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    Sheva ha parole buone per tutti
    L'attaccante del Milan: "Con Inzaghi c'è sintonia, ma Gilardino è il futuro. Kakà? Splendido rapporto. I Mondiali? E' già un onore esserci". E una preghiera: "Liberate il piccolo Tommaso"

    "Con Inzaghi si è capito subito che potevamo giocare insieme. Era solo questione di adattamento. Io conosco le caratteristiche di Pippo, ho trovato il modo di giocare vicino a lui, dando di più per la squadra". Andriy Shevchenko sottolinea così, a Milan Channell, il momento magico del compagno di reparto. Senza dimenticare però Gilardino: "Lui è il presente e il futuro del Milan. Ora per il mister è difficile scegliere perché ha tre attaccanti forti che giocano e segnano. Importante è anche il fatto che abbiamo caratteristiche diverse. Kakà? Mi diverto tanto con lui, e non solo in campo. Abbiamo un rapporto ottimo, è un bravo ragazzo, mi piace molto. Credo che sia un futuro Pallone d'Oro".

    Sheva a 360 gradi. Parte con la Champions: "Il Lione è una grande squadra. Negli ultimi anni in Europa si è confermata una formazione di leader". L'ucraino bomber della competizione europea con 8 reti. "La partita contro il Fenerbahce, in cui ne ho segnati quattro, mi ha certo avvantaggiato rispetto agli altri - racconta -. Tutti i tifosi al Sukru Sarakoglu erano in piedi ad applaudirmi, è stato un momento bellissimo. Ho trovato la stessa reazione in quello stesso stadio quando ho giocato con la mia Nazionale contro la Turchia: loro con una vittoria avrebbero potuto avvicinarsi a noi nel girone, eppure sul 3-0 ci hanno applaudito tutti. Da lì si capisce il rispetto e la passione dei veri sostenitori che apprezzano il calcio al di là dei colori di maglia".

    Poi i Mondiali, obiettivo fortemente voluto e raggiunto: "Per me è già importante avere la possibilità di giocarli. Dopo tre o quattro tentativi, finalmente arriva questa opportunità. L'obiettivo è quello di esprimerci al meglio, di far provare al pubblico emozioni. Questo conta, non tanto il risultato, come può essere per Brasile, Italia o Francia, abituate a un simile palcoscenico. Per noi è bello già partecipare: per me è un sogno che si avvera. Poi saremo in ritiro a Potsdam, in Germania, una città che vuol dire tanto per la storia della mia famiglia. Mio padre Nikolay ha ricoperto incarichi importanti lì per 11 anni, è il luogo dove è nata mia sorella Elena. Sarà bello anche per loro tornarci, sono tutti entusiasti".

    Sheva il calciatore, Sheva l'uomo, da tempo impegnato nel sociale con la sua fondazione in Ucraina, che non puà fare a meno di parlare di Tommaso, il bambino rapito a Parma: "L'attività gestita soprattutto da mia sorella sta andando bene. Adesso abbiamo altri progetti per aiutare i bambini ucraini malati di leucemia e con problemi di cancro. Quest'anno ricorrono poi i vent'anni dal disastro di Chernobyl. Ci sono tanti bambini nel mio Paese che non hanno assistenza medica, noi cerchiamo di fare qualcosa per loro. Qualcuno siamo riusciti a portarne alcuni a operarsi in Italia. La vicenda di Tommaso? Mi dispiace per questo bambino innocente, non merita il trattamento che sta ricevendo. Spero arrivino messaggi alle persone che lo tengono ora, spero che capiscano la situazione sua e della sua famiglia".

  Sheva ha parole buone per tutti

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