1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4362129
    Questa la ricetta del sindaco di Roma per salvare lo sport nazionale: meno squadre in serie A e un minitorneo al termine della stagione regolare per attribuire lo scudetto


    MILANO , 1 maggio 2006 - Il mondo del pallone ha imboccato una strada che rischia di essere senza ritorno. Anno dopo anno, una lunga serie di irrisolti fattori di crisi hanno portato il nostro sport più popolare a mostrare il suo volto peggiore: antipatico, rissoso, violento, prepotente, lontano anni luce da quella miscela di divertimento e allegria che per decenni ha ipnotizzato generazioni e generazioni di ragazzi. Per l’importanza sociale che questo sport riveste nella vita del nostro Paese, per il valore che l’industria calcistica ha nel panorama nazionale, lo sforzo di provare a cambiare rotta non mi sembra a questo punto più eludibile.
    Esaminiamo qualche dato. Secondo statistiche molto attendibili, la serie Aterminerà la stagione con una perdita di oltre seicentomila spettatori, qualcuno si spinge anche oltre. E’ un calo impressionante la cui causa è senza dubbio provocata da diversi fattori — la violenza negli stadi, gli impianti scomodi e vecchi che vanno sicuramente rimodernati, le tante partite in diretta tv — ma che mi sembra abbia alla radice una generale caduta di credibilità, e quindi di popolarità, di tutto il sistema.
    Prendiamo in esame le ultime tre giornate di campionato, trenta partite complessivamente: quante contano davvero ancora qualcosa? Per quante di queste il risultato sarà decisivo per un obiettivo che non sia quello dei semplici tre punti? Forse nemmeno un terzo. Troppo poco, mi permetto di osservare, tenendo anche conto che, non fosse stato per il sorprendente calo finale della Juventus, lo scudetto sarebbe stato di fatto assegnato fin da gennaio.
    VITTORIE RIPETUTE Ancora. Dal 1991, se si eccettuano le due parentesi di Lazio prima e Roma poi, lo scudetto è sempre stato vinto o dal Milan o dalla Juve. Merito sportivo di due grandissime squadre che tutto il mondo ammira, non c’è dubbio, ma anche qui sarebbe forse necessaria una riflessione: ancor prima del fischio d’inizio, la stagione è già pesantemente influenzata dai milioni di euro per i diritti televisivi versati nella casse di ciascuna società.
    LA NECESSITÀ Tantissimi per le grandi squadre, molti meno per le altre. Non so se sia vero che tre indizi facciano una prova. Sono però sicuro che per restituire smalto a un movimento che ha perso buona parte del suo fascino e della sua magia, serva a questo punto un cambiamento coraggioso.Per esempio, l’introduzione dei playoff. Un minitorneo che a fine stagione assegna lo scudetto avrebbe una serie di indubbi vantaggi. Riportare incertezza al campionato, introdurre un elemento di grande spettacolarità nello spirito delle competizioni europee, costruire intorno alle partite decisive eventi che abbiano la massima visibilità — in Italia ma anche nel mondo — con conseguente, massiccio incremento degli introiti per il sistema nel suo complesso. Di fatto, e questo sarebbe a mio avviso il risultato più importante, si restituirebbe ai tifosi il piacere di tornare a seguire in massa un calcio meno scontato, e quindi più appassionante.
    TRE ELEMENTI L’idea da attuare in Italia dovrebbe partire secondo me da tre elementi imprescindibili: ridurre le squadre in serie A, garantire che le posizioni raggiunte durante la stagione regolare abbiano il congruo e giusto riconoscimento, organizzare il minitorneo finale non riproducendo esempi come quello della pallacanestro, impraticabili per ragioni di calendario, ma mettendo in piedi un evento che abbia una durata limitata.
    IL CAMBIAMENTO Le formule con cui articolare questa idea possono essere molteplici e non è certo mio compito analizzarle. Noto però con soddisfazione come nei giorni scorsi, intorno a questa proposta, si sia registrato un interessante dibattito tra molti addetti ai lavori. Il calcio è notoriamente un mondo in cui i cambiamenti non sono ben visti. Che ci sia la consapevolezza che qualcosa vada modificato mi sembra già un buon passo avanti. Al di là dell’ovvio rispetto che si deve all’opinione di ciascuno, ritengo però doveroso che chi ha la responsabilità di guidare il nostro calcio abbia la coscienza delle difficoltà del momento e metta in campo idee e azioni per superare al più presto un momento così difficile. L’importante è evitare l’immobilismo, e mi sembra che in questo senso la nostra Federazione, anche sulla scia della nostra candidatura ad ospitare gli Europei del 2012, si stia muovendo. Sarebbe bello se il nostro Paese riuscisse a essere all’avanguardia dettando una linea che ritengo, prima o poi, prenderà piede. Se anche l’anno prossimo Chelsea, Barcellona, Bayern Monaco e Lione uccideranno i loro campionati, a introdurre i playoff in Europa ci penserà probabilmente qualcun altro.
  2. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4362130
    C'è una cosa che in particolare non capisco. In tutti gli sport chi ha più mezzi economici è favorito, tipicamente. E in tutti gli sport ovviamente chi ha più visibilità (cioè chi vince o lotta di più per vincere) riceve più soldi. Perché il calcio deve essere la mosca bianca? Guardate il basket: in Eurolega praticamente si partecipa per capacità economiche o quasi, eppure non solo è una competizione straordinaria ma è estremamente aperta. E guardate la Champions League: negli ultimi anni sono andate in finale squadre come il Monaco, in semifinale squadre come il Villareal e vinto la coppa squadre come Liverpool e Porto. E la Champions è nel calcio la competizione del denaro per eccellenza.
  3.     Mi trovi su: Homepage #4362132
    Originally posted by ScudettoWeb
    C'è una cosa che in particolare non capisco. In tutti gli sport chi ha più mezzi economici è favorito, tipicamente.


