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    "Se non seguite le regole, niente Coppe"

    La Uefa dichiara guerra al G-14, minacciando di escludere dalle Coppe i club che non aderiranno in pieno alle proprie regole "senza condizioni". La proposta viene dal congresso della confederazione europea del calcio, in corso a Budapest, ed è una risposta all'iniziativa dei grandi club di chiedere un maxi-risarcimento per i giocatori convocati in Nazionale. "Per il G-14 valgono solo i principi economici", ha detto Johansson.

    L'Uefa reagisce così all'iniziativa legale del G-14 che, prendendo spunto dall'infortunio in nazionale del marocchino Abdelmajid Oulmers (per il quale lo Charleroi reclama 615.955 euro) ha chiesto un risarcimento di 860 milioni di euro per gli incidenti patiti dai propri giocatori con la maglia delle nazionali negli ultimi 10 anni. Su questa spaccatura si fonda la risoluzione che condanna fermamente l'attività dei 18 club più potenti d'Europa, adottata all'unanimità dai rappresentanti delle 52 federazioni che partecipano al XXX congresso Uefa. "Non è la solita presa di posizione come tante altre, ma molto ferma - ha sottolineato il presidente Lennart Johansson - La filosofia di solidarietà dell'Uefa non è condivisa dai membri del G-14, per i quali valgono solo i principi economici. Al contrario, sono convinto che tutte le federazioni nazionali debbano unire i propri sforzi attorno ai principi chiave di generosità, equità e solidarietà. Il calcio non è solo un'attività economica, un business e l'Uefa non tollererà che un gruppo di società autoproclamatesi metta in discussione tali principi". Tra i quali "c'è quello in base al quale i club devono mettere i propri tesserati a disposizione delle rispettive nazionali".

    Il dg Olsson precisa che "una delle azioni che potremmo intraprendere sarà quella di invitare i club alle competizioni Uefa a patto che sottoscrivano, senza riserve, le regole della nostra struttura". In precedenza la risoluzione, che sottolinea l'essenza del calcio "come sport non d'elite, non riservato solo a ricchi e potenti", aveva ricevuto l'appoggio del presidente della Fifa Joseph Blatter. Il quale ha duramente criticato la scelta di rivolgersi alla giustizia ordinaria. "E' come lanciare una bomba ancor prima di avviare il dialogo - ha detto Blatter - una presa di posizione che mette a rischio le squadre nazionali e mina alla base la piramide del football, che potrebbe crollare per il lucro di alcuni. Invece dobbiamo dimostrare la volontà di conservare la solidarietà all'interno della nostra famiglia".

    Non si è fatta attendere la replica di Thomas Kurth, general manager del G-14. "Queste minacce sono semplicemente un tentativo di difendere la posizione delle federazioni e non hanno niente a che fare con le effettive questioni alla base del contenzioso, come la rappresentanza, la protezione e l'indennizzo dei giocatori - ha ribattuto - L'attacco al G-14 non significa che abbandoneremo gli argomenti oggetto di discussione. Al momento, le regole del gioco sono scritte dalle federazioni, per le federazioni. I club professionistici non hanno rappresentanti diretti e questo deve cambiare". Il G-14, si afferma poi in una nota pubblicata dal sito ufficiale dell'organizzazione, "è a favore di una competizione aperta basata sul sistema delle promozioni e retrocessioni decise solo sulla base di meriti sportivi. Il G-14 ribadisce inoltre la sua contrarieta' alla creazione di una competizione alternativa alla Champions League".
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    "Vogliono uccidere il mondo del calcio"

    La richiesta dei grandi club d'Europa di un indennizzo per mandare i giocatori in Nazionale manda su tutte le furie Michel Platini: "I grandi club vogliono uccidere il calcio - ha detto a "La Repubblica" - In questa filosofia non mi riconosco e poi il calcio ha già un'immagine di m...., fra violenza, razzismo e tutti i casini. Ci voleva anche questa delle Nazionali. Non dovremmo preoccuparci di dare soldi a chi è già ricco".

    Ancora una volta le roi Michel non ci sta e alza la voce andando contro corrente, schierandosi contro i big del calcio europeo. Al pallone d'oro francese proprio non va giù l'idea del G-14 di chiedere un risarcimento alle Federazioni per gli eventuali infortuni dei loro tesserati nelle partite delle nazionali. "Io in questa filosofia proprio non mi riconosco - è esploso il campione della Juventus nelle pagine de "la Repubblica" - e poi il calcio ha già un'immagine di m..., fra violenza, razzismo e tutti i casini. Ci voleva anche questa delle Nazionali".
    Platini non usa certo mezze misure, come del resto sua abitudine, per bollare come "fesseria" questa richiesta, a prescindere dal colore della maglia. Perchè nella cordata del G-14 c'è anche la sua Juventus e proprio il presidente Roberto Bettega, tra l'altro suo compagno ai tempi di militanza bianconera, guida i big europei. "Questo G-14 non ha nessuna legittimità, è ridicolo, e pensano solo a fare soldi, soldi che andrebbero a chi è già ricco, senza investire per costruire, ad esempio, altri campi per il bene delle nuove generazioni".

    E poi Platini non riesce a capacitarsi da dove nascerebbe tutto questo accanimento nei confronti delle Nazionali, lui che dalla Nazionale transalpina ha tratto solo prestigio e gloria: "Io ho vestito la maglia della Francia e ho provato solo emozioni. Loro invece vogliono uccidere il calcio e bisogna fermarli in tempo. I giocatori ci tengono ad andare in nazionale, e anche il loro valore aumenta quando sono venduti. E' aberrante impedire a un calciatore di essere convocato oppure chiedere dei soldi". Ecco allora una seria minaccia da parte di Fifa e Uefa: l'esclusione del G-14 dal calcio. "Dobbiamo opporci in qualche modo - conclude Platini - Dobbiamo mettere un limite a queste manovre senza senso, altrimenti sarà la fine del calcio".

  Uefa, ultimatum ai grandi club

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