1. Scudetto-Mod  
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    Con la preziosa collaborazione di Pezzotto e di chiunque voglia contribuire....
    Apro un 3d (invece di aprirne uno per ogni tappa) sull' 89Giro D'Italia. :cool:
    (intanto vediamo come va e come viene accolta questa iniziativa dal forum, poi valuteremo se continuare o chiuderlo)

    Così nel 2005:
    Maglia Rosa (Classifica Generale) Savoldelli
    Maglia Ciclamino (Classifica a punti) Bettini
    Maglia Verde (Classifica Scalatori) Rujano
    Maglia Azzurra (Classifica Intergiro) Zanini


    Cominciamo con le formalità:

    Liegi, idonei i 198 corridori
    Prelievi di sangue per i partecipanti alla corsa rosa: esito negativo per tutti. Simoni visita il museo di Marcinelle, alle 17 presentazione delle 22 squadre
    Seraing, teatro della prima tappa. Bettini
    Seraing, teatro della prima tappa. Bettini

    LIEGI (Belgio), 4 maggio 2006 - Gilberto Simoni, vincitore del Giro d'Italia nel 2003, con i compagni di squadra della Saunier Prodir in mattinata è andato a visitare il museo della tragedia mineraria dell’8 agosto 1956 a Marcinelle, in cui perirono 136 italiani. Ma prima, come tutti i 198 girini, si è sottoposto ai controlli medici previsti dal protocollo dell’Uci sui parametri ematologici e ormonali.
    I campioni di sangue prelevati sono stati verificati in un laboratorio che l’Unione ciclistica internazionale ha preparato in un hotel del centro cittadino e gli esiti sono stati già resi noti e hanno dato esito negativo: i 198 partecipanti sono idonei a prendere il via della corsa. Lo scorso anno, a Reggio Calabria, proprio a seguito di questi esami il portoghese Nuno Ribeiro (della Liberty Seguros) non venne ammesso alla gara.
    Alle 17 intanto, in Place Saint Lambert, ci sarà la presentazione delle 22 formazioni partecipanti a questa 89esima edizione del Giro d’Italia, che inizia sabato e si concluderà a Milano il 28 maggio. Sono le venti squadre aventi diritto in quanto appartenenti al ProTour, più Selle Italia e Panaria invitate dagli organizzatori.

    Prima tappa: Seraing-Seraing (cronoprologo individuale)

    Alle 14.34 scatta il Giro
    Seraing tiene a battesimo il Giro con una crono dura. Solo 6,2 km, ma impegnativi. Un tratto in pianura e una salita con un tratto al 10 per cento. Il rischio è la pioggia
    L'89° Giro al via con la crono da Seraing. Reuters
    L'89° Giro al via con la crono da Seraing. Reuters
    LIEGI (Belgio), 6 maggio 2006 - L’89ª edizione del Giro d’Italia si apre con una tappa di 6.2 km. Una crono dura, impegnativa. Si parte dalla piazza del comune di Seraing e si imbocca un rettilineo di 1.500 metri. E’ l’unico tratto di pianura, poi la strada comincia a salire. La prima rampa è la più impegnativa, con un tratto al 10 per cento. I più potenti useranno un 53x19-21 mentre nel restante tratto il rapporto potrebbe essere un 53x17. Dopo 3.950 metri dal via, quindi 2.450 metri di salita e 97 metri di dislivello la salita finisce.
    Lì c’è il primo Gpm, 3ª categoria, di questo Giro. La discesa è lunga 1.750 m. Il primo tratto con carreggiata larga, poi più stretta e più ripida. La velocità sarà oltre gli 80 orari. Ai 500 metri una svolta di 90° a sinistra e il viale d’arrivo in leggera discesa. Un ruolo molto importante potrebbero averlo le condizioni atmosferiche. Gli esperti dicono che nel pomeriggio, soprattutto nelle prime ore, su questa salita, il vento è contrario.
    E in effetti oggi è stato così. Il problema è che le previsioni atmosferiche indicano anche un possibile rischio di pioggia, specie nel tardo pomeriggio. Il primo a prendere il via alle 14.34 sarà il ceco Frantisek Rabon. Tra i grandi, Ullrich scatterà alle 16.24, Julich alle 16.43, Gonchar alle 17.08, Rogers alle 17.30, Bettini alle 17.31, Rebellin alle 17.33, Rujano alle 17.34, McGee alle 17.36, Di Luca alle 17.39, Simoni alle 17.44, Ivan Gutierrez alle 17.45, Cunego alle 17.46, Petacchi alle 17.47, Basso alle 17.49. L’ultimo, alle 17.51, sarà Paolo Savoldelli.

