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    Il populismoper la scienza politica

    Regimi come quello di Juan Domingo Peròn sono stati spesso definiti populisti in quanto costruiti sul rapporto diretto fra il leader e le masse.
    Ma al di là di questo e di alcune caratteristiche retoriche, la definizione di populismo è rimasta estremamente vaga, facendone per lungo tempo una comoda categoria residuale, buona per catalogare una grande varietà di regimi difficili da classificare in maniera più precisa ma nei quali era possibile ritrovare qualche elemento comune. Questi elementi erano la retorica nazionalista ed anti-imperialista, l’appello costante alle masse, uno sviluppato potere personale e carismatico del leader.

    Un’altra accezione di populismo (neanche questa tenta di dare al termine una definizione precisa) è quella che lo rende un “contenitore” per movimenti politici di svariato tipo (di destra come di sinistra, reazionari come progressisti, e via dicendo) che abbiano però in comune alcuni elementi nella retorica utilizzata: attacco alle oligarchie politiche ed economiche e magnificazione delle virtù naturali del popolo (anch’esso mai definito con precisione, e forse indefinibile), le quali sarebbero la saggezza, l’operosità e la pazienza.


    Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo" e ago, "conduco, trascino") che indica un comportamento politico incline ad assecondare le aspettative della gente, sulla base della percezione delle loro necessità.

    Di frequente utilizzo nel dizionario politico, con accezione dispregiativa indica il comportamento di colui che utilizza frasi retoriche ed esprime promesse inconsistenti per accaparrarsi il favore dell'elettorato, facendo spesso leva su sentimenti irrazionali, ed alimentando la paura o l'odio nei confronti del nemico o dell'avversario politico.

    La demagogia è l'attività del politico che, in vista del proprio interesse, spinge il popolo a fare qualcosa contro il suo interesse, sviando la percezione delle necessità concrete.

    Platone indicava la demagogia come una forma di governo che deriva dalla degenerazione della democrazia e che sarebbe preludio della tirannide e dell'anarchia.

    È possibile reperire esempi pratici di questa pratica, anche in tempi molto più vicini ai giorni nostri.



    Riferimenti a Persone, Ernesti, Pasquali vari etc non sono voluti. :cool:


    www.wikipedia.it
    [SIZE=1,8]"Mentre legge i resoconti dei problemi che s’agitano all’estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano." (Studio dell'uomo, Ralph L
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    DEMAGOGIA E POPULISMO:

    Attacchi a Mao, Stalin e Pol Pot: Silvio dal balcone di Napoli Il Cavaliere prova a fare il buono ma non resiste.
    E qualcuno tra la folla: «Duce, Duce»

