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    Berlusconi "sogna" Ronaldinho"Se il Barça lo vende, noi ci siamo"

    Silvio Berlusconi, euforico per la vittoria nel derby, nel dopo partita rivela il suo grande obiettivo: portare Ronaldinho al Milan. Un sogno, che per il momento rimane tale senza possibilità di concretizzarsi. "Ne ho parlato con il presidente Laporta - ha detto il patron rossonero - ma se lo tengono stretto. Però se decidessero di cederlo, per qualche motivo..., il Milan sarebbe in prima fila".

    I sogni aiutano a rimanere bambini e Silvio Berlusconi non ne è immune. Se da un lato (quello più serio), il numero 1 rossonero, nelle vesti di politico, spera che il conteggio dei voti gli dia ragione per poter governare altri 5 anni, in campo sportivo non si può rimanere immuni dal fascino di Ronaldinho, che martedì col suo Barcellona scenderà in campo a San Siro per l'andata delle semifinali di Champions League. "Eh, chi non lo vorrebbe - ha dichiarato al termine del derby - I tifosi lo chiedono, lo so, sarebbe bellissimo vedere insieme Kakà e Ronaldinho". L'unico problema è che il più bravo giocatore del mondo è blindato dal Barcellona, che non ha nessuna intenzione di lasciarselo scappare. In Spagna esistono le clausole di rescissione, ma il prezzo da pagare per il Pallone d'Oro è proibitivo per tutti: 180 milioni di euro. Al momento, dunque, non esistono le condizioni per il clamoroso trasferimento, mentre la sensazione che in futuro la squadra più accreditata ad acquistarlo sia il Milan è forte. Le dichiarazioni del giocatore, dopo l'addio a San Siro di Demetrio Albertini, vanno in questo senso. Al momento, però, i tifosi si devono accontentare di ammirarlo martedì, anche se devono sperare che, almeno per una sera, le sue magie vengano riposte in un cassetto.
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    Anche il Chelsea sta alla finestra

    Se non è un addio poco ci manca. Le parole di Adriano dopo il derby ("All'Inter non rido più, se i tifosi mi dicessero in faccia che non mi vogliono più, sarei costretto ad andarmene") fanno tornare alla carica il Real Madrid, che da tempo sogna di portare l'Imperatore in Spagna. Le merengues sono pronte a sborsare 40 milioni di euro per il brasiliano e anche il Chelsea è pronto a farsi sotto per averlo.

    Sebbene il club non sia disposto a privarsene, come annuciato dal presidente Giacinto Facchetti dopo la sconfitta nel derby ("Non abbiamo nessuna intenzione di venderlo. E' triste? La felicità devi trovarla dentro te stesso, non te la danno gli altri"), il futuro di Adriano, ogni giorno che passa, sembra sempre più lontano da Milano. Una città (la sponda nerazzurra) che dopo averlo eletto "Imperatore", non ci ha pensato due volte prima di detronizzarlo. Perché è vero che i tifosi lo ritengono il principale responsabile per l'ennesima annata senza successi dell'Inter e questo ruolo non piace più al giocatore. Come probabilmente non gli piace più Mancini, tantomeno Veron, l'uomo di fiducia del tecnico, con il quale i rapporti sono tesi più che mai. Lui, anima brasiliana, si sente un oggetto estraneo nell'Inter "argentina" creata dal tecnico. Il pressing del Real Madrid, che invece ha una nutrita colonia brasiliana, potrebbe farsi sempre più asfissiante da qui a fine stagione, tanto che il prossimo "galactico" potrebbe essere proprio lui. Rispetto all'anno scorso, la scarsa vena del bomber ha fatto precipitare il costo del suo cartellino: il club di Via Durini difficilmente riuscirà a spuntare più di 40 milioni di euro, anche se una contropartita tra Ronaldo e Cassano non sarebbe disdegnata. E con i soldi che avanzano si potrebbe provare a concretizzare il sogno Thierry Henry e magari acquistare qualche buon giovane italiano (Tavano su tutti). Anche il Chelsea di Abramovich sta alla finestra: Drogba è sul punto di partenza e il patron russo è tentato dall'operazione Adriano, che in Inghilterra non avrebbe problemi di adattamento.

    Una situazione ingarbugliata, cui Moratti dovrà far presto fronte. L'eventuale conferma di Mancini significherebbe l'addio certo del brasiliano, mentre un'eventuale cambio alla guida tecnica potrebbe anche riportare il sereno. Se di sereno si può parlare in questo disgraziato finale di stagione...
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    Barthez il sostituto per la Fiorentina

    Con una rivoluzione di imminente attuazione c'è un ritorno di fiamma in casa Inter: Sebastien Frey. Il portiere della Fiorentina, attualmente infortunato, a fine stagione tornerà a Parma, squadra proprietaria del suo cartellino, e potrebbe essere riacquistato dai nerazzurri dopo le due precedenti esperienze maturate nel 1998/99 e 2000/2001. In tal caso, i viola potrebbero, secondo l'Equipe, ripiegare su Barthez.

    Potrebbe partire direttamente dal portiere la rivoluzione Inter per la prossima stagione. Infatti in casa nerazzurra si sta per riaccendere un amore: Sebastien Frey. Il giocatore, attualmente in forza alla Fiorentina, ma infortunatosi gravemente al ginocchio, potrebbe essere il candidato principe per difendere la porta dell'Inter. Infatti, dopo le prestazioni poco confortanti di Julio Cesar, tenuto in naftalina dopo la ritrovata condizione psico-fisica di Toldo, ma con quest'ultimo accantonato da Mancini per buona parte della stagione ecco che il francese potrebbe essere l'ideale per rompere questo stato d'incertezza e divenire il titolare indiscusso.

