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    In anticipo di un giorno rispetto alla previsioni più ottimistiche il difensore del Giulianova, entrato in coma giovedì scorso, si è risvegliato: in serata vedrà i genitori


    TERAMO, 21 aprile 2006 - I sedativi diminuiscono, Cherubini risponde, la speranza aumenta. E oggi, intorno alle 13.30, il difensore del Giulianova in coma da giovedì, si è risvegliato, in anticipo di un giorno rispetto alle previsioni più ottimistiche. Verso le 19 riceverà la visita dei genitori. L'embolizzazione dell'aneurisma è riuscita alla perfezione dopo l'emorragia cerebrale.

    Ieri, all’ospedale Mazzini, s'è visto anche Luiso, attaccante del Teramo ma vecchio amico di Cherubini, mentre Francesco Totti non ha escluso una sorpresa: «Appena possibile gli ricorderò l'anno trascorso insieme a Trigoria e quella volta che, scherzando in romanesco, Mazzone disse: "A Cherubì, ricordate che sei alla Roma, con me stai a fa’ scuola guida...". Come a dire: ragazzi, filate dritto». Mazzone lo ricorda bene: «Un ragazzo taciturno, educato, attento. Arrivò da campione Europeo Under 21, fu bloccato solo perché avanti aveva giocatori più esperti». Ancelotti, salutandolo alla Reggiana, gli disse: «Sii sempre uomo: forte, tutto d'un pezzo, e i successi arriveranno». Ma non aveva fatto i conti con la sfortuna che compare, ad intermittenza, nella vita di Cherubini, il mediano che Pippo Marchioro, alla Reggiana, dirottò a fare il difensore esterno e che Cesare Maldini schierò (c’era Delli Carri squalificato) nella finale degli Europei Under 21 del '94: tutti 7 in pagella, bloccando Figo e Rui Costa, giocando in linea con Cannavaro, Colonnese e Panucci. Maldini: «Un fisico ottimo da fluidificante o da mediano che rompe e imposta».

    Altro stop a Vicenza. Infortunio al ginocchio e addio annata del salto. «So' romanista da quando avevo 2 anni — ripete spesso Gianluca — adoravo Falcao, entravo nell'Olimpico nascosto tra le gambe di mio zio... Sono di Villa Gordiani, Prenestina: lì ci sono, massimo, tre laziali, e non li conosco». La Reggiana gli diede la fascia da capitano: Varrella lo segnalò a Sacchi, Maifredi non capiva come mai giocasse solo in C1. A suon di gol nei playout (due rigori all'Alzano mentre tremavano le gambe a molti) salvò una squadra che divorò tre allenatori in un torneo. Lo ricordano generoso, sindacalista, a proclamare lo sciopero per gli stipendi con il contagocce di Dal Cin e fino ad aiutare economicamente i compagni nigeriani: il suo ingaggio era cospicuo, non aveva remore per dare una mano a Makinwa, Olorunleke, Ekong. <«Me li ridate, nun c'è problema...», diceva, per non mortificarli. «Io so' un leader...» canticchia, accentuando il romanesco, per caricare il Giulianova.

    A Chieti l'adorano anche per un gol al Pescara in un infuocato derby finito 1-1; a Sorso, in Sardegna, lo videro spuntare su un campetto per una gara di calcetto. «Ho preso l'aereo al volo, non potevo mancare», visto che si commemorava un tifoso della Torres, tragicamente scomparso. Ma Gianluca è così, un leader, pronto a risvegliarsi dopo essersi «addormentato».

  Cherubini si è risvegliato

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