    NAPOLI — Non si è tenuto. L'ha ridetto. Ed è stato l'appello finale, l'estremo grido, l'ultima parola della campagna elettorale: "Coglioni!".
    Fino a quel momento era stato buono, suadente, sorridente. Dei due discorsi collaudati da una dozzina d'anni—l'elogio della roba e quello dei valori, l'invettiva contro le tasse e quella contro il comunismo — Berlusconi aveva scelto il secondo, nel suo schema il più nobile: di qui la libertà, il mercato, l'amore; di là l'invidia, Pol Pot, Violante. Aveva rilanciato lo schema a tre punte, accettando dopo trattative di parlare per primo, cedere la parola a Casini e lasciare a Fini l'onore della chiusura. Poi però non ce l'ha fatta. E' stato più forte di lui. Fini—come di consueto il più sobrio ed efficace dei tre — aveva annunciato che "vinceremo perché amiamo la patria, perché difendiamo la famiglia, perché crediamo nel lavoro". Lui, il presidente del Consiglio, l'ha interpretato come un assist. E' saltato sul podio con un colpo di reni tipo Bettega giovane, ha afferrato il microfono con un sorriso dentato e con voce ormai rauca ha concluso: "Vinceremo perché non siamo coglioni!".
    E' stato allora che la piazza (dimezzata: per prudenza il palco è stato montato al centro) ha riconosciuto il suo leader, ed è esplosa nel primo e ultimo boato del comizio. Lo sollecitavano fin dall'avvio, l'insulto liberatorio, il pernacchio definitivo. "Votiamo Berlusconi perché non siamo coglioni" stava scritto sullo striscione sotto il palco. "Quel coglione di Prodi vuole riempirci di tasse e travestiti" era stampato sul lenzuolo appeso al Palazzo Reale. Il Cavaliere non poteva deluderli. Già che c'era, dopo l'appello di Fini si è affacciato altre due volte, prima per presentare Franco Malvano candidato sindaco di Napoli, poi per salutare dal balcone della prefettura, accolto dal grido "Duce- Duce". Va detto però che in piazza erano rimasti solo i militanti della Fiamma tricolore con bandiere nere, gli stessi che giovedì hanno inscenato la marcetta su Roma, più i sostenitori della Mussolini sventolanti tricolori con aquila imperiale. Gli altri avevano già guadagnato i pullman o i camper dipinti con i volti del trio Berlusconi- Fini-Casini.
    Il solo dato politico di fine campagna è appunto l'unità ritrovata, almeno in pubblico. Dopo settimane di polemiche, in cui Fini e Casini si sono smarcati da Berlusconi non già quando il premier alzava la voce ma quando dava segni di debolezza, come dopo il primoduello tv, per accodarsi ai successivi segni di riscossa o almeno di aggressività, come a Vicenza, i leader del centrodestra (a differenza di quelli del centrosinistra) hanno chiuso la maratona elettorale tutti insieme. L'ultima volta che si erano ritrovati a Napoli era il febbraio 2001, alla conferenza programmatica di An. Rispetto ad allora, ieri mancavano i migliori in campo, Bossi e la Mussolini. I due si erano studiati per anni — "il Duce qualcosa di buono ce l'ha lasciato: la nipotina. Vorrei incontrarla per dimostrarle quanto valgo sessualmente", "il Senatur la smetta di occuparsi delle mie tette" —, e quando finalmente si erano trovati avevano fatte scintille ("abbiamo dovuto separarli fisicamente" raccontò Buttiglione uscendo sottobraccio a Vespa dalla pizzeria Brandi, dove si era svolto il primo indimenticabile vertice della neonata Casa delle Libertà). Stavolta in piazza del Plebiscito Bossi ha mandato Maroni, prima applaudito, poi indotto da qualche fischio ad accelerare il ritmo del discorso, chiuso da una promessa: comunque vada, la Lega resterà nell'alleanza. Sul palco ci sono anche il ministro socialista Caldoro, sostituto della Prestigiacomo nel ruolo di presentatore, Stefania Craxi per una volta sorridente e il segretario Udc Cesa. Non ammesso purtroppo il segretario della Democrazia cristiana Rotondi, che si consola con un buffet a latere accanto al principe ed erede al trono Emanuele Filiberto e Lucio Cirino Pomicino fratello di Paolo, che essendo infermo ha mandato un video tipo Bin Laden dalla grotta.
    L'atmosfera è da ultimi giorni di Pompei, con la speranza ammiccata di un colpo di coda, una sorpresa sempre possibile, un capovolgimento clamoroso quindi ancora più bello. Rotondi scruta il Vesuvio incombente sempre sul punto di risvegliarsi e confida: "Nel miglior sondaggio siamo sotto di due punti. Certo, se il Cavaliere fa 'o miracolo... comunque noi della Dc otto deputati li prendiamo". Dopo il numero mattutino sulla tassa rifiuti, Berlusconi sceglie il canovaccio classico, il rito delle domande — "volete essere governati dagli ammiratori di Stalin, Lenin, Mao, Castro?" "Nooo!" —, il credo laico dei valori. Citazione napoleonica dal 5 maggio: "Dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno...". Ancora un ritocco all'imposta sui Bot: "La sinistra li tasserà al 23%" (nell'ultimo duello aveva detto 22, domani ai seggi sarà 24). Tentativo di correggere la gaffe non colta da Prodi, la contrapposizione tra il figlio del professionista e il figlio dell'operaio, "sarebbe giusto togliere a chi ha di più per dare a chi ha di meno, ma per la sinistra le tasse sono una questione di potere e di mangiatoi" (sic). Applausi d'affetto. La vera rivelazione di giornata è Casini, che pare tarantolato. Urla nel microfono, ammonisce che "dove governa la sinistra c'è l'eutanasia come in Olanda" (nella realtà governata dal democristiano Balkenende), grida "sei bellissima!" a una ragazza "di pelle non bianca", chiama i Cct per antico riflesso "Ccd", invita con il braccio il popolo a saltellare ("chi non saltà comunista è!"), invita "Silvio e Gianfranco" ad abbracciarlo sul palco ("come Inzaghi e Shevchenko" chiosa il premier), precisa che "tra noi non c'è Luxuria", il personaggio più citato nella campagna dall'Udc.
    Fini, come sempre pacato, scalda la piazza senza bisogno di alzare la voce, corregge il realismo della vigilia ("se perdiamo sarà di un'incollatura, e speriamo che nessuno parli di brogli") dicendosi sicuro di vincere. Striscione: "Montezemolo Epifani Della Valle uniti per fregare gli operai". Palloncini tricolori. Bandiere nere. Fini invita a liberarsi della camorra: battimani. Casini annuncia lo sfratto a Bassolino: ovazione. Poi la zampata finale del presidente del Consiglio. Il vento è forte, Napoli di una bellezza inquietante. Berlusconi da vicino pare finto, il trucco pesante e i capelli dal colore innaturale sono pensati per essere visti da lontano o in tv. Viene bene anche dal balcone, da qui il grido Duce-Duce. Un volantino riproduce i tre in toga tipo Plinio il Vecchio sotto il vulcano in eruzione. "Sono momenti irripetibili, personaggi che non tornano più" dice commossa una signora bionda venuta da Santa Maria Capua Vetere, e ha ragione. Dovessero perdere davvero, ci mancheranno.