    CHE sia tipico di quasi ogni attivita` umana senza dubbio:
    Chi ha piu` mezzi economici e` favorito.

    Ed e` un tipico esempio di palese ingiustizia...ancor piu` ingiusta se si tira in ballo la parolina "Sport".

    Una fantasta iniziale, con virtual euro. Un budget uguale per tutti, perfino penalita` per chi andasse, virtualmente, in passivo.

    Fantasport...ma solo perche` quasi tutto va alla rovescia....tipicamente.
  4. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4362133
    Originally posted by SUPERPADREPIO
    CHE sia tipico di quasi ogni attivita` umana senza dubbio:
    Chi ha piu` mezzi economici e` favorito.

    Ed e` un tipico esempio di palese ingiustizia...ancor piu` ingiusta se si tira in ballo la parolina "Sport".

    Una fantasta iniziale, con virtual euro. Un budget uguale per tutti, perfino penalita` per chi andasse, virtualmente, in passivo.

    Fantasport...ma solo perche` quasi tutto va alla rovescia....tipicamente.


    Diciamo che non pensavo di scatenare una discussione filosofica sull'influenza del denaro nella nostra società. :) Il punto è che con la società che abbiamo, queste sono le regole. E visto che sempre in questa società viviamo, le modifichette di qualche soldo in più qua e là cambierebbero poco, perché ci sarebbe gli sponsor, ecc.
  5. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4362134
    Originally posted by lucafiQo
    [B]Questa la ricetta del sindaco di Roma per salvare lo sport nazionale: meno squadre in serie A e un minitorneo al termine della stagione regolare per attribuire lo scudetto


