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    "Nessuno c'è riuscito? Sarò il primo"

    Julio Gonzalez, il 24enne calciatore del Vicenza a cui è stato amputato il braccio sinistro dopo l'incidente stradale del dicembre scorso, vuole tornare a giocare. "Se non c’è mai stato neppure uno che ha ripreso - ha affermato in un'intervista rilasciata a Massimiliano Castellani dell'Avvenire - allora vorrà dire che io proverò ad essere il primo". Ma non lesina neppure le critiche: "Il mondo del calcio è finto".

    La forza d'animo del paraguaiano Julio Gonzalez non ha eguali, e abbiamo imparato a conoscerla ed apprezzarla da quando il 24enne difensore del Vicenza ha avuto quel terribile incidente stradale sulla Milano-Venezia. Era l'alba del 22 diecmbre del 2005, e Gonzalez stava accompagnando all'areoporto un suo compagno di squadra, l'argentino Grighini, quando ha tamponato un tir. L'argentino se la cava con una frattura al perone, mentre lamiere dell’auto stritolano il braccio sinistro di Gonzalez. Il paraguiano subisce un intervento chirurgico lungo 12 ore, ma subentra un’infezione e si rende necessaria l’amputazione del braccio. Julio da allora non si è mai arreso, sa delle difficoltà che dovrà affrontare, in primis i problemi con l'equilibrio, ma vuole tornare a giocare. Si allena con la squadra, sta facendo fisioterapia per ridare tonicità muscolare al braccio destro e nei prossimi mesi potrebbero applicargli una modernissima protesi.
    In un'intervista rilasciata all'Avvenire parla dell'incidente e dell'importanza che ha avuto la fede e la sua famiglia in questo momento difficile. “Non mi basterà tutta la vita per dire grazie a Dio che mi ha fatto riaprire gli occhi - ha affermato il difensore Gonzalez. - La prima cosa che ho visto è stato il sorriso bello di mia moglie Maria Lourdes. Ha 23 anni, ma in questo momento è lei che si è messa la famiglia sulle spalle. Oltre ad assistermi continuamente deve badare ai nostri due piccoli: Maria Paz e Fabricio". E proprio la figlia maggiore ha dato subito coraggio al padre: “papà stai tranquillo, vedrai che presto ti crescerà un altro braccio, ancora più bello di quello che avevi prima". E Gonzalez è convinto di poter tornare a giocare. “Nessuno dei medici del centro di Parigi me ne ha parlato. Ma se non c’è mai stato neppure uno che ha ripreso a giocare, allora vorrà dire che io proverò ad essere il primo. La Bibbia dice: con Dio al mio fianco tutto è possibile".
    Ma il calciatore paraguaiano esprime la sua opinione anche sul mondo del calcio italiano. "Il calcio per noi paraguaiani è un divertimento prima di tutto - continua il difensore del Vicenza- ma anche la possibilità di aiutare economicamente le nostre famiglie. In Italia mi sono reso conto che ai ragazzi insegnano che il successo è avere belle macchine, l’ultimo modello di cellulare, i vestiti firmati. Quando cinque anni fa sono arrivato a Vicenza i miei compagni mi dicevano che mi vestivo come un “contadino”. Il mondo del calcio è finto. Si dà troppa importanza all’esteriorità. Ho anche scoperto con dispiacere che a fine campionato a volte ci sono squadre che si mettono d’accordo e si vendono le partite, come l’anno scorso in serie B". E poi ci sono anche le bestemmie in campo. "In Paraguay è inammissibile che un calciatore, anche non credente, lo faccia - ha dichiarato .- È una questione di rispetto. Spesso sono dovuto intervenire per riprendere pure i miei compagni". Ma ci sono anche i lati positivi: "La grande professionalità e gli arbitri tanto criticati che sono bravi e professionali - ha dichiarato Gonzalez.- Stimo Paolo Maldini e non solo per quello che ha fatto vedere da calciatore, lui è un grande esempio per i giovani. E anche Alex Zanardi. È venuto a trovarmi in ospedale e raccontandomi la sua esperienza mi ha fatto capire che in fondo io ero stato fortunato".
  2. I'm only happy when it rains  
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    Complimenti all'informato autore dell'articolo......Julio Valentin Gonzalez è un attaccante........ :rolleyes:

    Cmq compliemnti ancora per la forza d'animo....sei sorprendente ragazzo! :approved: :approved: :approved:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Gonzalez: "Proverò a tornare"

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