    Aldo Cazzullo
    08 aprile 2006 www.corriere.it
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    Reuters - Ven 7 Apr

    Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si ricandida alla guida del Paese per i prossimi cinque anni, è notoriamente un comunicatore pieno di carisma e un magnate capace di arrivare a tutti e con un senso dell'umorismo che spesso lo mette in difficoltà.

    Di seguito vengono riportate alcune delle sue battute memorabili in questi anni di governo:

    APR 2006 -- "Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi", ha detto commentando la proposta della Cdl di abolire l'Ici sulla prima casa se vincerà le elezioni.

    MAR 2006 -- "Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi", ha detto parlando ad un comizio elettorale a Napoli.

    GEN 2006 -- Berlusconi promette di astenersi dal sesso fino alle elezioni generali di aprile. "Grazie Padre Massimiliano" dice ad un predicatore televisivo che lo ha elogiato per la difesa dei valori della famiglia . "Cercherò di non deluderla e le prometto due mesi e mezzo di completa astinenza sessuale fino al 9 aprile".

    AGO 2005 -- "Neanche l'economia va così male. Dalla mia villa ho una vista panoramica che si distingue anche quest'anno per i numerosi yacht... Nessuno può vantare più cellulari, più automobili, più televisioni degli italiani. Sapete quante delle nostre donne possono permettersi dei trattamenti di bellezza?" dice Berlusconi in un'intervista al "La Stampa".

    GIU 2005 -- Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare.

    "Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un po' che non le usavo" dice. L'ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.

    SET 2004 -- "Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza al confino" dice Berlusconi alla rivista Spectator, rispondendo "sì" quando gli viene chiesto se pensava che il dittatore fascista fosse stato "mite".

    LUG 2003 -- "Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporrò nel ruolo di kapò. Sarebbe perfetto" dice Berlusconi al parlamentare socialista tedesco Martin Schulz che l'aveva attaccato nel corso della presentazione della presidenza italiana dell'UE di fronte al parlamento europeo.

    GIU 2003 -- "Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto è un po' più uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilità di governare il Paese" dice in un'udienza del processo per corruzione a Milano.

    MAG 2003 -- "Ho una barca, ma negli ultimi due anni l'ho usata una sola volta per riportare la mia famiglia a casa. E non vado più nella mia casa alle Bermuda da circa due o tre anni... La mia vita è cambiata, la qualità è diventata terribile. Che lavoro tremendo" dice in un'intervista al New York Times.

    DIC 2002 -- "I più svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare" dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.

    OTT 2002 -- "Rasmussen non è solo un grande collega, ma anche il primo ministro più bello d'Europa" ha detto Berlusconi della sua controparte danese, Anders Fogh Rasmussen, in una conferenza stampa congiunta. "E' così bello che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie", riferendosi ad un pettegolezzo secondo cui sua moglie aveva una relazione extraconiugale.

    SET 2002 -- "In certi casi i pedalò sono utili. Nessuno (dei cadaveri) si è lamentato" ha risposto alla domanda sul perché la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.

    FEB 2002 -- Durante una fotografia di gruppo al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.

    OTT 2001 -- Berlusconi fa scoppiare una polemica nel mondo islamico quando dichiara che l'Occidente dovrebbe essere conscio della sua "superiorità".

    "Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione" ha detto.





    Della serie: Diamo + voce al Berlusca...:D :rotfl: :rotfl: :rotfl:

  Populismo e la Demagogia

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