    MILANO , 1 maggio 2006 - Il mondo del pallone ha imboccato una strada che rischia di essere senza ritorno. Anno dopo anno, una lunga serie di irrisolti fattori di crisi hanno portato il nostro sport più popolare a mostrare il suo volto peggiore: antipatico, rissoso, violento, prepotente, lontano anni luce da quella miscela di divertimento e allegria che per decenni ha ipnotizzato generazioni e generazioni di ragazzi. Per l’importanza sociale che questo sport riveste nella vita del nostro Paese, per il valore che l’industria calcistica ha nel panorama nazionale, lo sforzo di provare a cambiare rotta non mi sembra a questo punto più eludibile.
    Esaminiamo qualche dato. Secondo statistiche molto attendibili, la serie Aterminerà la stagione con una perdita di oltre seicentomila spettatori, qualcuno si spinge anche oltre. E’ un calo impressionante la cui causa è senza dubbio provocata da diversi fattori — la violenza negli stadi, gli impianti scomodi e vecchi che vanno sicuramente rimodernati, le tante partite in diretta tv — ma che mi sembra abbia alla radice una generale caduta di credibilità, e quindi di popolarità, di tutto il sistema.
    Prendiamo in esame le ultime tre giornate di campionato, trenta partite complessivamente: quante contano davvero ancora qualcosa? Per quante di queste il risultato sarà decisivo per un obiettivo che non sia quello dei semplici tre punti? Forse nemmeno un terzo. Troppo poco, mi permetto di osservare, tenendo anche conto che, non fosse stato per il sorprendente calo finale della Juventus, lo scudetto sarebbe stato di fatto assegnato fin da gennaio.
    VITTORIE RIPETUTE Ancora. Dal 1991, se si eccettuano le due parentesi di Lazio prima e Roma poi, lo scudetto è sempre stato vinto o dal Milan o dalla Juve. Merito sportivo di due grandissime squadre che tutto il mondo ammira, non c’è dubbio, ma anche qui sarebbe forse necessaria una riflessione: ancor prima del fischio d’inizio, la stagione è già pesantemente influenzata dai milioni di euro per i diritti televisivi versati nella casse di ciascuna società.
    LA NECESSITÀ Tantissimi per le grandi squadre, molti meno per le altre. Non so se sia vero che tre indizi facciano una prova. Sono però sicuro che per restituire smalto a un movimento che ha perso buona parte del suo fascino e della sua magia, serva a questo punto un cambiamento coraggioso.Per esempio, l’introduzione dei playoff. Un minitorneo che a fine stagione assegna lo scudetto avrebbe una serie di indubbi vantaggi. Riportare incertezza al campionato, introdurre un elemento di grande spettacolarità nello spirito delle competizioni europee, costruire intorno alle partite decisive eventi che abbiano la massima visibilità — in Italia ma anche nel mondo — con conseguente, massiccio incremento degli introiti per il sistema nel suo complesso. Di fatto, e questo sarebbe a mio avviso il risultato più importante, si restituirebbe ai tifosi il piacere di tornare a seguire in massa un calcio meno scontato, e quindi più appassionante.
    TRE ELEMENTI L’idea da attuare in Italia dovrebbe partire secondo me da tre elementi imprescindibili: ridurre le squadre in serie A, garantire che le posizioni raggiunte durante la stagione regolare abbiano il congruo e giusto riconoscimento, organizzare il minitorneo finale non riproducendo esempi come quello della pallacanestro, impraticabili per ragioni di calendario, ma mettendo in piedi un evento che abbia una durata limitata.
    IL CAMBIAMENTO Le formule con cui articolare questa idea possono essere molteplici e non è certo mio compito analizzarle. Noto però con soddisfazione come nei giorni scorsi, intorno a questa proposta, si sia registrato un interessante dibattito tra molti addetti ai lavori. Il calcio è notoriamente un mondo in cui i cambiamenti non sono ben visti. Che ci sia la consapevolezza che qualcosa vada modificato mi sembra già un buon passo avanti. Al di là dell’ovvio rispetto che si deve all’opinione di ciascuno, ritengo però doveroso che chi ha la responsabilità di guidare il nostro calcio abbia la coscienza delle difficoltà del momento e metta in campo idee e azioni per superare al più presto un momento così difficile. L’importante è evitare l’immobilismo, e mi sembra che in questo senso la nostra Federazione, anche sulla scia della nostra candidatura ad ospitare gli Europei del 2012, si stia muovendo. Sarebbe bello se il nostro Paese riuscisse a essere all’avanguardia dettando una linea che ritengo, prima o poi, prenderà piede. Se anche l’anno prossimo Chelsea, Barcellona, Bayern Monaco e Lione uccideranno i loro campionati, a introdurre i playoff in Europa ci penserà probabilmente qualcun altro. [/B]


    Certo riduciamo la serie A : 18 squadre, ma senza le STRISCIATE !
    Firma troppo lunga e con offese.
  6. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4362135
    Ricordo che Roma e LAzio han vinto solo GRAZIE ad un interventoi DIVINO : nell' anno del GIUBILEO; DIO e' intervenuto massicciamente ed ha fatto vincere ROMA in tutti gli sport di squadra ...

