1.     Mi trovi su: Homepage #4336211
    Se n'è accorto persino l'Herald Tribune: mentre infuriano le polemiche, a ridosso delle elezioni, i politici parlano di tutto tranne che del precariato cronico dei giovani italiani. Cosa ne pensi?

    Quale futuro?

    Dal Corriere della Sera di oggi:
    “Punto di partenza il libro e il sito Web sulla generazione di «milleuristi» Precari italiani in prima sull'Herald Tribune
    Il titolo ironico del quotidiano americano:
    «L’Italia ha un problema di cui non parla».
    E bacchetta la campagna di Berlusconi e Prodi

    MILANO - Giovani, superqualificati, ma senza garanzie e con le tasche quasi vuote. Il precariato cronico dei giovani italiani finisce in prima pagina sull'International Herald Tribune che bacchetta i politici italiani, scandalizzato di come nella loro accesa campagna elettorale stiano sottovalutando il problema.

    LIBRO E SITO DEI «MILLEURISTI» - Il quotidiano newyorchese, nella sua edizione internazionale, gioca sul filo dell’ironia e titola: «Silenzio, l’Italia ha un problema, ma non se ne parla molto». Il giornale parte dalla storia di un giovane architetto, Antonio Incorvaia, che dopo la laurea è saltato da un posto di designer grafico a quello di editor di testi per la tv, per poi approdare al giornalismo web. Un «serial trainee», come si autodefinisce questo 31enne, ovvero un «apprendista seriale» sulla falsa riga del termine serial killer. Dalla sua storia, che lo accumuna a molti, troppi, trentenni e qualcosa, sono scaturiti un libro e un sito Web: «Generazione 1.000 euro» (www.generazione1000.com). Una community virtuale «dedicata ai Milleuristi, alle loro storie e alle loro testimonianze, alle loro frustrazioni e alle loro speranze», come si legge online. E un «reality book» come è stato definito, che racconta la vita quotidiana di un gruppo di giovani che non riescono a uscire dal labirinto fatto di stage, contratti a tempo o a progetto.

    L'ACCUSA AI POLITICI - Citando il testo - in parte già leggibile sul web, e che uscirà come libro a maggio per Rizzoli - scritto a quattro mani dallo stesso Incorvaia con Alessandro Rimassa, il quotidiano americano sottolinea come la situazione di milioni di giovani sia sostanzialmente sottovalutata in questa campagna elettorale.”

    Fin qui l’articolo.

    Io credo che una nazione che non investa nei giovani pregiudichi il proprio futuro.

    Il disinteresse verso i problema dei giovani forse dipende anche, ma non solo, dal fatto che l’Italia è un paese in invecchiamento, nel quale le classi di età elevata sono maggioritarie e detengono tutte le leve del potere, politico economico, culturale e dell’informazione.

    Tutto quello che sta accadendo e che si vuole ancora far accadere è già stato descritto ed studiato in un bellissimo ed interessante libro del 1989 di Furio Colombo: “Carriera vale una vita” – ed. Rizzoli.

    In esso l’autore ha analizzato i mutamenti sociali, economici e politici in corso all’epoca negli USA, che si sono poi puntualmente ripetuti e che continuano nel nostro continente. In passato occorrevano 50 anni perché i fenomeni americani avvenissero da noi, oggi i tempi si sono notevolmente abbreviati.

    Mantenere le giovani generazioni in uno stato di precarietà ed insicurezza le rende ricattabili, psicologicamente fragili e quindi più facilmente controllabili, se si è abbastanza abili da non giungere al punto di rottura, come sta avvenendo in Francia.

    L’errore che stanno commettendo i politici europei è di importare pedissequamente il modello statunitense, come vuole il pensiero unico ormai dominante.

    Non dobbiamo accettare supinamente l’ineluttabilità di certe scelte, esiste sempre un’altra strada, dipende solo dai prezzi che si è disposti a pagare e questi dipendono dai valori che si hanno. Quelli europei sono notevolmente diversi da quelli che vorrebbero imporci, come diverso è il nostro stile di vita, magnificato nel libro “Il Sogno europeo” da Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends a Washington.

    Egli dice che il futuro di un’umanità che voglia preservare le sue caratteristiche “umane” è in Europa e nelle sue secolari conquiste sociali e culturali.

    Non svendiamole, non arrendiamoci, non lasciamoci abbindolare dagli specchietti luccicanti per gonzi della società dei consumi e dai profeti prezzolati di un'ideologia che fa l'interesse di sempre meno persone.

