1.     Mi trovi su: Homepage #4322768
    Summit clandestino per preparare scontri e parate
    nazionalsocialiste nelle città delle partite di calcio
    "Così incendieremo i Mondiali"
    il tifo nazi si raduna a Braunau

    I capi nella città di Hitler: "I nemici, polizia e islamici"
    dal nostro inviato PAOLO BERIZZI


    BRANAU (AUSTRIA) - USCIAMO alla chetichella, un po' soldati un po' carbonari, ognuno con la sua dose di violenza iniettata negli occhi. "Un-due! Un-due!" ripete una voce rotta. L'accento è inconfondibilmente veneto, il ritmo, quello ossessivo della marcia militare. L'accento è inconfondibilmente veneto, il ritmo quello ossessivo della marcia militare. Uno skin inglese, un pezzo di omone rossiccio, di quella marcia riproduce alcuni passi. Va in automatico. Gli fanno segno di fermarsi, a lui e anche all'italiano, un tipo magro magro col cranio completamente glabro e un'aquila tatuata sul collo. Nessuno deve disattendere la consegna di non dare nell'occhio. Non ora che siamo di nuovo all'aria aperta, non più protetti dalla normalità di un capannone dove si lavora il legno (la zona ne è piena).

    Braunau, la Predappio nazista, è ancora circondata dalla neve. Siamo venuti qui da tutta Europa, nella città di Hitler. Per siglare un patto nazifascista per i Mondiali di calcio. Un cartello che riunisce tutte le più accese tifoserie xenofobe del vecchio continente. Il piano d'azione per incendiare Germania 2006. L'agenda di questa riunione, segretissima, di teppisti da stadio cresciuti nel culto del Fuhrer prevede il raggiungimento di un obiettivo preciso: sovvertire con mirate azioni d'attacco ogni regola di convivenza civile durante i Mondiali. Fare casino nel nome di Hitler e dell'odio razziale verso i popoli del Sud del mondo. Di quelli islamici, Turchia in testa.

    "Feinde zu vernichten", nemici da distruggere. E contro la polizia, certo. Fare la guerra. Altro che condanne immediate a chi allo stadio saluterà col braccio teso (lo prevedono le norme antiviolenza decise dalle autorità tedesche). Il documento sottoscritto in questa placida cittadina al confine tra Austria e Germania è una lista della spesa che mette i brividi. Assalti premeditati contro le forze dell'ordine. Agguati ai tifosi "nemici". Parate nazifasciste. Sfoggio di bandiere con croci uncinate e celtiche (le stesse che campeggiano sugli indumenti indossati da chi ha preso parte all'assemblea), svastiche rivisitate per cercare di dribblare l'apologia, simboli delle SS, fasci littori. Cori inneggianti all'olocausto e altro repertorio canoro.
    Come il sibilo inventato da certe curve inglesi e olandesi per riprodurre il suono delle camere a gas. Per chi ancora ignorasse l'esistenza di questo sibilo, c'è qui apposta un hooligan del Feyenoord. I capelli platino con la sfumatura altissima. Gli anfibi viola. Una cicatrice che gli attraversa la fronte. Sta seduto su una panca di legno accanto a un tornio. Quando arriva il momento, incalzato da un amico, emette un interminabile "sssssssssssssssssssssssss". Avrà venticinque anni. Fa impressione vederlo sorridere dopo essersi prodotto nell'esibizione; appoggiare di nuovo le labbra sottili al collo della bottiglia di birra, e infine liberare un poderoso rutto in faccia a un compagno di odio in giacca mimetica. Di birra ce ne sono casse piene. Siamo graditi ospiti degli austriaci: skinhead locali, mi dicono.

