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    In Italia i papà più vecchi: aspettano un lavoro stabile o rimangono nella casa
    dei genitori. Una ricerca della Cattolica ribalta le cause della bassa natalità
    Pochi figli, è colpa degli uomini
    "Hanno paura delle responsabilità"
    di TERESA MONESTIROLI


    MILANO - Desiderano dei figli, ma continuano a rimandare. Fino a ritrovarsi padri a quarant'anni. In Italia, un uomo su due, a 35 anni non ha ancora fatto un bambino. E mentre l'orologio biologico femminile batte impietoso, spingendo le donne ad accelerare i tempi per realizzare il loro desiderio di maternità, i compagni si tirano indietro e scelgono di aspettare. Una situazione lavorativa stabile, uno stipendio più elevato, ma anche una presa di responsabilità che, secondo gli studiosi, arriva in ritardo perché gli uomini tendono a lasciare il nido di mamma e papà sempre più vecchi. "In nessun altro paese occidentale gli uomini aspettano così tanto per diventare padri - spiega Alessandro Rosina, demografo della Cattolica e responsabile della ricerca - . È come se con l'età qualcosa si inceppasse nel processo di realizzazione maschile dei propri desideri procreativi". Si chiama "sindrome del ritardo" e colpisce la metà degli uomini italiani.

    È colpa degli uomini se le coppie fanno sempre più fatica a metter su famiglia: è questa la conclusione di una ricerca dell'università Cattolica che incrocia i dati di un'indagine Istat del 2003 fatta su un campione di 20mila famiglie e un'inchiesta svolta a livello nazionale dall'ateneo su tremila giovani tra i 23 e i 37 anni (la ricerca su agcom. it). Risultato: a 35 anni quasi il 50 per cento degli uomini rimanda la paternità, mentre il 75% delle donne ha già un figlio.
    Non è il desiderio quello che manca. Secondo l'indagine solo il 3,5% degli intervistati non vuole avere figli (contro il 2,5% delle donne) e l'80% pensa realisticamente di farli. Idea che viene rivista nella fascia d'età 33-37 anni, quando il 50% degli uomini vuole due figli ma il 40% ritiene possibile averne uno solo (contro il 58% delle donne).

    "In assenza di vincoli la maggior parte delle coppie farebbe due figli - continua il professor Rosina - . Ma ci sono problemi oggettivi che fanno drasticamente rivedere al ribasso la loro previsione. Maggiori politiche di sostegno ai giovani a diventare autonomi dai genitori e a mettere su famiglia in età meno tardiva produrrebbero risultati molto positivi nel favorire sia una maggior fecondità sia una maggiore simmetria di coppia negli impegni familiari".

    A mandare in tilt il rapporto fra desiderio e sua realizzazione sono soprattutto i fattori economici legati alla precarietà del lavoro e al caro vita. "Fattori che penalizzano più gli uomini, considerati ancora le colonne portanti della famiglia - spiegano gli esperti - . Ma anche la difficile conciliazione fra lavoro e famiglia delle donne danno ulteriore importanza alla situazione lavorativa dell'uomo". Non mancano però fattori culturali. A partire da una maggiore accondiscendenza dei genitori verso la permanenza dei maschi in casa.

    "Gli uomini hanno più difficoltà a entrare nel ruolo di adulti non solo perché il passaggio è più lungo, ma anche perché si trovano di fronte donne che hanno aspettative professionali più alte - commenta la sociologa Chiara Saraceno - . Fare un figlio oggi per un uomo significa anche doversene occupare".

    Il record negativo spetta a Milano, unica città in Italia dove gli uomini tra i 35 e i 44 anni senza figli supera il 50%, mentre il 25% è single e il 10 abita con i genitori. "A Milano i fattori economici pesano moltissimo - conclude Rosina - ma il ritardo dipende anche dal nuovo flusso migratorio dal Sud. Sono giovani che arrivano a Milano per realizzarsi professionalmente, a cui manca l'ammortizzatore sociale della famiglia, che dà un grande aiuto".