    Il prezzo, che già stiamo pagando, è troppo alto.
  2. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336212
    Originally posted by Vittore
    L’errore che stanno commettendo i politici europei è di importare pedissequamente il modello statunitense, come vuole il pensiero unico ormai dominante.


    Il "modello statunitense" in Europa non è mai esistito neanche lontanamente, tanto meno pedissequamente copiato. E sui giovani superqualificati abbiamo anche già visto come formano bene le università e le scuole nostrane. Il problema c'è ma essendo anzitutto sociale, affrontarlo da punto di vista politico serve solo a fare il tifo.
  3.     Mi trovi su: Homepage #4336213
    Originally posted by ScudettoWeb
    Il "modello statunitense" in Europa non è mai esistito neanche lontanamente, tanto meno pedissequamente copiato. E sui giovani superqualificati abbiamo anche già visto come formano bene le università e le scuole nostrane. Il problema c'è ma essendo anzitutto sociale, affrontarlo da punto di vista politico serve solo a fare il tifo.


    qua vorrei veramente bandire il tifo ... mi diresti in che consiste quella differenza, per quale motivo questo è un problema sociale
    e in che cosa consisterebbe l'affrontarlo considerandolo un problema sociale e non politico ?

    è una domanda derivata dal fatto che non mi è chiarissima la tua risposta, semplice .. quindi necessiterei "Input"
  4. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336214
    Originally posted by common
    qua vorrei veramente bandire il tifo ... mi diresti in che consiste quella differenza, per quale motivo questo è un problema sociale
    e in che cosa consisterebbe l'affrontarlo considerandolo un problema sociale e non politico ?

    è una domanda derivata dal fatto che non mi è chiarissima la tua risposta, semplice .. quindi necessiterei "Input"


    Se l'analisi critica è "abbiamo giovani superqualificati (dall'articolo), ma il problema è che abbiamo applicato pedissequamente il modello americano (dal commento)", non posso che concludere che l'analisi è politica. Abbiamo giovani tutt'altro che qualificati (e fra scuole e università pessime e formazione inesistente credo sia inutile spiegare perché...) e paragonare i mercati del lavoro europei a quello americano (o a quello giapponese, per dire) è a dir poco inesatto.

    Parlo poi di problema sociale perché come si è visto in Francia la questione è non tanto scegliere quale politica sia la migliore (oramai è evidente: il mondo del lavoro europeo è a rischio di una durissima competizione da parte di quello indiano, cinese e anche di quello dei Paesi europei extra-UE nei quali subappaltare a un pugno di centesimi è un attimo) quanto come applicarle in maniera socialmente accettabile ed equa. E soprattutto fare capire alla gente il perché delle scelte politiche: diceva sempre un dirigente di sindacato mio amico che "se devo bere l'olio di ricino, preferisco che sia il MIO dottore a dirmelo e preferisco che mi dica PERCHÉ lo devo prendere".
  5. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4336215
    Originally posted by ScudettoWeb
    Se l'analisi critica è "abbiamo giovani superqualificati (dall'articolo), ma il problema è che abbiamo applicato pedissequamente il modello americano (dal commento)", non posso che concludere che l'analisi è politica. Abbiamo giovani tutt'altro che qualificati (e fra scuole e università pessime e formazione inesistente credo sia inutile spiegare perché...) e paragonare i mercati del lavoro europei a quello americano (o a quello giapponese, per dire) è a dir poco inesatto.



    D'accordissimo, c è chi confonde il precariato con il modello americano, la flessibilita americana è un modello (nel senso che è un tipo di mercato) ed è gestito come tale, il nostro non è un modello ma una situazione che si è creata.
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  6.     Mi trovi su: Homepage #4336216
    Ah capito cosa intendevi

    Come prima considerazione direi che spero non si prenda mai ad esempio la gestione del mercato del lavoro che c'è negli USa

    La loro potenza è in maggior parte dovuta agli investimenti per l'istruzione e la ricerca tecnologica, cosa che gli da la possibilità di continua creazione di fonti che alimentano la richiesta di lavoro.
    E il loro sistema lavorativo, a fronte di una così alta richiesta di lavoratori, viene fatto sembrare così efficiente soprattutto grazie alla loro bassa densità di popolazione, ma non credo sia così positivo.

    Quindi il vero discrimine è proprio la qualità dell'istruzione e la quantità degli investimenti per ricerca e sviluppo, ed è li che stà crollando buona parte dell'Europa continentale, noi per primi.

