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    Duro j'accuse del Professore: "Ci sono porcherie, c'è mancanza di regole, la politica deve intervenire per produrre bilanci seri. Io sono della Reggiana, e simpatizzo Torino, un tifo nostalgico"
    Romano Prodi attacca il mondo del calcio. AnsaROMA, 17 marzo 2006 - Dopo Berlusconi, patron del Milan, che ha parlato a ruota libera in occasione dell'addio al calcio di Albertini, anche Prodi argomenta di pallone. E lo fa producendosi in un duro j'accuse: "La politica deve pulire il calcio. Perchè ci sono porcherie, c'è mancanza di regole, non c'è serietà, ci sono bilanci che non sono seri". Prodi è così intervenuto all'emittente radiofonica Radio Sei. Aggiungendo: "Qualche bilancio io che sono economista per mestiere l'ho guardato: ci sono bilanci che non hanno nè capo nè coda. Perchè bisogna avere bilanci seri se si producono penne a sfera e non seri se si ha una squadra di calcio? Anche perchè è diseducativo verso i nostri ragazzi che guardano al calcio come qualcosa di mitico. Il calcio deve essere uno sport pulito: è un impegno".
    "Il calcio mi piace da matti - ha poi spiegato il Professore -. Ma di calcio non me ne intendo, non ho mai preteso di fare il coach della Nazionale. Il mio tifo è nostalgico. Sono nato a Reggio Emilia e ho ancora nel cuore la Reggiana, nonostante adesso sia scesa molto in basso. E poi anche il Torino, per cui tifavo da bambino, prima di Superga".

  Prodi: "Calcio da ripulire"

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