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    ELEZIONI, RUINI: TUTELA DELLA VITA E NO AI PACS

    20-03-2006 18:13


    Roma, 20 mar. (Apcom) - Nessuna indicazione di voto della Chiesa italiana, ma tanti 'paletti': il cardinale Camillo Ruini, ha aperto questo pomeriggio a Roma la sessione di primavera del Consiglio permanente della Cei. Tutela della vita umana fin dal suo concepimento, difesa del matrimonio e della famiglia, ennesimo no ai pacs: queste le linee guida che gli elettori cattolici dovranno tenere bene a mente nella scelta dei candidati per le politiche del 9 aprile. Ed un forte richiamo a smorzare i toni di una campagna elettorale "troppo aspra" e a riprendere un dialogo istituzionale e sociale perchè "senza uno sforzo condiviso" l'economia e il Paese "non ce la fanno" a riprendersi.


    Una prolusione quella di Ruini che, a 360 gradi, analizza in dettaglio le questioni attuali della vita politica, economica, sociale e giudiziaria del Paese, per affrontare anche le delicate questioni internazionali. Il porporato bacchetta poi la politica in generale, definendo i toni "accesi" e spesso marcati da "terreni di polemica".

    Ruini non manca di affrontare anche il delicato nodo del dialogo Islam-Occidente, entrando nel merito - seppure senza mai citarlo esplicitamente - della proposta avanzata dal cardinale Renato Raffaele Martino di introdurre l'ora di religione islamica nella scuole italiane. Il presidente dei vescovi apre in tal senso all'ipotesi, affermando che "in linea di principio non appare impossibile l'insegnamento della religione islamica", ma pone numerose condizioni.

    "Vale per tutti il diritto alla libertà religiosa - scandisce il porporato - e in linea di principio non appare impossibile l'insegnamento della religione islamica". "Occorre però che ricorrano alcune fondamentali condizioni - ha subito precisato - che valgono nei confronti di ogni insegnamento nelle scuole pubbliche italiane".

    E poi ancora l'ennesimo no della Chiesa ai pacs - con "segnali preoccupanti che arrivano dai Consigli regionali - preoccupazioni anche per l'economia del Paese, per il quale serve "un impegno forte e condiviso, senza il quale sarebbe arduo attenuare gli squilibri che affliggono da tempo" l'Italia; affrontata anche la questione immigrati: le recenti code alle poste italiane mostrano come sia difficile coniugare "le esigenze di accoglienza solidale e di reale e ordinata integrazione"; infine, un plauso alla sentenza del Consiglio di Stato che respinge il ricorso per la rimozione del crocifisso.

    Sul fronte internazionale, forte la condanna alle violenze che, ha scandito Ruini, "non possono mai giustificarsi come risposta alle offese". Timori anche per la vittoria di Hamas che apre "ulteriori incognite al processo di pace" in Medio Oriente, alla corsa al nucleare messa in moto dall'Iran e alla delicata questione irachena per cui "si rende necessaria e urgente l'impegno per la pace".
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  2.     Mi trovi su: Homepage #4323813
    PERSONALMENTE:

    questo è l'esempio lampante per cui sono orgoglioso di non appartenere alla chiesa cattolica e a nessuna chiesa in particolare ;)
    Ovviamente a 20 giorni dal voto serve che Ruini venga a fare l'arringa per Berlusconi :yy: ma non è schierata la chiesa, non da indicazione di voto :nono:
    Non vedo l'ora ci sia un distacco totale da questa forza. Quando lo stato riuscirà a ragionare con la SUA testa e non con quella della Chiesa allora saremo arrivare ad un buon punto. Ora invece.....stiamo tornando indietro....
  3.     Mi trovi su: Homepage #4323815
    Venerdi 28 Maggio 2004
    L'ex arcivescovo di Boston sara' (ora e`) arciprete a Santa Maria Maggiore.