    :cool:
  2. Scudetto-Mod  
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    È la terza volta che il Giro torna sulle strade di Merckx: la prima 33 anni con il campione di casa in rosa. Nel 1973 aprì una cronocoppie, oggi il via dell'89ª edizione con una crono individuale

    LIEGI (Belgio), 5 maggio 2006 - E’ l’ottava volta che il Giro d’Italia parte dall’estero, la prima nel 1965 a San Marino, la terza volta che torna in Belgio. La prima fu 33 anni fa, nel 1973, quando scattò con una cronocoppie da Verviers. Eddy Merckx, il campione di casa scortato dal connazionale Roger Swers, partì con il dorsale n° 1 e la maglia rosa. Non la tolse più fino a Milano e vinse il quarto dei suoi cinque Giri. La seconda volta che la corsa rosa passò dal Belgio fu nel 2002. Ad Ans vinse Casagrande. Oggi l’89ª edizione della corsa rosa parte da Seraing, con una cronoprologo individuale di 6,2 km. Domenica sarà la volta della 2ª tappa Mons-Charleroi Marcinelle, poi Perwez-Namur e Wanze-Hotton da dove martedì sera la carovana ripartirà per l’Italia.
    Per festeggiare al meglio l’avvenimento in Vallonia è stato preparato un menù Special Giro e addirittura un gelato ad hoc, la coppa Stelvio. Per la prima tappa sì è attivato il maestro vetraio di Liegi, Louis Leloup, che ha preparato una ruota in cristallo per il vincitore. Questa sera a Mons, nella Grand-Place, il Giro sarà simbolicamente aperto da un concerto di Umberto Tozzi, uno dei miti degli italiani all’estero, con la sua indimenticata Gloria.
  3. Scudetto-Mod  
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    Savoldelli, Basso, Cunego, Simoni e Di Luca sono i favoriti della corsa che sabato prenderà il via da Liegi. Da tenere d'occhio anche Bettini e Rebellin, oltre alle volate Petacchi-McEwen
    Damiano Cunego, tra i favoriti del Giro.

    LIEGI (Belgio), 6 maggio 2006 - Liegi e la Vallonia sono pronti per la festa del Giro d’Italia, edizione numero 89, che sabato prenderà il via da Seraing con una difficile cronometro di 6,2 km. Un Giro che si preannuncia durissimo e ricco di grandi sfide, quindi affascinante. La maglia rosa finale, che verrà assegnata domenica 28 a Milano, dovrebbe uscire da una lotta tra cinque italiani: Paolo Savoldelli, vincitore nel 2002 e lo scorso anno; Gilberto Simoni, anche lui con due vittorie, nel 2001 e nel 2003; Damiano Cunego, che sembra tornato quello del 2004 quando a sorpresa vinse il Giro e diventò numero 1 al mondo; Ivan Basso, indicato dai più come uomo da battere, e Danilo Di Luca, che ha incentrato tutta la stagione sul sogno rosa. Il venezuelano Josè Rujano, che l’anno scorso in salita entusiasmò tanto che qualcuno arrivò a paragonarlo a Pantani, può essere la grande sorpresa, ma su di lui c’è l’incognita di undici mesi d’inattività abbastanza misteriosa.
    In più ci sono uomini come Paolo Bettini e Davide Rebellin che non hanno aspirazioni di classifica, ma con i loro lampi di classe possono infiammare soprattutto la prima parte della corsa. Da seguire anche la sfida ad alta velocità tra Alessandro Petacchi, re indiscusso delle volate negli ultimi tre anni, e l’australiano Robbie McEwen. Infine i grandi passisti, i cronoman, gli uomini delle sfide contro il tempo: Michael Rogers, tre volte iridato della specialità negli ultimi tre anni; Sergej Gonchar, capitano della T-Mobile che schiera al via anche Jan Ullrich (dal grande passato, ma dal presente incerto viste le attuali condizioni di forma; al Romandia, settimana scorsa, solo 5 sconosciuti hanno fatto peggio di lui); Bobby Julich, compagno di Basso alla Csc, e Ivan Gutierrez, spagnolo della Caisse d’Epargne. Insomma, ogni giorno si prospetta di battaglia e divertimento. Mercoledì, intanto, i 198 girini sono arrivati a Liegi, ma a lavorare maggiormente sono stati i meccanici impegnati nella messa a punto delle biciclette. Giovedì alle 17 la presentazione delle 22 squadre.
  4. Scudetto-Mod  
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    Savoldelli: "Non temo nessuno", Basso: "La pressione mi aiuta", Cunego: "Bisognerà inventare qualcosa", Simoni: "Comincio a sentire la corsa". Per la prima volta il Giro trasmesso in Cina

