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    "Dispiaciuti per aggressione verbale, rivolta contro i tifosi"

    L'eliminazione dalla Champions ha dato grande amarezza in casa bianconera, ma ancor di più lo ha dato l'inattesa contestazione da parte dei tifosi. Quei cori "tirate fuori i c..." e "andate a lavorare" non sono andati giù a Moggi, che annuncia il silenzio stampa: "Siamo dispiaciuti per l'aggressione verbale che abbiamo subito - ha detto - Di questa squadra si può dire tutto tranne che non abbia tirato fuori le palle".

    Tre scudetti negli ultimi 4 anni, un quarto in arrivo, un campionato sempre al vertice con numeri da record e il +9 sulla seconda classifica: questo non è bastato al popolo bianconero, che ha duramente contestato la squadra nel corso del ritorno dei quarti di finale di Champions. L'Europa resta l'obiettivo e la "voglia" dei tifosi, ma la contestazione non è andata giù a Luciano Moggi.
    "Ci dispiace per l'eliminazione sia per noi che per l'aggressione verbale subita - ha detto il dg bianconero - Di questa squadra si può dire tutto tranne che non abbia tirato fuori le palle. Abbiamo ricevuto un trattamento non consono alle cose fatte fino ad ora. Se stanotte non è successo niente, abbiamo 9 punti di vantaggio sulla seconda in campionato...".

    Moggi fa i complimenti all'Arsenal: "Non si può vincere sempre, ci sono anche gli avversari, che in questo caso erano più in forma di noi - ha proseguito - Ci sono state reazioni spropositate e ci vorrebbe più buon senso. La Juve finora ha fatto il suo dovere, anzi, più del dovere. Non siamo invincibili e non capisco il perchè di un trattamento di questa portata".
    Non sono solo i tifosi nel mirino del dg bianconero, ma anche una parte di giornalisti, che ha attaccato la squadra bianconera. Anche per questo è entrato in vigore il silenzio stampa: "E' più un momento di riflessione, servirà per riportare tranquillità nell'ambiente e per evitare che agenti esterni la minino".
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    Triade vorrebbe una miglior gestione

    Dopo la cocente eliminazione dalla Champions, in casa bianconera è tempo di bilanci e la dirigenza pare intenzionata a chiedere a Capello un cambiamento di rotta, fermo restando che il tecnico resterà un punto saldo della Juve futura. Appurato lo scarso feeling con le competizioni europee, la Triade pretenderebbe dal tecnico maggior turnover, migliori rapporti coi giocatori e più dialogo con i leader dello spogliatoio.

    L'eliminazione per mano dell'Arsenal ha aperto diverse ferite in casa bianconera. Sono passati dieci anni dalla vittoria di Roma contro l'Ajax e il popolo bianconero sembra non accontentarsi più soltanto di scudetti e della vicinissima terza stella. Certo, viene da dire, meglio quello che niente ma dopo le affermazioni di inizio stagione, quando da parte di tutti si poneva come primo obiettivo la Champions, un po' di amaro in bocca resta.
    Soprattutto tra le labbra della Triade, cui non è piaciuta la contestazione del "Delle Alpi" ma neppure, c'è da immaginare, la precoce eliminazione dalla Champions. E così è tempo di bilanci e, com'è ovvio che sia, sul banco degli imputati sale Fabio Capello, demiurgo di questa Juve padrona incontrastata in campionato e "pulcino bagnato" in Europa. Certo il tecnico non ha mai coltivato un buon feeling con le competizioni europee: basti pensare che sulle panchine di Milan, Roma e Juve, Capello ha raccolto 11 partecipazioni europee per un bilancio di 1 vittoria (Milan), 2 finali perse e 8 eliminazioni prima delle semifinali.

    Ma a parte i numeri, alla Triade sono diverse le cose che non sono piaciute nella gestione Capello. A cominciare dallo scarso ricorso al turnover. Certo si obietterà che la rosa bianconera non è copiosa come quella del Milan o dell'Inter, ma i vari Kovac, Giannichedda, Blasi, Zalayeta e Olivera avrebbero potuto far tirare il fiato a Vieira, Nedved, Emerson, Cannavaro almeno in campionato. Visto che la passata stagione uno come Olivera si era dimostrato anche decisivo. Emblematico il caso di Vieira che, dopo un inizio a mille, ha patito la stanchezza e sta finendo la stagione senza più birra in corpo.
    E poi i rapporti con i giocatori: in momenti diversi, Capello ha bisticciato con Del Piero, Camoranesi, Ibrahimovic. E la società vorrebbe una miglior gestione dei rapporti personali, a cominciare anche dal dialogo con i leader dello spogliatoio. Dopo la partenza di Conte e Ferrara è rimasto solo Del Piero fra i leader della gestione Lippi, ma in gruppo c'è gente come Buffon, Thuram, Trezeguet, gente insomma che, oltre ad essere titolari inamovibili, da anni veste bianconero e che potrebbe mediare fra il tecnico e i nuovi. Serve quindi un'inversione di rotta, e la Triade attende fiduciosa.

  Moggi cuce la bocca alla Juve

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