    Altro CHE PACS:asd:

    INCARICO A ROMA PER IL CARDINALE LAW
    FU TRAVOLTO DAL CASO DEI PRETI PEDOFILI

    Citta' del Vaticano - A sorpresa di tutti, il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, costretto alle dimissioni dallo scandalo dei preti pedofili, e' stato nominato ieri arciprete della basilica romana di Santa Maria Maggiore.
    Un incarico piu' d'onore che altro, con cui il Papa assicura uno stipendio al tribolato personaggio, salvandone insieme l'immagine, a compenso del "sacrificio" delle dimissioni.
    Era il 3 dicembre del 2002 - cioe' un anno e mezzo addietro - quando quel cardinale, gia' esponente autorevole dell'episcopato cattolico statunitense, decise di lasciare il suo incarico, durante un colloquio a quattr'occhi con Giovanni Paolo II.
    Il Papa apprezzo' il gesto, che permise la nomina di un successore estraneo alla vicenda - il francescano Sean Patrick O'Malley - che dunque non avrebbe potuto essere "citato in giudizio" dagli avvocati dei 450 "querelanti" per "molestie sessuali", di cui erano accusati decine di preti della grande arcidiocesi (conta due milioni di cattolici e 1600 preti).
    C'era anche un'esigenza giudiziaria, a premere: le richieste di risarcimento, avanzate dai querelanti, superavano i cento milioni di dollari e minacciavano di portare al fallimento la ricca arcidiocesi.
    Quello scandalo a sfondo pedofilo-sessuale (spesso le "vittime" erano adolescenti e qualche volta giovani adulti) stava dilagando sui media statunitensi e aveva gia' costretto alle dimissioni tre vescovi, nell'insieme del paese.
    Law fu la vittima piu' illustre. Il cardinale era accusato di essere stato "debole" con i preti "pedofili", di averli spostati da una parrocchia all'altra per coprire i loro crimini e di essersi preoccupato piu' di loro che dei bambini e ragazzi che ne erano stati vittime.
    Va riconosciuto a Law d'essere uscito dignitosamente di scena: ammise gli "errori" e annuncio' un lungo "ritiro" in un monastero: "Chiedo perdono a tutti coloro che hanno sofferto per le mie insufficienze e i miei errori".
    Arciprete di Santa Maria Maggiore era fino a ieri il cardinale Carlo Furno e prima di lui il cardinale Ugo Poletti: cioe' dei pensionati di Curia. A tale ruolo arriva, a 72 anni, un pensionato speciale, che proviene dalla periferia invece che dal centro.
    Luigi Accattoli Corriere Della Sera.
    :muhehe:
  4.     Mi trovi su: Homepage #4323816
    Originally posted by Roberto-web
    Pannella for president ? :cool:


    giammai! :)

    bensì uno Stato che non faccia la morale, ma diriga solamente la vita dei cittadini, al di fuori di ogni preferenza sessuale, matrimoniale o civile o altro ancora :)
    Quindi uscendo dalle sgrinfie della chiesa cattolica. La quale potrà benissimo svolgere il suo ruolo di guida per i suoi "discepoli", ma non deve avere a che fare con le leggi dello Stato, tutto qua ;)
  5.     Mi trovi su: Homepage #4323818
    Originally posted by Roberto-web
    mm uno Stato del genere non esiste al mondo :cool:


    come no, in Spagna si sta realizzando :)

    Eliminazione dell'ora di religione come ora obbligatoria, i prof di religione non sono più istituzionalizzati, togliamo tutti i crocifissi dalle aule, stessi diritti per coppie omosessuali e coppie di fatto e pian piano ci arriviamo. Questi sono primi punti verso parità di diritti. :)
  6.     Mi trovi su: Homepage #4323819
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    come no, in Spagna si sta realizzando :)

    Eliminazione dell'ora di religione come ora obbligatoria, i prof di religione non sono più istituzionalizzati, togliamo tutti i crocifissi dalle aule, stessi diritti per coppie omosessuali e coppie di fatto e pian piano ci arriviamo. Questi sono primi punti verso parità di diritti. :)


    Secondo te, la questione coppie omosessuali e coppie di fatto sarebbe solo una questione morale?:cool:
  7.     Mi trovi su: Homepage #4323821
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    Sì, non si toglierebbe nessun diritto alle famiglie, ma si espanderebbero diritti anche alle altre persone :)


