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    DAHAB: 23 MORTI, TRE ITALIANI TRA FERITI. SOSPETTI SU AL QAIDA

    fonte: ansa.it


    IL CAIRO - Almeno due dei tre attentati di ieri sera a Dahab, che hanno provocato la morte di 23 persone e il ferimento di altre 62 (tra cui tre italiani) sono stati opera di kamikaze. Lo hanno reso noto fonti della sicurezza. ''Almeno due kamikaze sono implicati negli attentati'', ha detto un responsabile che ha preferito non rivelare la propria identita'.

    ''Nessun italiano manca all'appello per cui abbiamo fondata speranza che non vi siano altre notizie di coinvolgimento di italiani'' negli attentati di Dahab, nel Sinai. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri Pasquale Terracciano al TG1. Terracciano ha precisato che ''Manca ancora l'identificazione di due o forse tre corpi di cittadini stranieri''.

    La Farnesina, su indicazione del Ministro Fini, ha organizzato il rientro in Italia, entro questa sera, dei tre italiani risultati feriti negli attentati di Dahab. Il Sismi, che sta operando in stretto raccordo con la Farnesina, ha messo a disposizione, su richiesta dell'Unita' di crisi, un volo speciale per il rimpatrio dei feriti. Due dei tre italiani feriti negli attentati di ieri a Dahab, in Egitto, sono intanto stati trasferiti su espresse disposizioni del ministro Fini nell'ospedale della Forza di pace in Sinai, dove c'e' anche un medico italiano. Lo si e' appreso dalla Farnesina.

    Ottobre 2004, Taba; luglio 2005, Sharm el Sheikh; ieri sera Dahab. Il terrorismo, quando vuole colpire l'Egitto, lo fa agendo, con precisione chirurgica, contro la piu' fiorente industria del Paese, il turismo. Questa sera e' stata la volta di Dahab, una localita' sul Mar Rosso al confine con la Giordania. Il bilancio ancora provvisorio dell'attentato, secondo le cifre del ministero dell'interno egiziano, e' di 23 morti: tra loro vi sono tre stranieri. I feriti sono una sessantina e tra loro vi sono, secondo la Farnesina, tre italiani (due, stando all'ultimo comunicato ufficiale egiziano).

    Proprio sul coinvolgimento di turisti stranieri si sta accentrando in queste ore l'attenzione degli osservatori internazionali. Gli ultimi dati riferiscono che i morti sono tre. Tra loro si trova un bambino tedesco. Degli altri due non si conosce la nazionalita' ma in precedenza fonti della sicurezza avevano parlato di uno svizzero e un russo.

    I feriti sono una quarantina tra gli egiziani, probabilmente dipendenti delle strutture turistiche scelte come bersaglio, e poi turisti delle piu' varie nazionalita': oltre ad italiani ci sono francesi, americani, britannici, australiani, sudcoreani, ecc. Si era parlato inizialmente di possibili vittime anche tra gli israeliani, che malgrado gli inviti alla prudenza del loro governo, si diceva fossero numerosi nell'area dell'attentato. Invece ora si parla di un solo israeliano ferito.

    L'attentato di questa sera (su cui, secondo alcuni analisti, c'e' l' ombra di al Qaida) ha colpito tre diversi luoghi - un supermercato (il Ghazala) un ristorante (il Nelson) e una caffetteria (l'Aladin) - con bombe che, dicono le prime notizie che giungono da Dahab, sono state innescate con un radiocomando. Quindi, nessun attentatore suicida, nessuna macchina imbottita di esplosivo lanciata contro un bersaglio, anche se in tarda serata il governatore del Sinai meridionale Mohammaed Hani ha contraddetto la polizia ed ha parlato di kamikaze.

    Le bombe sono scoppiate, intorno alle 19,15 (ora locale), e hanno devastato i tre bersagli, luoghi, come hanno riferito dei testimoni, molto frequentati da turisti. Dahab, peraltro, proprio in questi giorni di primavera e' meta di migliaia di turisti: egiziani, che hanno approfittato del lungo fine settimana; stranieri, in vacanza anche in occasione della pasqua ortodossa e della festivita' di Sham al-Nassim.

    Da Israele, si ricorda che, nelle ultime settimane, era stato alzato il livello di allerta su possibili azioni terroristiche nel Sinai ''contro turisti in genere e israeliani in particolare'', come ha detto Dani Arditi, direttore del Lotar, l'ente israeliano che ha il compito di monitorare il terrorismo.

    Difficile, almeno alla luce dei pochi elementi che sono nelle mani degli investigatori, attribuire una matrice all'attentato. Il direttore del Lotar ha puntato il dito contro al Qaida, affermando che i sospetti di possibili attentati erano tutti indirizzati verso ''piccole organizzazioni legate ad al Qaida, in un modo o nell' altro''. Una ipotesi, su cui si innesta una possibilita' citata in queste ore da piu' di una fonte, e cioe' che che nel testo audio trasmesso ieri da al Jazira e attribuito a Osama bin Laden potesse essere celato un messaggio per elementi di al Qaida o comunque ad essa collegati.

    Quanto a piu' generici riferimenti all'estremismo di matrice islamica, e' politicamente rilevante la immediata condanna dell'attentato fatta da Hamas, ovvero dal governo palestinese. Comunque nessuna rivendicazione e' giunta finora, mentre resta da valutare quella che forse e' solo una coincidenza. L'attentato infatti e' avvenuto alla vigilia delle celebrazioni per il ritorno, nell'ambito degli accordi di Camp David, del Sinai all'Egitto, ritorno che ebbe come contraltare la pace con Israele.

    In serata le autorita' egiziane hanno fatto le primo contromosse: chiuse le frontiere con Israele, ''per impedire la fuga di eventuali sospetti'', stato d' allerta negli aeroporti di Sharm el Sheick, di Hurgaa, di Luxor e del Cairo.

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    hanno rotto :muhehe:
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  Dahab: 23 Morti, Tre Italiani Tra Feriti. Sospetti Su Al Qaida

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