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    Il suo nome si aggiunge a quelli degli ex vertici del ministero
    già indagati per presunte attività di spionaggio politico
    Laziogate, indagato Storace
    "Forse una manovra dei servizi"

    L'ex ministro attacca: "Di sicuro dietro tutto questo c'è un politico"
    Fini: "E' un atto per tutelare Francesco, ma la tempistica è sospetta"


    Francesco Storace
    ROMA - Francesco Storace è indagato dalla procura della Repubblica di Roma nell'ambito dell'inchiesta sul presunto spionaggio politico e la presunta incursione informatica relativa alla falsificazione delle firme a sostegno di Alternativa sociale. Lo si apprende da indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi.

    Nell'ambito dell'inchiesta, affidata ai procuratori aggiunti Italo Ormanni e Achille Toro nonché al pm Francesco Ciardi, sono stati ipotizzati i reati di violazione della legge elettorale e illecita intromissione in un sistema informatico.

    "Tutto ciò è intollerabile e sconcertante" ha detto l'ex ministro precisando che della vicenda si occuperà il suo legale. "L'11 marzo mi sono dimesso da ministro della Repubblica - dice - per non ostacolare l'attività dei magistrati, il 22 marzo ho appreso dalle agenzie di stampa di verbali che mi scagionano sin dal 10 marzo, e oggi, sempre le agenzie, non i magistrati, mi 'informano' che sarei indagato. Credo che tutto ciò sia intollerabile - afferma Storace - è sconcertante provare, sulla pelle viva, che cosa vuol dire sentire calpestata la propria dignità. Mi facciano almeno sapere se posso continuare a fare comizi a Roma, nel Lazio, in Italia, o se li scambieranno per un tentativo di latitanza".

    Poi, in serata, ospite di Matrix, rilascia altre pesantissime dichiarazioni: "Certamente c'è un esponente politico dietro questa cosa", ha detto, attaccando poi anche l'intelligence: "Sospetto una manovra dei servizi".

    Sulla vicenda interviene anche Gianfranco Fini. "E' un atto dovuto a tutela di Francesco Storace - dice il presidente di An - E' inverosimile e grave che lo apprenda non dagli ufficiali giudiziari, ma dai giornalisti e comunque continuamo a ribadire che, pur con una tempistica sospetta, vogliamo che sia fatta piena luce prima della conclusione della campagna elettorale, proprio per non dar adito a strumentalizzazioni o gogne mediatiche".

    Il nome di Francesco Storace si aggiunge a quello del suo ex portavoce, Niccolò Accame, del vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma, dell'ex direttore tecnico di Laziomatica, Mirko Maceri e dell'avvocato Romolo Reboa. Tutti già indagati dalla Procura di Roma, nell'ambito degli accertamenti legati a una presunta attività di spionaggio che i detective privati, Pierpaolo Pasqua e Gaspare Gallo (in carcere su ordine del gip di Milano), avrebbero svolto ai danni di Alessandra Mussolini e di Piero Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali dello scorso anno.

    I reati formulati dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal pm Francesco Ciardi, a seconda delle singole posizioni, vanno dal concorso all'"accesso abusivo a un sistema informatico" - con riferimento all'incursione illecita nella banca dati dell'anagrafe del Comune di Roma - alla violazione della legge elettorale.

    I magistrati romani e i carabinieri, in particolare, stanno lavorando per accertare se nel 2005 vi sia stato, da parte degli ex vertici della Regione Lazio, un disegno precostituito che avesse l'obiettivo di boicottare la lista di Alternativa sociale per estromettere dalla competizione elettorale Alessandra Mussolini, il cui movimento avrebbe potuto sottrarre voti alla destra e favorire la vittoria del centrosinistra, guidato da Marrazzo.

  Laziogate: Storace indagato

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