    Ah no? Quando sei in coda per una casa popolare e hai davanti una coppia omosessuale (che secondo recentissimi studi biologici non può avere figli) non togli niente a nessuno? Quando faccio politiche fiscali per la famiglia e devo tener conto anche di coppie omosessuali e di fatto, faccio entrare meno soldi nelle casse statali e quindi ci sono meno soldi per la comunità, non tolgo niente a nessuno? Non è prettamente una questione morale perchè per quanto riguarda la coppia di fatto esiste sia il matrimonio civile che cattolico, mentre le unioni gay rappresentano degli investimenti a fondo perduto per lo Stato.
    Attenzione, per evitare equivoci. Non sto dicendo tutti i diritti da una parte e nessuno dall'altra, dico che le coppie di fatto seguendo un ragionamento logico non hanno nessun interesse a essere equiparate alle coppie sposate altrimenti si sposerebbero perchè hanno davanti una scelta laica e una religiosa. Il matrimonio non rappresenta solo una cerimonia, ma anche una dimostrazione per lo stato della tua volontà di costruire una famiglia su basi solide.
    Vogliamo ampliare i diritti delle coppie di fatto? Va benissimo, (A parte che sono già regolabili indipendentemente senza adottare pacs, pics o pocs) facciamo sta legge, ma penso che equipararle a coppie sposate sia laicamente profondamente sbagliato, senza contare che sorgerebbe un problema: quando le consideri coppie di fatto? Dopo quanto?
    Discorso diverso per gli omosessuali la cui sottoscrizione dei Pacs rappresenta un piccolo passo verso il matrimonio, con tutti i diritti che ne conseguono. Quindi adozione, etc etc
    Se ci fermassimo ai Pacs (che Prodi non vuol fare) per i Gay mi starebbe anche bene, ma è tutto ciò che ne deriverebbe dopo che mi preoccupa.:cool:

    ps spero non mi si accusi di essere filo-ruini o filo clericale.:cool:
  8.     Mi trovi su: Homepage #4323822
    Originally posted by Giovanni1982
    ps spero non mi si accusi di essere filo-ruini o filo clericale.:cool:


    sei filo-ruini e filo clericale :cool:

    non capisco veramente perchè se io e la mia ragazza decidiamo di non sposarci non possiamo avere gli stessi diritti di due che si sposano. Ci sono dei punti, dei finanziamenti, che riguardano solo una coppia sposata, invece se io non mi voglio sposare non posso avere certe cose? Mi sembra una decisione basata su un modello troppo ottuso.
    Come esempio parlavo con la mia barista di fiducia, quella dove io e razor andiamo a mangiare all'1. Ha due bambini, ma non si è sposata, non ne ha intenzione alcuna. E ha ricominciato a lavorare da 2 mesi. Prima, se lavorava solo lui, se fossero stati sposati prendevano dei soldi perchè lei non lavorava, se non si sposano non possono. Ora devo andare a controllare il tutto, ma se vero, ti sembra giusto? Eppure hanno fatto una scelta libera :) Devo PER FORZA sposarmi per avere i tuoi diritti? E se a me non interessa sposarmi? :)
    Per gli omosessuali discorso a parte, anche se ingloberei anche una coppia gay all'interno della famiglia. Sembra che il problema sia che istituzionalizzando le coppie gay si provochi un aumento di esse. Tranquilli! Se uno è gay è gay, se uno è etero è etero, non ci sarà un boom di omosessualità. Devono stare solo più tranquilli a non essere discriminati perchè ricordo che fino al 2000 l'omosessualità era considerata una patologia, come lo dimostrano le dichiarazioni fatte dalla Mussolini e anche da Max all'interno di questo forum.
    Ripeto: riconoscere le coppie gay non toglie diritti alle altre famiglie. I bambini si continueranno a fare, la famiglie continueranno ad esserci e il mondo continuerà ad andare avanti. Tanto se i gay prima non facevano bambini non li fanno nemmeno ora. Dire che mi togli un diritto se una casa popolare va ad una coppia gay per me è visione bigotta della società :)

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