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    Si pensa ad anticipare al pomeriggio

    Dopo l'aggressione della notte tra sabato e domenica ai danni dei giocatori interisti a Malpensa, c'è tensione e paura per quello che potrebbe accadere venerdì sera in occasione del derby, già lo scorso anno teatro di contestazione. Alcune frasi dette dagli ultrà durante l'aggressione ("questo è solo l'inizio") farebbero temere il peggio. Le forze dell'ordine studiano intanto l'ipotesi di anticipare la gara al pomeriggio.

    Il rischio c'è e non è da sottovalutare. Il derby di venerdì può diventare un brutto replay di quello della "vergogna" della scorsa edizione di Champions League, quando gli ultras interisti costrinsero l'arbitro a sospendere la partita per il fitto e continuo lancio di bengala sul terreno di gioco del Meazza, e la squadra nerazzurra venne costretta a giocare a porte chiuse le successive gare di Champions. Quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica, ovviamente, è un importante campanello d'allarme da non sottovalutare. E infatti, il Prefetto di Milano Gian Piero Lombardi sta prendendo in considerazione l'ipotesi di anticipare la gara al pomeriggio per motivi di ordine pubblico, una decisione che ha un precedente in Italia in occasione di un derby romano che il Prefetto Serra fece giocare con la luce del sole proprio per prevenire incidenti. Nelle prossime ore è in programma un vertice della commissione provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che dovrebbe prendere una decisione definitiva.

    Intanto, sembra che attraverso le telecamere poste a Malpensa con le nuove norme anti-terrorismo, i volti di buona parte degli aggressori siano già stati individuati. "Abbiamo elementi tali da indurci a ritenere probabile - ha detto Enzo Ricciardi, dirigente responsabile del Presidio di Polizia a Malpensa - l'identificazione di alcuni degli uomini".
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    "Sono stato colpito da un sasso"

    Il centrocampista dell'Inter Cristiano Zanetti racconta così l'aggressione subita alla Malpensa: "C'è stato un lancio di pietre - ha detto a "Controcampo" - io sono stato colpito con una piccola. Ho sentito il colpo di striscio, ma niente di grave. Ho avuto paura, non mi era mai capitata una situazione del genere. Ma non credo che mi abbiano colpito per il passaggio alla Juve, con me c'erano anche altri compagni".

    Il giocatore racconta come si sono svolti i fatti: "Superato l'ultimo controllo doganale ci siamo imbattuti, all'interno dell'aerostazione, in un gruppetto di tifosi che si sono limitati alle solite battute ironiche, non diverse da quelle che avevamo già sentito all'aeroporto di Vila-Real. Pensavamo finisse tutto lì. Invece, quando ci siamo avvicinati al parcheggio, dove si trovavano le nostre macchine, si sono materializzati un centinaio di tifosi che hanno cominciato ad insultarci e a lanciarci pietre. Una di queste ha colpito me".
    Ma Zanetti non pensa di essere stato colpito per via del suo passaggio alla Juventus a fine stagione: "Non ero solo in quel parcheggio. Con me c'erano Javier Zanetti, Mihajlovic, Wome e forse un altro. Non avevo guardato attentamente perchè era tardi e la mia preoccupazione era quella di partire per andare a casa e a letto in fretta".
    Infine, Zanetti ringrazia il Milan per l'attestato di solidarietà: "Un gesto che ho apprezzato e che testimonia della sensibilità di molti miei colleghi. Era giusto dare un segnale affinchè la violenza non abbia più diritto di cittadinanza nel mondo del calcio. Fuori o dentro gli stadi".

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