    (24 marzo 2006)


    Certo è xche gli uomini italiani sono mammoni e nn vogliono prenderesi responsabilita....non xche le case hanno prezzi assurdi e x comprarla uno deve accollarsi 30 anni di mutuo, non xche trovare un lavoro minimamente stabile è utopistico, simdrome del ritardo? Si dello stipendio a fine mese!!!!! Donne con aspettative professionali? Bhe certo se io prendo 1.000 euro e mia moglie 500 voglio vedere come lo campo un figlio!:rolleyes:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
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    Sicuramente e' anche un problema economico, ma non solo.....ci sono tantissime coppie che non hanno questo tipo di problema e scelgono di non avere figli, come se questi rappresentassero un intralcio alla loro 'vita agiata' senza rendersi conto che invece non stanno facendo altro che privarsi di una gioia immensa.
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
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    Originally posted by Torre878
    donna...non ti preoccupare:asd: :asd:


    Dai su non fare la timida , dichiara in pubblico dove eri domenica pomeriggio invece di vedere la tua Inter:asd:
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
  4. Staff ScudettoWeb  
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    Originally posted by DYD_1974
    Certo è xche gli uomini italiani sono mammoni e nn vogliono prenderesi responsabilita....non xche le case hanno prezzi assurdi e x comprarla uno deve accollarsi 30 anni di mutuo, non xche trovare un lavoro minimamente stabile è utopistico, simdrome del ritardo? Si dello stipendio a fine mese!!!!! Donne con aspettative professionali? Bhe certo se io prendo 1.000 euro e mia moglie 500 voglio vedere come lo campo un figlio!:rolleyes:


    Fregnacce. :P L'italiano è mammone da quando c'era solo il tempo indeterminato e le case erano più che abbordabili. Il problema è la mentalità: in altri Paesi europei e negli USA chi vive in casa a 22-23 anni è visto male dai suoi pari. Da noi a 23 anni praticamente si è ancora dei bambini. E parlo di Paesi in cui la gente non va certo ad abitare in casa di proprietà ma semplicemente va via di casa per iniziare la propria vita da solo (affitto, affitto con amici, affitto con la ragazza, ecc.). Il figlio è semplicemente un problema conseguente: del resto le famiglie più numerose sono statisticamente nelle zone più povere, quindi il teorema è fallato. ;)
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    Originally posted by ScudettoWeb
    Fregnacce. :P L'italiano è mammone da quando c'era solo il tempo indeterminato e le case erano più che abbordabili. Il problema è la mentalità: in altri Paesi europei e negli USA chi vive in casa a 22-23 anni è visto male dai suoi pari. Da noi a 23 anni praticamente si è ancora dei bambini. E parlo di Paesi in cui la gente non va certo ad abitare in casa di proprietà ma semplicemente va via di casa per iniziare la propria vita da solo (affitto, affitto con amici, affitto con la ragazza, ecc.). Il figlio è semplicemente un problema conseguente: del resto le famiglie più numerose sono statisticamente nelle zone più povere, quindi il teorema è fallato. ;)


    Che sia anche un fattore di mentalità è vero, pero l'eta media del matrimonio e del primo figlio si è anche molto alzata rispetto a 20 anni fa e questo nn dipende dalla mentalita, inoltre la famosa crescita zero è un fenomeno relativamente recente, e guarda caso in un periodo in cui la situazione economica italiana nn è piu florida come anni addietro.
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  6. Staff ScudettoWeb  
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    Originally posted by DYD_1974
    Che sia anche un fattore di mentalità è vero, pero l'eta media del matrimonio e del primo figlio si è anche molto alzata rispetto a 20 anni fa e questo nn dipende dalla mentalita, inoltre la famosa crescita zero è un fenomeno relativamente recente, e guarda caso in un periodo in cui la situazione economica italiana nn è piu florida come anni addietro.


    Ripeto che statisticamente le famiglie più numerose sono dove ci sono meno opportunità economiche (e qui la spiegazione peraltro è abbastanza semplice). La questione non è affatto economica come si può pensare ma, esattamente come capita negli altri Paesi, di ceto sociale. Nel nostro caso la questione è che fino a quando la gente inizia a costruire la sua vita privata e personale verso i 30 anni, non avrà certo voglia di dedicarsi subito a prendersi cura di un'altra vita. Spesso poi quando c'è la voglia ormai l'età è passata.
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    Originally posted by ScudettoWeb
    Fregnacce. :P L'italiano è mammone da quando c'era solo il tempo indeterminato e le case erano più che abbordabili. Il problema è la mentalità: in altri Paesi europei e negli USA chi vive in casa a 22-23 anni è visto male dai suoi pari. Da noi a 23 anni praticamente si è ancora dei bambini. E parlo di Paesi in cui la gente non va certo ad abitare in casa di proprietà ma semplicemente va via di casa per iniziare la propria vita da solo (affitto, affitto con amici, affitto con la ragazza, ecc.). Il figlio è semplicemente un problema conseguente: del resto le famiglie più numerose sono statisticamente nelle zone più povere, quindi il teorema è fallato. ;)


