi esprime opinioni diverse e non gradite: un giorno è la Confindustria, l'altro i magistrati e l'altro ancora i sondaggisti. Oggi è toccato al direttore del più grande quotidiano del Paese. E' il segno dell'affanno e della disperazione di chi sente avvicinarsi la sconfitta elettorale e spera di evitarla a destra e a manca. E invec bisognerebbe sapere che in democrazia le opinioni altrui si rispettano anche quando non piacciono».
    [/B]


    Queste PER ME le dichiarazioni incomprensibili!

    "attaccato brutalmente dalla destra per l'editoriale di stamani. Non passa giorno che Berlusconi e la destra non attacchino chi esprime opinioni diverse e non gradite"

    Mi pare chiaro che non ci sia niente di brutale nelle dichiarazioni sopra.
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

    [img]http://gif-animate.per-il-mio-sito.com/bandiere_italiane/bandiera-
  9.     Mi trovi su: Homepage #4310728
    Originally posted by ScudettoWeb
    La trovo una cosa molto corretta e molto onesta. Negli USA è la prassi e nessuno se ne lamenta. Molto meglio una aperta condivisione di una linea politica per le prossime elezioni (che non equivale certo a diventare giornale di partito o d'area) che una finta aurea super partes che rischia solo di ingannare.

    Trovo sia pieno diritto della redazione e del direttore avere una preferenza e comunicarla, posto che poi il quotidiano rimanga credibile quanto lo è sempre stato sui fatti politici.


    Quoto.
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

    [img]http://gif-animate.per-il-mio-sito.com/bandiere_italiane/bandiera-
  10.     Mi trovi su: Homepage #4310729
    Originally posted by Canemacchina
    questo è fini di lunedì a porta a porta :climb:






    :rotfl:


    Che c'entra ora?:confused:
    ...è la natura dell'uomo che spinge a odiare chi sta bene quando è lui a star male...

    [img]http://gif-animate.per-il-mio-sito.com/bandiere_italiane/bandiera-
  11.     Mi trovi su: Homepage #4310731
    Originally posted by npj
    Queste PER ME le dichiarazioni incomprensibili!

    "attaccato brutalmente dalla destra per l'editoriale di stamani. Non passa giorno che Berlusconi e la destra non attacchino chi esprime opinioni diverse e non gradite"

    Mi pare chiaro che non ci sia niente di brutale nelle dichiarazioni sopra.


    bè, un po forti ma cmq è vero. schifani ha parlato come se mieli abbia fatto un delitto..

    gli Usa sono il modello n.1 del centrodestra e di Berlusconi in primis, andiamo a vedere come funziona là.. e visto che diamo un'occhiata guardiamo pure come funzionano i comizi e se un candidato può fare 2 conferenze stampe il giorno prima... ma questo è OT..

  Dal Corriere della Sera

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