    Ma forse ci sono pure austriaci di fuori. Conto le teste, non tutte rasate, che si agitano dentro il capannone. Una settantina. Folta la rappresentanza italiana. Dieci ultrà legati ai movimenti dell'estrema destra. Forza Nuova, Fronte Veneto Skin. Vengono da Roma (due di sponda giallorossa, due laziale), da Verona, Trieste, Ascoli. "Anvedi l'inglese, quello è tosto", dice un estremista capitolino. L'oggetto di tanta ammirazione è un "Blue lion" in età matura, vecchia guardia della teppaglia che segue il Chelsea di Abramovich. Ogni centimetro delle braccia, enormi e flaccide, è appaltato a tatuaggi che spaziano dai dragoni alla svastica, intervallati dai nomi degli amori calcistici e non. Braccia che si levano in aria e prendono a roteare. E' il modo in cui il titolare dei tatuaggi simboleggia il caos che dovrà essere scatenato dai diecimila tifosi inglesi (almeno la metà, secondo le stime di Scotland Yard, sono hooligans) che assisteranno all'esordio della Nazionale il 10 giugno a Francoforte contro il Paraguay.
    "Bad! Bad! Bad!", grida a pieni polmoni l'uomo. Si alza in piedi, e si capisce. Da quel momento in poi, quel poco di diffidenza che si respirava all'inizio dell'incontro si scioglie in una miscela contagiosa. Una schiuma collettiva da vomitare sul mondo. "Questo i negri e gli ebrei di merda li ammazza davvero", è il commento di un giovane fascista veronese. Siamo tutti figli del fuhrer, o discepoli del Duce. I primi a tendere la mano destra, nel più solenne degli Hitler-gruss, il saluto romano tedesco, sono i fanatici dello Schalke 04 e del Bayern Monaco. Li seguono a ruota due energumeni dei Braunau Bulldogs, gli ultras del posto già protagonisti, lo scorso anno, di un truce pellegrinaggio al vicino ex campo di concentramento di Mauthausen. Le immagini della gita, fieramente registrate, finirono sul sito Internet del gruppo. In Austria fu un caso nazionale. Qui l'apologia di nazismo, così come la negazione dell'Olocausto, costituiscono reato. Dettagli ai quali nessuno dei presenti sembra attribuire la minima importanza. La pianificazione degli appuntamenti con la violenza in molte delle città che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo: questo è ciò che importa davvero.

    Adrenalina pura, sento ripetere ai miei connazionali. "Il nazismo ripartirà dalla Germania". I francesi dell'Olympique Marsiglia, in bomber verde e bretelle, sembrano agnellini. Seguono con attenzione i lavori del primo convegno dell'Internazionale nazista. Annuiscono quando i tedeschi spiegano che la polizia bisogna attaccarla lontano dagli stadi, nei luoghi meno prevedibili e dunque dove le divise sono in minoranza.
    Dicono, sempre i francesi, di non avere in programma niente di particolare, loro, ma che in questi due mesi e mezzo - tanto manca al fischio d'inizio dei Mondiali - si daranno da fare perché la Francia "non faccia brutta figura agli occhi del mondo". Gli olandesi, ed è una notizia, confermano che non rinunceranno a presentarsi in Germania indossando i temuti (dalla polizia) elmetti nazisti arancioni. La Free Time Products ne ha già venduti quindicimila. Sono di plastica e sopra ci sono scritte di incitamento come "all'attacco" e "eccolo là", rivolto ai tedeschi. La cosa sembra molto divertire uno dei capi degli ultras Sur, i tifosi franchisti del Real Madrid. E' venuto in macchina dalla Spagna. Ha dormito in un ostello assieme ai francesi. Domani mattina (oggi, ndr) all'alba rientra. Di mestiere fa l'imbianchino, come il suo Hitler che a Braunau nacque nel 1889. Sono le 7 della sera. Sul tetto della falegnameria, riscaldata solo dagli odori per lo più alcolici sprigionati dai fanatici degli stadi, il sole ha smesso di battere da un po'. E' arrivato il momento di fare capolino nella campagna innevata. Qualcuno accenna il passo dell'oca affondando le suole nel fango misto alla coltre bianca. Vicino allo stadio di Braunau, in un parco giochi, i bambini si divertono sulle altalene. Su un cartello lungo la strada c'è l'immagine della mascotte dei Mondiali, il simpatico leone Goleo VI.