    Una sgambata e il massaggio, più per sciogliere la tensione che i muscoli. Magari una ripassata ai peli. La vigilia dell’89ª edizione del Giro d’Italia è scorsa via tranquilla. Per gli uomini forti del 2005, Savoldelli, Simoni e Rujano, che ieri hanno sfilato nello stesso ordine davanti ai microfoni. Poi Cunego e Basso, forse i più attesi di quest’anno, la cui rivalità sta crescendo. Non si sono neppure incrociati.

    BASSO. «Non mi sento il più forte, ma uno dei più forti — ha confessato Basso —. C’è troppo superficialità nel dare per scontato che per me sia tutto facile anche se negli ultimi tre anni ho avuto una crescita costante e ora credo nella mia forza e la pressione mi fa rendere meglio».

    CUNEGO. Affronterà la corsa da capitano unico, cioè senza più condividere i gradi con Simoni. «Meglio così, mi piace la responsabilità — ha dichiarato il re del Giro 2004 —. Simoni dice che non avrò più alibi? Nemmeno lui. Ognuno giocherà le sue carte. Comunque il favorito numero 1 è Basso perché è il migliore a cronometro e staccarlo in montagna non è semplice. Bisognerà inventare qualcosa».

    SAVOLDELLI. «Il virus intestinale che mi ha bloccato al Romandia è passato — ha detto Savoldelli —. Sto bene, sono più magro dello scorso anno e non c’è nessun avversario che mi fa paura».

    SIMONI. «Comincio a sentire la corsa — ha spiegato Simoni —. Una specie di magone. Ma è giusto così. Mi dà la carica».
    Jan Ullrich, la grande incognita, ha preferito rimanere nel suo albergo. «Basso è il favorito numero 1. Poi vengono Simoni, Cunego e Di Luca. Certo che il Giro lo vincerà un italiano». La chiusura è di Angelo Zomegnan, direttore generale della corsa rosa: «Per la prima volta il Giro verrà visto anche in Cina, dove ci sono 1 miliardo e 350 milioni di potenziali spettatori. Cctv trasmetterà gli highlights della corsa. In più, il Giro torna a essere trasmesso in chiaro in tutta la Spagna. L’unico rimpianto è legato alle assenze di Boonen, Valverde e Vinokourov. Tutti gli altri grandi sono qua».
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    Bettini: "Sarò in rosa in Italia"

    Il toscano: "Voglio ripartire dal Belgio in testa alla classifica". Di Luca: "Punto tutto sul Giro, è la scelta giusta". Petacchi: "La tappa di Namur troppo dura per me".

