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    "Per la Juve stima e affetto profondi"

    Ex tecnico della Juventus e c.t. della Nazionale, Marcello Lippi commenta la bufera che si è abbattuta sul mondo del calcio: "Sono stato otto anni nella Juve e non c'è una persona con cui ho lavorato, per cui non nutra stima e affetto profondi. Carraro? Ha fatto un gesto significativo". Nessun alibi per l'Italia: "Non è una vicenda positiva, ma il gruppo è compatto e non ne sarà influenzato. Faremo un grande Mondiale".

    Il suo passato e il suo presente nella bufera. Da una parte la Juventus, il club che l'ha fatto diventare grande e l'ha consacrato tra i migliori tecnici internazionali, dall'altra la Figc, allo "sbando" dopo le dimissioni choc del presidente Carraro. Ma Marcello Lippi mantiene la calma e si dice sicuro che il terremoto del pallone non avrà ripercussioni sull'avventura dell'Italia ai Mondiali. "Carrano mi ha chiamato per confermarmi le sue dimissioni, io faccio il ct e quindi non giudico. Questo però è un gesto significativo in un momento particolarmente importante - ha commentato il c.t. azzurro - Il caso delle intercettazioni meglio che non fosse capitato, certamente non è una vicenda positiva per quello che riguarda l'immagine del calcio italiano. Tutto questo però non intaccherà il nostro entusiasmo, la nostra convinzione, la nostra forza e la nostra volontà di fare un bel Mondiale". Lippi non vuol sentir parlare di alibi per la Nazionale: "Non si deve andare avanti a dire: se noi avessimo avuto una Federazione più forte...".

    Parole d'affetto per la Juventus, coinvolta in primo piano nello scandalo intercettazioni: "Sono stato otto anni nella Juventus e non c'è una persona, una sola, con cui ho lavorato, per cui io non nutra una stima e un affetto profondi. Dalla famiglia Agnelli all'ultimo degli uscieri io provo stima ed affetto grandissimo per tutte le persone con cui ho lavorato alla Juventus". Tutto deciso sui 23 da portare in Germania: "Ho le idee assolutamente chiare - ha detto - Mi hanno aiutato gli ultimi infortuni: ho spronato Vieri fino all'ultimo, Diana mi ha confessato che non accenna a migliorare. Non sono preoccupato della condizione fisico-atletica. I giocatori hanno un'altra settimana di gioco, poi sette giorni di vacanza e poi altri 18 prima dell'esordio ufficiale, se avremo la convizione di essere forti, ma non i più forti, solo di non essere inferiori a nessuno, sarà la base migliore per presentarci ai Mondiali".

  Lippi: "Nessun alibi per l'Italia"

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