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    ecco un caso in cui la libertà di parola/pensiero non andrebbe lasciata.
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    Originally posted by Zanetti_Capitano
    Summit clandestino per preparare scontri e parate
    nazionalsocialiste nelle città delle partite di calcio
    "Così incendieremo i Mondiali"
    il tifo nazi si raduna a Braunau

    I capi nella città di Hitler: "I nemici, polizia e islamici"
    dal nostro inviato PAOLO BERIZZI


    BRANAU (AUSTRIA) - USCIAMO alla chetichella, un po' soldati un po' carbonari, ognuno con la sua dose di violenza iniettata negli occhi. "Un-due! Un-due!" ripete una voce rotta. L'accento è inconfondibilmente veneto, il ritmo, quello ossessivo della marcia militare. L'accento è inconfondibilmente veneto, il ritmo quello ossessivo della marcia militare. Uno skin inglese, un pezzo di omone rossiccio, di quella marcia riproduce alcuni passi. Va in automatico. Gli fanno segno di fermarsi, a lui e anche all'italiano, un tipo magro magro col cranio completamente glabro e un'aquila tatuata sul collo. Nessuno deve disattendere la consegna di non dare nell'occhio. Non ora che siamo di nuovo all'aria aperta, non più protetti dalla normalità di un capannone dove si lavora il legno (la zona ne è piena).

    Braunau, la Predappio nazista, è ancora circondata dalla neve. Siamo venuti qui da tutta Europa, nella città di Hitler. Per siglare un patto nazifascista per i Mondiali di calcio. Un cartello che riunisce tutte le più accese tifoserie xenofobe del vecchio continente. Il piano d'azione per incendiare Germania 2006. L'agenda di questa riunione, segretissima, di teppisti da stadio cresciuti nel culto del Fuhrer prevede il raggiungimento di un obiettivo preciso: sovvertire con mirate azioni d'attacco ogni regola di convivenza civile durante i Mondiali. Fare casino nel nome di Hitler e dell'odio razziale verso i popoli del Sud del mondo. Di quelli islamici, Turchia in testa.

    "Feinde zu vernichten", nemici da distruggere. E contro la polizia, certo. Fare la guerra. Altro che condanne immediate a chi allo stadio saluterà col braccio teso (lo prevedono le norme antiviolenza decise dalle autorità tedesche). Il documento sottoscritto in questa placida cittadina al confine tra Austria e Germania è una lista della spesa che mette i brividi. Assalti premeditati contro le forze dell'ordine. Agguati ai tifosi "nemici". Parate nazifasciste. Sfoggio di bandiere con croci uncinate e celtiche (le stesse che campeggiano sugli indumenti indossati da chi ha preso parte all'assemblea), svastiche rivisitate per cercare di dribblare l'apologia, simboli delle SS, fasci littori. Cori inneggianti all'olocausto e altro repertorio canoro.
    Come il sibilo inventato da certe curve inglesi e olandesi per riprodurre il suono delle camere a gas. Per chi ancora ignorasse l'esistenza di questo sibilo, c'è qui apposta un hooligan del Feyenoord. I capelli platino con la sfumatura altissima. Gli anfibi viola. Una cicatrice che gli attraversa la fronte. Sta seduto su una panca di legno accanto a un tornio. Quando arriva il momento, incalzato da un amico, emette un interminabile "sssssssssssssssssssssssss". Avrà venticinque anni. Fa impressione vederlo sorridere dopo essersi prodotto nell'esibizione; appoggiare di nuovo le labbra sottili al collo della bottiglia di birra, e infine liberare un poderoso rutto in faccia a un compagno di odio in giacca mimetica. Di birra ce ne sono casse piene. Siamo graditi ospiti degli austriaci: skinhead locali, mi dicono.