    Sulle possibili soluzioni del problema lavoro in ITalia e in Francia non sono d'accordo, non sono d'accordo sulla costante necessità di propinare continuamente olio di ricino, perchè quella è una strategia miope che ci vorrebbe portare a fare concorrenza soprattutto con quei paesi emergenti che non potremo mai sconfiggere, e che, guardacaso, viene propugnata dalle categorie imprenditoriali, che troppo facilmente si fanno sedurre dalla possibilità di esser competitive solo nel momento in cui possono facilmente ridurre buste paga e diritti.
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    in pratica credo che se si continuerà a pensare che tutto può essere risolto con la continua somministrazione di olio di ricino sempre agli stessi che già lo hanno preso, ci sarà meno spinta all'innovazione e alla competitività proprio dalle imprese.
    Si dovrebbe pretendere una innovazione radicare del modello di istruzione, un incremento degli stanziamenti per la ricerca tecnologica e soprattutto che le Imprese comincino a impegnarsi un pò di più per formare adeguatamente il personale, anzicè mirare solo a pagarlo il meno possibile.
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    Cmq ieri sera ascoltavo un interessante concetto: se la rendita è tassata così poco, mentre il costo del lavoro è così alto, mi dite quale imprenditore si mette ad investire per creare posti di lavoro ? La maggior parte di loro si mette a fare speculazioni finanziarie che, di qeusti tempi, sono meno rischiose e risultano più remunerative.

    PErchè ogni tanto non si pensa di dare olio di ricino anche altrove ? NOn è che è anche il sistema delle imprese che si stà addormentando sempre di più?
  7. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336217
    Originally posted by common
    in pratica credo che se si continuerà a pensare che tutto può essere risolto con la continua somministrazione di olio di ricino sempre agli stessi che già lo hanno preso, ci sarà meno spinta all'innovazione e alla competitività proprio dalle imprese.[/QUOTE]

    Va stabilito se questa cosa risponde a verità, però. Mi piacerebbe trovare una categoria di persone nel mondo del lavoro, dall'imprenditore al lavoratore in nero, che non pensi di stare prendendo il suddetto olio.

    [QUOTE]Originally posted by common
    Cmq ieri sera ascoltavo un interessante concetto: se la rendita è tassata così poco, mentre il costo del lavoro è così alto, mi dite quale imprenditore si mette ad investire per creare posti di lavoro ? La maggior parte di loro si mette a fare speculazioni finanziarie che, di qeusti tempi, sono meno rischiose e risultano più remunerative.


    Anche qui, va verificata la soluzione migliore. Aumentare le tasse o diminuire il costo del lavoro?
  8.     Mi trovi su: Homepage #4336218
    Originally posted by ScudettoWeb
    Va stabilito se questa cosa risponde a verità, però. Mi piacerebbe trovare una categoria di persone nel mondo del lavoro, dall'imprenditore al lavoratore in nero, che non pensi di stare prendendo il suddetto olio.[/QUOTE]

    secondo me sarebbe più interessante tentare di capire chi si lamenta sul serio e chi si lamenta con secondi fini, io posso dirti che, da lavoratori dipendenti, in provincia di Caserta, i 1000 € li vedi al massimo lordi, quindi perdonami per l'ardire se penso che sia il lavoratore poco pagato o precario ad aver già preso tanto olio di ricino
    [QUOTE]Originally posted by ScudettoWeb

    Anche qui, va verificata la soluzione migliore. Aumentare le tasse o diminuire il costo del lavoro?


    la soluzione non te l'avevo proposta, sottolineavo solo che forse, per risolvere il problema dell'imprenditoria italiana, ci si dovrebbe concentrare anche su altri soggetti, e non mirare solo ed esclusivamente alla erosione di diritti e retribuzioni
  9. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336219
    Originally posted by common
    secondo me sarebbe più interessante tentare di capire chi si lamenta sul serio e chi si lamenta con secondi fini, io posso dirti che, da lavoratori dipendenti, in provincia di Caserta, i 1000 € li vedi al massimo lordi, quindi perdonami per l'ardire se penso che sia il lavoratore poco pagato o precario ad aver già preso tanto olio di ricino[/QUOTE]

    Potrei citarti casi di liberi professionisti messi 10 volte peggio e di imprenditori col fegato marcio perché gli operai loro dipendenti hanno auto e case più belle delle loro (parlo di Milano). E il problema sai qual è? Che potrebbero avere ragione o torti tutti indipendentemente. ;)

    [QUOTE]Originally posted by common

    la soluzione non te l'avevo proposta, sottolineavo solo che forse, per risolvere il problema dell'imprenditoria italiana, ci si dovrebbe concentrare anche su altri soggetti, e non mirare solo ed esclusivamente alla erosione di diritti e retribuzioni


    Certamente. Infatti non era una critica ma un ulteriore approfondimento.
  10.     Mi trovi su: Homepage #4336220

    cmq su una cosa sono d'accordissimo con te .. il problema principale è la qualità dell'istruzione.