    LIEGI (Belgio), 4 maggio 2006 - Giornata di conferenze stampa al Palazzo dei Principi Vescovi, a Liegi, a due giorni dalla partenza del Giro d'Italia.
    Ad aprire le danze i velocisti: Alessandro Petacchi e l’australiano Robbie McEwen. "In mattinata - spiega AleJet - ho provato la tappa di Namur (la terza; n.d.r.). Troppo duro, non è un arrivo per me. Per arrivare alla cittadella fortificata ci sono tornanti, strettoie, pavè. E' perfetto per Bettini. Io in maglia rosa alla seconda tappa? E' dura, perché sarà molto difficile perdere meno di 20" dagli specialisti nella prima cronometro". L’australiano Robbie McEwen vede invece sei arrivi allo sprint: "Seconda, quarta, sesta, nona, 15esima e 21esima tappa sono per i velocisti. Io punto alle prime quattro, non guardo oltre. Petacchi l’ho visto fortissimo in Sassonia e a Francoforte. Ma non è una novità e non ho paura".
    Dopo loro due è stata la volta di Danilo Di Luca, che ha incentrato tutta la stagione sul Giro. "A convicermi ulteriormente che fosse la scelta giusta è stato il percorso, che prevede 5 o 6 'colli delle finestre'. La gente non mi ricorda per le classiche che ho vinto, ma per quello che ho fatto l’anno scorso in quella tappa di montagna. Basso e Simoni sono un gradino sopra tutti. Poi veniamo io, Savoldelli e Cunego. Rujano? Potrà vincere qualche tappa, non credo il Giro". Per ultimo, ma solo in ordine cronologico, si è presentato l'olimpionico Paolo Bettini. "Il mio obiettivo - ha detto - è vincere a Namur e arrivare in Italia indossando la maglia rosa. Nella prima frazione di Seraing, anche grazie alla salitella a metà dei 6 km della crono, penso di non perdere più di 10 secondi".

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    Giro, Cunego in avanscoperta

    Accompagnato da Tiralongo, Bruseghin e Possoni ha "scoperto" Plan de Corones, l'inedita salita della corsa rosa, con punte di pendenza del 26%. "Impressionante"

    BOLZANO, 28 aprile 2006 — Una giornata alla scoperta della strada che non c’è. E che per questo fa ancora più paura. Damiano Cunego, accompagnato da Paolo Tiralongo, Marzio Bruseghin e Morris Possoni, vuole vedere la 17ª tappa, Termeno-Plan de Corones, mercoledì 24 maggio: 133 km, senza più la salita di Pianfei nella prima parte. Ma quelli che più incutono timore sono i 5,3 chilometri finali, sullo sterrato.
  6. Scudetto-Mod  
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  7. Scudetto-Mod  
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    Schede dei principali protagonisti:

    Petacchi obiettivo battere McEwen
    Quando è stato svelato il percorso del Giro numero 89 non ha esultato Alessandro Petacchi.

    Sulla carta solo sei frazioni ben si prestano ad un arrivo in volata, di cui quattro concentrate nei primi dieci giorni. Un’amarezza che in un primo tempo ha fatto temere addirittura la rinuncia e che si può spiegare con una semplice considerazione: risulta assai poco stimolante pensare di accingersi a tre settimane di fatica sapendo che nel migliore dei casi il proprio record di vittorie non può nemmeno venire avvicinato.

    Il riferimento è ovviamente al magico Giro del 2004, durante il quale Ale-Jet s'impose su nove traguardi, un bottino da far impallidire il miglior Cipollini. Quindi l'anno scorso quattro luci e tre ombre, tre come le vittorie di McEwen che fino ai tapponi di montagne ha saputo rubargli la scena.

    Un po' di sfortuna nella prima parte, ma anche qualche bruciante sconfitta: le stesse incertezze 12 mesi più tardi e il bottino potrebbe non essere altrettanto soddisfacente viste le poche cartucce a disposizione dei velocisti. Senza contare gli strascichi della delusione mondiale e un 2006 non ha avuto in serbo lo stesso picco della scorsa stagione, la vittoria nella Classicissima.

    Restano comunque tante, 13 le vittorie centrate nei primi tre mesi di quest'anno, a conferma di una parabola non ancora in fase discendente: i sincronismi con il nuovo Team Milram si stanno affinando, anche se peserà e non poco l'assenza del fido apripista Marco Velo, che durante il Giro di Sassonia si è fratturato la clavicola. Per tutti questi motivi non si prospetta un Giro facile per Petacchi: l'obiettivo, surclassare McEwen e tutti gli eventuali concorrenti per poi buttarsi sul Tour de France dal quale manca da due stagioni.
    Tutte le notizie

    McEwen il canguro di Brakel
    Lo hanno chiamato il cagnaccio, si pensa per l’espressione che ha quando sprinta. In Belgio invece è “Il canguro di Brakel”, la sua città d’adozione.

