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    "Vorrei tornare a fare il presidente"

    Sebbene la campagna elettorale sia in pieno svolgimento, Silvio Berlusconi per una sera torna a vestire i panni di presidente del Milan. "Non escludo che in futuro io possa tornare a farlo, mi piacerebbe molto. Il Milan mi manca, mi mancano i sabati e le domeniche con i ragazzi - ha detto a "Iceberg" - Oggi gli impegni di governo mi prendono molto e addirittura non riesco nemmeno più vedere le partite in televisione".

    Svestiti i panni del Premier, Silvio Berlusconi può parlare a ruota libera del suo grande amore. E lo fa come un marito che per lavoro non può passare il tempo che vuole con la propria moglie. Interpellato sulle mosse di mercato, il patron rossonero prova a sviare, ma si lascia andare a un paio di ammissioni. "C'è una persona di mia fiducia che ci pensa, Adriano Galliani". Ma non le piacerebbe Ronaldo? "A chi non piacerebbe? - ha risposto - Ma in questo momento sarebbe in esubero. E poi di fronte a certi giocatori bisogna stare attenti perché eventuali arrivi possono costringere una società a rivedere tutti i contratti". Preferirebbe Ronaldinho? "Perche' no? E' bravissimo. Ma noi abbiamo già Kakà".

    Poco più di due settimane fa in casa Milan è stato celebrato il ventennale dell'era Berlusconi, un periodo fatto di grandi vittorie e trionfi. Qualche rimpianto, però, ce l'ha anche il patron più vincente d'Italia. "Zidane poteva venire al Milan e Borghi: quell'argentino in allenamento aveva tocchi straordinari, avrebbe potuto fare grandi cose - ha ammesso - Ma decidemmo di costruire il trio olandese e i risultati ci hanno comunque dato ragione".

    Berlusconi ribadisce anche la sua fiducia nell'operato di Carlo Ancelotti. "E' un allenatore che stimo ed è un uomo a cui voglio bene. La fiducia nei suoi confronti non è mai venuta meno, nemmeno dopo Istanbul". In cinque giorni, tra Bayern Monaco e Juventus, il Diavolo si gioca una bella fetta di stagione. Mentre sulla gara di mercoledì con i tedeschi preferisce non sbilanciarsi ("posso solo dire che il Milan quando gioca con le grandi da il meglio di sè"), la sfida con la Juventus è molto sentita come da tradizione: "E' una partita da vedere e da vincere, naturalmente. Perché questa è la missione del Milan, quella che vuole il suo presidente". "Sì, avete letto bene: "presidente": perché, nonostante gli impegni della politica lo abbiano allontanato inevitabilmente dalla sua creatura, Berlusconi si sente e si sentirà sempre tale.

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