    ciò non toglie che il precariato e i bassi redditi diffusi, nonchè l'alto costo della vita abbiano accentuato, e di molto, la presunta tendenza.

    PErchè, e dovrebbe essere superfluo evidenziarlo, con l'assoluta incertezza del reddito che da' il precariato diffuso, nella migliore delle ipotesi è un azzardo tentare di pianificare un futuro impegnativo
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    Originally posted by ScudettoWeb
    Ripeto che statisticamente le famiglie più numerose sono dove ci sono meno opportunità economiche (e qui la spiegazione peraltro è abbastanza semplice). La questione non è affatto economica come si può pensare ma, esattamente come capita negli altri Paesi, di ceto sociale. Nel nostro caso la questione è che fino a quando la gente inizia a costruire la sua vita privata e personale verso i 30 anni, non avrà certo voglia di dedicarsi subito a prendersi cura di un'altra vita. Spesso poi quando c'è la voglia ormai l'età è passata.


    Se x meno opportunita economiche intendi situazioni di poverta si. La mentalita ha un suo peso indubbiamente, ma se l eta in cui una persona trova un lavoro stabile si è molto alzata e si è alzata anche l'eta del primo figlio forse qualche collegamento c è nn credi?
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
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    io capisco che uno possa riportare delle statistiche come prova, ma perchè non analizzare la semplice realtà attuale?

    E se in Italia si fosse superato (ovviamente non del tutto) quel periodo in cui il povero ignorante sfornava figli senza tenere conto di quello che succedeva dopo ?

    Perchè dovrebbe essere fuori luogo pensare che uno non ci pensa nemmeno a mettere al mondo un figlio se ha un reddito inferiore agli 800 € e derivante da un lavoro a rischio? e MAgari vive in una zona dove già avere quel lavoro è un privilegio, e che quindi se lo perde gli ci vorrà tanto tempo per trovarne un altro ?

    E se si fosse semplicemente superato, FINALMENTE, quel modo di pensare di prima, e si fosse cominciato a ragionare ?
  10. Staff ScudettoWeb  
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    Originally posted by common
    PErchè, e dovrebbe essere superfluo evidenziarlo, con l'assoluta incertezza del reddito che da' il precariato diffuso, nella migliore delle ipotesi è un azzardo tentare di pianificare un futuro impegnativo


    Faccio una precisazione prima che sia tardi. Non sto discutendo affatto di politica o di quanto bene o male stia l'Italia in funzione di Berlusconi adesso o Prodi poi. Il mio discorso è sociale, anzitutto.

    L'incertezza del reddito o addirittura la povertà non impedisce alle famiglie di fare più figli di chi sta bene. Se guardate le statistiche, le regioni più ricche sono quelle in cui si nasce di meno. Solo recentemente la tendenza si è un pelo invertita ma secondo gli analisti principalmente per gli immigrati (i quali, purtroppo, appartengono alle fasce povere).
  11. Staff ScudettoWeb  
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    Originally posted by DYD_1974
    Se x meno opportunita economiche intendi situazioni di poverta si. La mentalita ha un suo peso indubbiamente, ma se l eta in cui una persona trova un lavoro stabile si è molto alzata e si è alzata anche l'eta del primo figlio forse qualche collegamento c è nn credi?


    Sembra però che stiamo parlando di un Paese in cui le condizioni lavorative sono mooolto più instabili che all'estero. L'ultima volta che ho controllato i Paesi che cito io (Scandinavia, Inghilterra e USA su tutti) hanno modelli lavorativi ben più "precari" dei nostri... :)

  Pochi figli, è colpa degli uomini "Hanno paura delle responsabilità"

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