    Robbie McEwen è il velocista che forse ha più impensierito le nostre stelle delle volate, Mario Cipollini prima e Alessandro Petacchi poi. Habitué al giro, senza treni, senza apripista. Insomma diverso. Australiano dalla statura più da scalatore che da uomo da quasi 70 orari, è un autentico predatore di tappe.

    Ingegno, astuzia e perché no anche abile nel pedalare al limite tanto da far scocciare i vinti. Scie e traiettorie contestate dai colleghi, talvolta rischiose, talvolta sanzionate, talvolta vincenti.

    Mc Ewen vive come si è potuto intuire a Brakel in Belgo, in quello fiammingo, e che è australiano ce lo ricordiamo quando indossa la maglia di campione nazionale. Ha iniziato con la Bmx quando era ancora nel Down Under. Le acrobazie se le ricorda ancora e ogni tanto non si fa problemi a rimanere su una ruota sola.

    Lo scorso anno al giro si è presentato come di consueto. Una dozzina o poco più di tappe e poi, una volta arrivate le salite, tanti saluti e arrivederci al Tour. Fatto sta che di tappe ne ha vinte tre e ha pure indossato una maglia rosa che Petacchi avrebbe voluto e che si è limitato a osservare indosso a McEwen. In totale sono otto i successi ottenuti sulle strade d'Italia, un ottimo allenamento visto le due maglie verdi vinte successivamente al Tour de France.

    A Zolder, nel giorno tricolore di Cipollini e dei suoi cavalieri non è riuscito però a tirare un colpo gobbo al lucchese. Secondo nella corsa iridata. Quest'anno, il suo appetito di sprinter italiani è già stato stimolato al Romancia. Tre dietro di lui. Chissà se si è trattato di un antipasto o se il canguro McEwen si è saziato?

    Di Luca vuole ripartire
    Ritornare a sentirsi un vincente dopo un periodo oscuro e scoprire poche settimane più tardi che non è quella la propria strada: c’è n’è un’altra, parallela, mai percorsa prima.

    E" quanto è successo tra aprile e maggio dello scorso anno a Danilo Di Luca, rinato in casa Liquigas dopo un periodo difficile sulle strade delle Ardenne: nel giro di quattro giorni Amstel Gold Race e Freccia Vallone, due classiche che da sole valgono ben più di una stagione. Ma la rinascita deve passare per il Giro, che Di Luca affronta con due obiettivi: conquistare almeno una tappa, possibilmente quella di casa, e indossare la maglia rosa.

    Mezza missione compiuta già a Giffoni Valle Piana, sul cui traguardo coglie il primo squillo, quindi due frazioni più tardi, a L'Aquila, nel suo Abruzzo, tappa e maglia sfilata a Bettini. Il livornese, grazie agli abbuoni dell'Intergiro, si riprende subito il rosa, ma a Pistoia Di Luca, di nuovo leader, comincia a capire qualcosa che a Zoldo Alto risulterà più chiaro: è possibile fare classifica.

    Dalle Dolomiti in poi fioccano le conferme: solo un lieve cedimento a Limone Piemonte, a cronometro si difende meglio del previsto, sul Colle delle Finestre è lui a scandire il passo davanti e Simoni e Rujano. Alla fine manca il podio, tuttavia il quarto posto reca con sé la consapevolezza di poterci provare davvero.

    L'unica via percorribile, una preparazione mirata che sacrifichi le grandi classiche di aprile. Niente Amstel, Freccia e Liegi da coprotagonista con un sesto e un nono posto. Perché ciò che conta quest'anno è il Giro: il percorso, più duro dello scorso anno, rende l'impresa ancora più ardua, ma non si può rimandare. Più pericoloso di un eventuale fallimento è il rimpianto per non aver fatto tutto il possibile in quello che l'istinto indica come l'anno buono. Di Luca lo sa e a 30 anni non vuole lasciare nulla d'intentato.

    Cunego, come nel 2004
    La sfortuna sembra passata, la condizione invece ricorda tanto quella vista due anni fa. E si parte dal 2004, annata magica, per Damiano Cunego. La promessa del pedale si è plasmata sul mondo dei pro in quella stagione.