    Il portiere, dunque, che è di proprietà del Parma, a fine stagione tornerebbe ai gialloblù, i quali sarebbero presto disposti a cederlo all'Inter non potendo accollarsi il lauto stipendio del giocatore che viene considerato ormai pronto e maturo per difendere la porta di una "big" del campionato. In questo modo la Fiorentina, che ha già Lobont, potrebbe, secondo quanto riferito da "L'Equipe", provare a prendere Fabien Barthez, portiere del Marsiglia ma attualmente in scadenza di contratto e richiesto da squadre di Premier League (West Ham) dopo la parentesi triennale (dal 2000 al 2003) col Manchester United.
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    Potrebbe sostituire il partente Adriano

    Le possibilità che Adriano lasci l'Inter a fine stagione sono aumentate e la società nerazzurra sta pensando ai possibili sostituti: a fianco ai "soliti" Henry e Ronaldo, si è affacciata l'ipotesi Luca Toni. Il capocannoniere del campionato piace molto a Moratti, rammaricato per non averlo preso la scorsa estate. Le pretese di un ritocco economico del bomber non sarebbero in linea con il progetto di Della Valle.

    Con Adriano stanco di essere il candidato numero uno a prendersi tutte le responsabilità per i mali della squadra, le possibilità che il giocatore abbandoni l'Inter sono visibilmente aumentate. A testimoniare questo fatto, oltre alle dichiarazioni rilascite dopo il derby, quando il brasiliano aveva espresso disappunto per essere ritenuto sempre la principale causa dei problemi del gruppo, c'è anche la volontà di Massimo Moratti a trattare le eventuali offerte di altri club che si presenteranno alla sua porta per chiedere di Adriano. E dunque, proprio la questione dell'attacco resterebbe un nodo cruciale per formare la squadra nella prossima stagione. Con l'eventuale partenza di Adriano, Moratti vorrebbe portare in nerazzurro Luca Toni più di ogni altro, essendosi raffreddate le piste che portano ad Henry e a Ronaldo. Il patron conterebbe sul fatto di poter garantire al bomber viola un ritocco d'ingaggio considerevole, cosa non possibile alla Fiorentina a causa del tetto salari imposto dai Della Valle.

    Ed allora ecco che la partenza di Adriano non sarebbe più così traumatica, anche se le speranze di trattare Toni sono comunque legate, in parte, alla conquista di un posto in Champions da parte della società toscana che in questo caso sarebbe mal disposta a cedere l'attaccante anche se per una cifra che si aggirerebbe attorno ai 25 milioni di euro. Tuttavia, la questione è in via di sviluppo, l'interesse e l'entusiasmo manifestato da Moratti per questa prospettiva lascerebbe pensare, innanzitutto, che il patron non mollerà e in secondo luogo che cercherà, ancora una volta, di costruire una squadra competitiva.
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    A maggio sarà in prova Agathe ex Celtic

    Con la Champions League da conquistare la Roma pensa già al futuro per costruire una squadra competitiva ai massimi livelli. La strategia di mercato giallorossa parte dalla riconferma dei pezzi migliori a cominciare da Amantino Mancini. Il giocatore, che interessa alla Juve, verrà presto convocato per discutere ritocco dell'ingaggio e prolungamento del contratto. Intanto a maggio sarà in prova Agathe, ex Celtic.

    Con un occhio al presente ed alla qualificazione alla Champions League da conquistare, e con l'altro proiettato al futuro per ridare lustro e massima competitività alla squadra e alla città, la Roma riparte dalle sue stelle per cercare di costruire un progetto ed una formazione capace di essere protagonista ai massimi livelli nazionali ed europei. Per questo motivo la società giallorossa sarebbe in procinto di "blindare" Alejandro Amantino Mancini, vero trascinatore della squadra e supplente di Totti, infortunato, nel ruolo di leader indiscusso. I vertici della Roma, infatti, dovrebbero presto incontrare il giocatore per discutere il prolungamento di contratto con susseguente adeguamento dell'ingaggio. In questo modo le velleità della Juventus di assicurarsi il giocatore per la prossima stagione verrebbero a cadere.

    Per quanto riguarda, invece, il fronte altri acquisti, la Roma, come è noto è alla ricerca di un centravanti di spessore. Abbandonate le suggestive ipotesi di Van Nistelrooy e Iaquinta, che sembrano fuori dalla portata del club giallorosso, l'ultima idea riguarda un ritorno su Julio Cruz che potrebbe essere stanco di finire puntualmente in panchina con l'Inter, e quindi potrebbe anche decidere di giocarsi la chance Roma, anche perchè, sia il costo del cartellino che l'esborso per l'ingaggio sarebbero entro i parametri posti dalla dirigenza. Intanto, a maggio sarà a Trigoria, per un periodo di prova, Didier Agathe, esterno destro, ex Celtic. Il giocatore francese, dopo gli attriti con l'allenatore della squadra scozzese Gordon Strachan, ha deciso di cercare fortuna altrove ed è pronto a mettersi in gioco a Roma durante le due settimane di permanenza sotto l'attenta visione di Spalletti che deciderà se potrà fare al caso dei giallorossi.

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