    Ma forse ci sono pure austriaci di fuori. Conto le teste, non tutte rasate, che si agitano dentro il capannone. Una settantina. Folta la rappresentanza italiana. Dieci ultrà legati ai movimenti dell'estrema destra. Forza Nuova, Fronte Veneto Skin. Vengono da Roma (due di sponda giallorossa, due laziale), da Verona, Trieste, Ascoli. "Anvedi l'inglese, quello è tosto", dice un estremista capitolino. L'oggetto di tanta ammirazione è un "Blue lion" in età matura, vecchia guardia della teppaglia che segue il Chelsea di Abramovich. Ogni centimetro delle braccia, enormi e flaccide, è appaltato a tatuaggi che spaziano dai dragoni alla svastica, intervallati dai nomi degli amori calcistici e non. Braccia che si levano in aria e prendono a roteare. E' il modo in cui il titolare dei tatuaggi simboleggia il caos che dovrà essere scatenato dai diecimila tifosi inglesi (almeno la metà, secondo le stime di Scotland Yard, sono hooligans) che assisteranno all'esordio della Nazionale il 10 giugno a Francoforte contro il Paraguay.
    "Bad! Bad! Bad!", grida a pieni polmoni l'uomo. Si alza in piedi, e si capisce. Da quel momento in poi, quel poco di diffidenza che si respirava all'inizio dell'incontro si scioglie in una miscela contagiosa. Una schiuma collettiva da vomitare sul mondo. "Questo i negri e gli ebrei di merda li ammazza davvero", è il commento di un giovane fascista veronese. Siamo tutti figli del fuhrer, o discepoli del Duce. I primi a tendere la mano destra, nel più solenne degli Hitler-gruss, il saluto romano tedesco, sono i fanatici dello Schalke 04 e del Bayern Monaco. Li seguono a ruota due energumeni dei Braunau Bulldogs, gli ultras del posto già protagonisti, lo scorso anno, di un truce pellegrinaggio al vicino ex campo di concentramento di Mauthausen. Le immagini della gita, fieramente registrate, finirono sul sito Internet del gruppo. In Austria fu un caso nazionale. Qui l'apologia di nazismo, così come la negazione dell'Olocausto, costituiscono reato. Dettagli ai quali nessuno dei presenti sembra attribuire la minima importanza. La pianificazione degli appuntamenti con la violenza in molte delle città che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo: questo è ciò che importa davvero.

    Adrenalina pura, sento ripetere ai miei connazionali. "Il nazismo ripartirà dalla Germania". I francesi dell'Olympique Marsiglia, in bomber verde e bretelle, sembrano agnellini. Seguono con attenzione i lavori del primo convegno dell'Internazionale nazista. Annuiscono quando i tedeschi spiegano che la polizia bisogna attaccarla lontano dagli stadi, nei luoghi meno prevedibili e dunque dove le divise sono in minoranza.
    Dicono, sempre i francesi, di non avere in programma niente di particolare, loro, ma che in questi due mesi e mezzo - tanto manca al fischio d'inizio dei Mondiali - si daranno da fare perché la Francia "non faccia brutta figura agli occhi del mondo". Gli olandesi, ed è una notizia, confermano che non rinunceranno a presentarsi in Germania indossando i temuti (dalla polizia) elmetti nazisti arancioni. La Free Time Products ne ha già venduti quindicimila. Sono di plastica e sopra ci sono scritte di incitamento come "all'attacco" e "eccolo là", rivolto ai tedeschi. La cosa sembra molto divertire uno dei capi degli ultras Sur, i tifosi franchisti del Real Madrid. E' venuto in macchina dalla Spagna. Ha dormito in un ostello assieme ai francesi. Domani mattina (oggi, ndr) all'alba rientra. Di mestiere fa l'imbianchino, come il suo Hitler che a Braunau nacque nel 1889. Sono le 7 della sera. Sul tetto della falegnameria, riscaldata solo dagli odori per lo più alcolici sprigionati dai fanatici degli stadi, il sole ha smesso di battere da un po'. E' arrivato il momento di fare capolino nella campagna innevata. Qualcuno accenna il passo dell'oca affondando le suole nel fango misto alla coltre bianca. Vicino allo stadio di Braunau, in un parco giochi, i bambini si divertono sulle altalene. Su un cartello lungo la strada c'è l'immagine della mascotte dei Mondiali, il simpatico leone Goleo VI.

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    ecco un caso in cui la libertà di parola/pensiero non andrebbe lasciata.



    CHE BRAVA GENTE !

    per sdrammatizzare, che è meglio.........sono RAGGGGAAAAAZZZIIIIIIIII ! (o dei pirla ?) :asd:
  3. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4322771
    Originally posted by Vittore
    CHE BRAVA GENTE !

    per sdrammatizzare, che è meglio.........sono RAGGGGAAAAAZZZIIIIIIIII ! (o dei pirla ?) :asd:


    la seconda che hai detto :yy:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:

  Nazisti: "Così incendieremo i Mondiali"

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