    Vestiva la maglia Saeco, anche se il ricordo cromatico non è il rosso della sua formazione bensì il rosa di un Giro vinto da “matusa”. Undici giorni con la maglia del primato e la festa finale a Milano.

    Quattro tappe vinte, la prima quasi a sorpresa a Pontremoli, nella Lunigiana. Dopodiché il momento di prestare servizio a Simoni, allora suo capitano. Il rosa e il dominio Saeco è tutto verso il trentino ma qualcosa in squadra è cambiato. Scalpita il biondino di Cerro Veronese. Pedale meglio del leader e a Montevergine, sulla salita irpina, mostra per la seconda volta come si trova a suo agio con le braccia alzate e lo fa con una maglia da galeotto, bianca e nera. Cunego evade e fugge dal suo ruolo di gregario e manda su tutte le furie capitan Simoni in occasione della terza vittoria del Piccolo Principe.

    Le Dolomiti, l'arrivo a Falzes, mettono il turbo alle gambe di Damiano. Sta diventando sempre più di più il suo giro. Un giro a ritmo del rock psichedelico dei Doors, il suo gruppo preferito. Simoni diventa verde di rabbia e issa la bandiera bianca della resa, sia in ottica vittoria, sia in ottica caratteriale sulle rampe di Bormio 2000.

    Quarta tappa per Cunego che chiude in bellezza il suo primo Giro. Vincitore, un dominio e un nome nuovo per le corse a tappe e non solo. Non solo perché in quel 2004 magico la conclusione, la classica ciliegina arriva dal lago di Como. Vince il Lombardia, la sua prima e sinora unica grande classica. Termina la stagione al primo posto del ranking Uci. E ha da poco compiuto 23 anni.

    Il 2005 è da dimenticare dal punto di vista sportivo, da ricordare dal punto di vista affettivo. Diventa papà ma la mononucleosi gli fa sfumare riconferma rosa. Crolla a Zoldo Alto e dopo un buon avvio. La sua stagione si chiude su quelle Dolomiti che l'anno prima l'avevano lanciato.

    L'anno nuovo si apre con un Simoni che lascia la Lampre Fondital per la Spagna. Cunego è il capitano unico. Primavera da incorniciare. Sei vittorie il suo biglietto da visita e il sorriso ritorna sul viso del 25enne veneto. Buon auspicio per il Giro d'Italia, forse.

    Basso sogna il Giro
    Per i francesi è l’uomo nuovo del Tour, il corridore che più di ogni altro detiene i titoli per raccogliere l’eredità di Lance Armstrong: ma Ivan Basso ha in mente per sé un palmares che tenga conto anche della corsa più importante del suo Paese.

    Lo ha fatto sapere nel 2005 quando, dopo una latitanza durata tutto il periodo della formazione, si è presentato al via del Giro con l"intenzione di rimediare ai mugugni di chi lo reclamava protagonista in rosa. Come è andata, si sa: un inizio da padrone assoluto, quindi il crollo, drammatico, inaspettato, sullo Stelvio: una dannata congestione, oltre 40 minuti di ritardo a Livigno e addio classifica. Ma proprio in quell"istante, nel momento più nero, nasce qualcosa. Sordo ai suggerimenti di Riis che gli consiglia di abbandonare, continua e in due giorni sfata due falsi miti: Basso non dà spettacolo e in salita sta sempre a ruota del più forte? Vince per distacco la tappa di Limone Piemonte.

    Gli italiani non sanno correre contro il tempo? L'indomani non c'è passista che tenga, la crono di Torino è sua. Sua come il posto in prima fila nel cuore della gente, che sa sempre apprezzare certe prove di carattere. Al Tour arriva in condizione e centra l'ennesimo miglioramento: secondo posto e investitura ufficiale da parte di Sua Maestà Lance Armstrong. Nel 2006, nonostante alcune resistenze da parte di chi lo gestisce, impone la propria volontà: il Tour resta l'obiettivo numero uno, non prima però di aver regolato i conti con il Giro.