    Però capirai che il modello di sviluppo che porta a pensare che la soluzione possa essere solo la som,ministrazione di olio di ricino a qualcuno mi spaventa, anzi .. di più
  11. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336221
    Originally posted by common
    Però capirai che il modello di sviluppo che porta a pensare che la soluzione possa essere solo la som,ministrazione di olio di ricino a qualcuno mi spaventa, anzi .. di più


    Non esageriamo. :) La mia citazione era per far capire che anzitutto la politica deve essere dialogo con la gente, perché quando devi fare scelte difficili hai bisogno del massimo sostegno. In questo senso se proprio devi fare scelte difficili, meglio farle spiegando bene perché vanno fatte.

    Detto questo, visto che nulla si crea e fin troppo si distrugge, purtroppo se qualcosa va radicalmente cambiato, qualcuno dovrà pagare radicalmente. Oppure tanti dovranno pagare un po', e chi già pensa di pagare troppo scoppia. E arriviamo alla Francia... ;)
  12. I'm only happy when it rains  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4336222
    Originally posted by ScudettoWeb
    Potrei citarti casi di liberi professionisti messi 10 volte peggio e di imprenditori col fegato marcio perché gli operai loro dipendenti hanno auto e case più belle delle loro (parlo di Milano). E il problema sai qual è? Che potrebbero avere ragione o torti tutti indipendentemente. ;)


    Capisco che possa essere un problema ma di sicuro è di secondaria importanza rispetto a chi invece si lamenta perchè non arriva a fine mese causa stipendio bassissimo....
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
  13.     Mi trovi su: Homepage #4336223
    Originally posted by ScudettoWeb
    E arriviamo alla Francia... ;)


    e ho la netta sensazione che sulla situazione Francese verrebbero a galla le divergenze politiche

    perchè io dico e penso sempre la stessa cosa: una volta aperta una breccia nel muro dei diritti, la crepa tende sempre ad ingrossarsi, non si rimargina più

    E l'ultimo esempio lo abbiamo avuto proprio in Italia, inserisci la precarietà nel lavoro, estremizza quella che viene chiamata flessibilità e subito l'epidemia si espande in modo incontrollabile.

    Ormai nemmeno più gli esponenti della CDL negano che l'abuso della possibilità di usufruire di lavoratori a termine sia diventato il vero problema del mondo del lavoro, perchè non sò come vivono quegli imprenditori che tu dici essere più poveri dei loro dipendenti, chiedo solo tu faccia una sforzo per immaginare come si vive avendo meno di 500 € in tasca senza sapere se quei soldi ti dovranno bastare per un mese, due o tre, perchè non è affatto automatico che perso un posto se ne trovi un altro.

    Quindi scusami ma, al pari di Razor, faccio una fatica immane a mettere tutti sullo stesso piano
  14. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4336224
    Originally posted by common
    chiedo solo tu faccia una sforzo per immaginare come si vive avendo meno di 500 € in tasca senza sapere se quei soldi ti dovranno bastare per un mese, due o tre, perchè non è affatto automatico che perso un posto se ne trovi un altro.


    Non ho problemi a immaginarlo, sono situazioni che ho vissuto da vicinissimo. Dico semplicemente che è errato associare questa situazione a quella del precario. Nella stessa situazione ci sono pensionati, liberi professionisti e più spesso di quanto possa pensare anche piccoli imprenditori. Quindi, tornando al discorso sociale, è un argomento da trattare nel suo complesso e non solo per la casistica dei parasubordinati (posto che ovviamente i parasubordinati di oggi fossero davvero subordinati di ieri: perché l'aumento vertiginoso dei posti di lavoro dal '99 a oggi direbbe l'opposto). Anche perché sono tutto tranne che qui a piangere misera: non parlo per questioni personali anche perché se questo lavoro non mi darebbe soddisfazioni e pensassi che i parasubordinati sono tanto fortunati, mollerei questo e diventerei un parasubordinato pure io. ;)

  Generazione 1000 euro

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