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    Figc apre inchiesta su intercettazioni

    L'inchiesta sulle intercettazioni telefoniche avviata dalla Procura di Torino è diventata ora competenza di quella romana. Nel dossier, che consta di oltre cento pagine già depositate in Figc, si parla di dialoghi imbarazzanti sul mondo arbitrale. Nessuna combine, ma frasi molto compromettenti. I dirigenti coinvolti sono di primo piano: Moggi, Pairetto e Mazzini. Ma sarebbero coinvolti anche giornalisti e politici.

    Prima erano solo "supposizioni" che balenavano nella testa di milioni di italiani. Perché i dirigenti di grosse squadre residenti a Torino non è che poi siano numerosissimi...Ma ora, quel "lecito sospetto" è una certezza. Nell'indagine sulle intercettazioni telefoniche riguardanti il mondo arbitrale, avviata dalla Procura di Torino e passata ora di competenza di quella di Roma, ci sono nomi ben precisi: Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto e Innocenzo Mazzini, vicepresidente della Figc.
    E proprio l'Ufficio indagini della Federazione ha avviato un'inchiesta. Il dossier redatto dalla procura di Torino e dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, partito da alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito del processo per frode sportiva alla Juventus, è finito infatti sulle scrivanie della Figc poco prima di Pasqua. Moggi, Giraudo e Pairetto hanno avuto i telefonini intercettati per una gravissima ipotesi d'accusa: associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.

    In realtà l'indagine dai risvolti penali è già stata archiviata nel settembre 2005 per la mancanza di elementi su cui indagare, ma ora è stata avviata quella sportiva. A ragion del vero nessuno ipotizza qualche combine ma sono sotto esame alcune frasi compromettenti che farebbero ipotizzare l'esistenza di una lobby di potere che ruoterebbe attorno i dirigenti della Juventus, alcuni dirigenti federali e arbitrali (visto che Pairetto all'epoca era designatore arbitrale), procuratori legati alla Gea, ma anche giornalisti e addirittura qualche politico, forse qualche ministro. Archiviati gli aspetti penali, la stessa Figc ha spiegato in una nota ufficiale il perchè sia partita l'indagine sportiva: "Alcuni elementi riscontrati nella documentazione potrebbero avere attinenza con alcuni fatti oggetto di altri procedimenti", tradotto: doping amministrativo, Gea e Gaucci.
    Secondo i dialoghi trascritti dalla polizia giudiziaria, Moggi, Pairetto e Mazzini avrebbero parlato fra di loro di arbitri, di dirigenti, violando l'articolo 1 relativo alla lealtà sportiva. Il rischio è quello del deferimento, anche se la prima testa è già caduta: la Figc ha infatti deciso di sostituire Pairetto nella commissione arbitrale Uefa con Pierluigi Collina.
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    Il portiere della Lazio, cosa si dicono?

    ROMA, 3 MAG - 'Questa vicenda non e' bella'. Cosi' Peruzzi, sul caso delle intercettazioni telefoniche tra dirigenti federali e di club e vertici arbitrali. 'Non mi scandalizzo - spiega il portiere della Lazio - che un tesserato parli con un dirigente arbitrale. La questione e': cosa si sono detti?'. No comment del vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini, una delle tre persone le cui conversazioni sono state ascoltate dagli inquirenti: 'ho fiducia nella giustizia, ordinaria e sportiva', spiega.

  Inchiesta arbitri, tremano Moggi e Pairetto

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