    Riis acconsente: si può fare. Un inizio di stagione al di sopra delle aspettative con tre successi: tappa e classifica finale del Criterium International, semitappa a cronometro al Circuito de la Sarthe; brillante sulle Ardenne, è decimo alla Liegi. Ma la vera stagione di Ivan comincia il sei maggio da Seraing. Obiettivo: dopo cotanto apprendistato, conquistare la prima grande corsa a tappe della carriera.

    Simoni, la forza dell'esperienza
    E’ il più anziano tra i favoriti di questo Giro. E’ colui che può sfoggiare il curriculum migliore sulle strade d’Italia. Sei podi nelle ultime sette edizioni.

    Due volte primo, due volte terzo e una volta secondo. E Gilberto Simoni ripartirà dalla piazza d’onore amara della passata stagione. Ventotto secondi dopo quasi 3500 chilometri di pedalate estenuanti sono un nonnulla e il gusto del fiele potrà andar via solo in caso di riscatto.

    Potrebbe essere il momento giusto, il Giro adatto al Gibo. Duro, estenuante, da stambecchi. Difficile ricordarlo in cotta su una salita italiana. Certo, i 35 anni ad agosto peseranno ma la tempra e la corteccia del trentino è solida. Si diceva che gli abitanti di Palù di Giovo siano dei lottatori e Simoni adesso, Moser soprattutto prima ne sono una testimonianza eloquente.

    Gibo esplode nel 99 quando sale per la prima volta sul podio. Un piazzamento che passa inosservato per i fatti di Madonna di Campiglio.

    La riconferma l'anno dopo, sempre terzo. La svolta nel 2001 con la prima maglia rosa milanese. Capolavoro, semplicemente perfetto. Sette minuti e passa quanto rifila a Olano. Sette minuti, sempre e passa, anche nel 2003, l'anno del Giro Bis.

    La difficile convivenza con Cunego penalizza Simoni e dopo due anni da compagni in pratica senza parlarsi, ecco arrivare il divorzio.

    La strada verso il tris, per cercare di eguagliare Bartali, passa per la Spagna. La Saunier Duval Prodir fa sul serio e punto sull'esperienza del trentino.

    Cambia la formazione, cambiano anche i programmi di avvicinamento. Una primavera fatta di debutti. La sua prima San Remo e due settimane fa la sua prima Liegi Bastogne Liegi. E nella Doyenne Simoni ha retto quasi sino alla fine, agile e scattante sulle varie Cotes.

    Adesso le sue montagne, quelle italiane per fare la differenza e sperando di non lasciare tempo prezioso a cronometro, la sua spada di Damocle.

    Il Falco punta in alto
    Giri d’Italia ne ha vinti 2, al numero 89 si presenterà con il numero 1 sulle spalle, è avrà sulle spalle la responsabilità di cercare ancora la vittoria.

    Sarebbe la seconda di fila, la terza complessiva, che lo porterebbe al livello di Bartali, Magni, Gimondi, Brunero ed Hinault, grandi campioni del passato capaci di vincere 3 Giri d’Italia in carriera.

    E' il Giro della vita, il numero 89 che Paolo Savoldelli affronta dunque da campione uscente, con i gradi di capitano Discovery Channel, nella sua ottava partecipazione alla corsa rosa. Campione di regolarità e di intelligenza ciclistica, Paolo Savoldelli in una sola occasione, a Zoldo Alto, un anno fa, ha iscritto il proprio nome alla voce vincitori di tappa, ma fu una vittoria, secondi alla mano quel giorno guadagnati su Simoni, determinante ai fini dell'epilogo finale.

    Fu come una vittoria per Savoldelli il non essere sprofondato nella polvere di Colle delle Finestre, quando il Falco non rispose agli scatti dei nemici, scelse di seguire il proprio passo e qualche collega divenutogli amico nella fatica, limitando al minimo gli effetti di una piccola crisi, quel giorno, che gli avrebbe potuto far perdere quel Giro d'Italia. Se il primo trionfo rosa di Savoldelli, legato al discusso Giro del 2002, con qualche nome grosso cacciato via, fu una vittoria per qualcuno mutilata del suo autentico valore, il Giro 2005, la seconda volta del Falco, ha dissipato ogni dubbio sul passato.