    Altrimenti sarebbe stato ancora un anno di vittorie per JUVE e MILAN, con l' Inter VINCENTE dello scudetto d'estate ... Come al solito !

    :asd:
    Firma troppo lunga e con offese.
  7. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4362136
    Originally posted by ScudettoWeb
    Diciamo che non pensavo di scatenare una discussione filosofica sull'influenza del denaro nella nostra società. :) Il punto è che con la società che abbiamo, queste sono le regole. E visto che sempre in questa società viviamo, le modifichette di qualche soldo in più qua e là cambierebbero poco, perché ci sarebbe gli sponsor, ecc.


    Invece di dare 100 milioni alla juve e 1 al Lecce, da 30 e 20 come succede a Barcellona e Villareal in Spagna e le cose cominceranno a tornare NORMALI ...

    L' anomalia sono quei 10-12 milioni di FALSI TIFOSI chje in ITALIA legittimano SKY-FO a dare 100 alla JUVE e 1 alle piccole !
    VERGOGNA : quelli non sono MEZZI PROPRI !

    E' chiaro che la partita JUVE-LECCE non puo' valero 5 milioni e la partita LECCE-JUVE solo 50 MILA EURO : c'e' qualcosa che NON FUNZIONA nelle menti distorte di SKY ...!
    Firma troppo lunga e con offese.
  8.     Mi trovi su: Homepage #4362137
    Originally posted by maxubs
    Ricordo che Roma e LAzio han vinto solo GRAZIE ad un interventoi DIVINO : nell' anno del GIUBILEO; DIO e' intervenuto massicciamente ed ha fatto vincere ROMA in tutti gli sport di squadra ...

    Altrimenti sarebbe stato ancora un anno di vittorie per JUVE e MILAN, con l' Inter VINCENTE dello scudetto d'estate ... Come al solito !

    :asd:


    piu che divino .e' stato l'unico anno che almeno per la roma,sono stati comprati giocatori fortissimi
  9.     Mi trovi su: Homepage #4362139
    Originally posted by ScudettoWeb
    Diciamo che non pensavo di scatenare una discussione filosofica sull'influenza del denaro nella nostra società. :) Il punto è che con la società che abbiamo, queste sono le regole. E visto che sempre in questa società viviamo, le modifichette di qualche soldo in più qua e là cambierebbero poco, perché ci sarebbe gli sponsor, ecc.


    Ohi, sei tu CHE hai dato il la...

    Le recole sono fatte per essere modificate...le modifichette, una alla volta, dovranno per forza portare alla modificona...tanto per spostare la discussione su un piano filoerotico.;)
  10.     Mi trovi su: Homepage #4362141
    Originally posted by digital_boy84
    i playoff sono incompatibili con il calcio, al di là degli interessi economici, è una questione fisica...


    E il rugby...?

    Dai, basta allenarli un po` meno e non distruggerli a sforzi di palestre e aminoacidi...e ti arrivano in forma ai playoff e ai playout, i pedatori nostrani.
    E se non ce la fanno per questione fisica...beh...si diano alla playstation.

    Claro che il campionato dovrebbe tornare a 16...Con 4 retrocessioni.

    Giuve e Bilan radiate. Per la questione morale, e anche fisica.
    :asd:
  11.     Mi trovi su: Homepage #4362143
    Originally posted by massituo
    rassegnati...non vincereste comunque:asd:


    Tu non ti puoi permettere:cool: Pensa a Lecce e pentiti.


    Io avevo scritto, prima di supercensurarmi...

    "Giuve e Bilan radiate. Per la questione morale. E anche fisica...Sara` la volta che vincera` il Torino:cry: :cry: :cry: "

  Veltroni: playoff per il calcio

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