    Uomo che tiene in salita, che in discesa vola come nessun altro, che sa sgomitare nella tappe trabocchetto, che sa dare retta al cervello più che al cuore, anche in mezzo alla tempesta, Paolo Savoldelli arriva al Giro con il piccolo handicap del virus contratto in Romandia. Un problema già smaltito, un problema in più in ogni caso, come lo sono gli avversari e le tante montagne che popolano questo Giro sovrumano. Un Giro che il Falco può comunque sognare di vincere e svegliarsi a Milano per scoprire che era tutto proprio vero.
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    Ballerini, Basso su tutti

    "Ma attenzione anche a Simoni e a Cunego", dice ct azzurro

    3 maggio 2006

    Ivan Basso? "Un gradino sopra tutti". Gilberto Simoni? "Cosi' caparbio ed esperto che puo' fare di tutto": lo ha detto il ct azzurro Ballerini.Cunego e' tornato ai livelli del 2004, mentre Savoldelli e' un artista. A Di Luca piace stupire, ma la sorpresa potrebbe venire da Rujano. Questo il pronostico del ct Franco Ballerini, a tre giorni dall'inizio del Giro d'Italia. L'unica bocciatura preventiva riguarda Jan Ullrich: "Ho la sensazione che venga al Giro solo come tappa di passaggio".
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    Ullrich al Giro, ma non leader

    Il n.1 della T-Mobile sara' l'ucraino Serhiy Honckar

    3 maggio 2006

    Jan Ullrich partecipera' al prossimo Giro d'Italia, ma la sua squadra, la T-Mobile, sara' capitanata dall'ucraino Serhiy Honchar. L'obiettivo principale del corridore tedesco - per la seconda volta al Giro dopo il 52/o posto nel 2001 - sara' rifinire la preparazione in vista del Tour de France. Per Honchar quello che comincia il 6 maggio sara' invece l'ottavo giro d'Italia: miglior piazzamento, 4/o nel 2001.
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    Si parte in Belgio, passerella a Milano

    Queste le 21 tappe dell'89/o Giro d'Italia di ciclismo che partirà il 6 maggio da Seraing in Belgio, e si concluderà il 28 maggio a Milano.

    6/5 sabato: 1/a tappa; Seraing-Seraing (cronometro individuale) km 6,2.
    7/5 domenica: 2/a tappa; Mons - Charleroi Marcinelle km 203.
    8/5 lunedì: 3/a tappa; Perwez - Namur km 202.
    9/5 martedì: 4/a tappa; Wanze - Hotton km 182.
    10/5 mercoledì Riposo
    11/5 giovedì 5/a tappa; Piacenza - Cremona (cronometro a squadre) km 38.
    12/5 venerdì 6/a tappa; Busseto - Forli' km 223.
    13/5 sabato 7/a tappa; Cesena - Saltara km 230.
    14/5 domenica 8/a tappa; Civitanova Marche - Maielletta - Passo Lanciano km 171
    15/5 lunedì 9/a tappa; Francavilla al Mare - Termoli km 147.
    16/5 martedì 10/a tappa; Termoli - Peschici km 190.
    17/5 mercoledì Riposo
    18/5 giovedì 11/a tappa; Pontedera - Pontedera (cronometro individuale) km 50.
    19/5 venerdì 12/a tappa; Livorno - Sestri Levante km 165.
    20/5 sabato 13/a tappa; Alessandria - La Thuile km 216.
    21/5 domenica 14/a tappa; Aosta - Domodossola km 224.
    22/5 lunedì 15/a tappa; Mergozzo - Brescia km 182.
    23/5 martedì 16/a tappa; Rovato - Trento Monte Bondone km 180.
    24/5 mercoledì 17/a tappa; Termeno/Tramin (stab. Wurth) - Plan de Corones/Kronplatz km 158.
    25/5 giovedì 18/a tappa; Sillian - Gemona del Friuli km 227.
    26/5 venerdì 19/a tappa; Pordenone - Passo di San Pellegrino (Dolomiti Stars) km 220.
    27/5 sabato 20/a tappa; Trento - Aprica km 212.
    28/5 domenica 21/a tappa; Museo del Ghisallo - Milano km 140
  10. Scudetto-Mod  
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  89° Giro D'Italia

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