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    Prendendo spunto dall'ottima idea che ha avuto Torre con la sua rubrica dei dischi del mese, sempre molto seguita e apprezzata, ho deciso, in piena autonomia di cominciare una rubrica che riguardi il cinema. Ogni mese verrà analizzato un film di cui farò una recensione. Chiedo perdono se le prime non vengono molto bene, ma sono alle cosiddette "prime armi" e sfrutto anche queste occasioni per migliorarmi :)
    Devo ammettere che sono partito con un film non propriamente semplice da recensire, ma ho fatto del mio meglio. Per chi l'avesse visto e avesse voglia di discuterne questo è il posto ideale. Chi non l'ha visto spero di invogliarlo ad andare a a vederlo :)
    Funzionerà così: dal 1 al 15 del mese Torre avrà in standing il suo 3ad sui Dischi del mese, dal 15 a fine mese in standing andrà la mia rubrica sul cinema.
    Per chi avesse voglia di scrivere recensioni può pure contattarmi, e si sa mai che ci possiamo dare una mano a vicenda :approved: Vi lascio alla recensioni di oggi che tratterà il film:

    IL CAIMANO
    Regia: Nanni Moretti
    Anno: 2006

    La domanda che circolava tra di noi prima di vedere questo film era: "Ma il Caimano è o non è un film propagandistico antiberlusconiano"? La grandissima capacità di Nanni Moretti di nascondere a tutti qualsiasi minima informazione sul film non ti permette di rispondere a questo quesito prima di aver completato la visione completa dell'opera. La risposta definitiva è NO, il Caimano non è un film propagandistico contro Berlusconi. O meglio, è un film che parla anche di Berlusconi, e ovviamente non è rappresentato come un angioletto indifeso, ma non è un film fatto appositamente per smontare un personaggio come lui. Ma allora, cos'è "Il Caimano"?
    Il Caimano è un film innanzitutto sul cinema. Ma è anche un film sull'Italia, e sugli italiani. Sui loro rapporti, sul loro modo di vivere. E' un film sul cinema visto che il personaggio principale di questa storia è Bruno, interpretato da uno strepitoso Silvio Orlando, un regista che non ha più nulla, che si sta separando dalla moglie (Margherita Buy) e non sa nemmeno il perchè, che non riceve più proposte di film da girare, che viene scaricato dal suo socio (Giuliano Montaldo), ma che soprattutto non ha più un euro in tasca e deve trovare qualche modo per riemergere da questo baratro. I suoi vecchi film (strepitosa la scelta dei titoli da parte di Moretti) "Maciste contro Freud", "Violenza a Cosenza", "Mocassini assassini" e in ultima battuta "Cateratte" sono ormai passati. Nessuno li vuole più. Ma durante la visione dell'ultimo di essi, Cateratte, Bruno conosce una ragazza, Teresa (Jasmine Trinca), che gli apre la strada verso il suo possibile riscatto. Teresa vuole fare un film su un imprenditore che comincia una scalata attraverso dei soldi che cadono dal cielo e presenta la sceneggiatura a Bruno.
    Dopo molte resistenze Bruno accetta. La sua vita è ad un bivio, o più precisamente ad un senso unico. Se vuole rialzarsi, o tentare di farlo, dovrà accettare questa proposta. Altre strade, in questo momento, non sono percorribili. Ma è proprio da questo istante che parte la denuncia del film. Bruno non riuscirà a trovare un attore che vuole fare la parte di Berlusconi. C'è un produttore polacco, Jarzy Stuhr, che accetta di fare il film solo se c'è l'attore Marco Pulici (un grande Michele Placido) e nel momento del rifiuto di quest'ultimo, che preferirà girare un film su Cristoforo Colombo con l'ex socio di Bruno, si tirerà indietro. La gente sa, la gente critica, la gente tace. La gente ha paura. Alla gente fa comodo così. Non c'è più la volontà di sporcarsi le mani con temi scomodi, temi intriganti, temi che fanno anche scalpore. E al momento della verità si tirano indetro. E anche Bruno, che alla fine vuole girare questo film, lo fa solamente perchè non ha più niente da perdere. Si trova obbligato, e quindi accetta, ma altrimenti? L’idea è che non lo avrebbe mai fatto, questo film, solo si fosse trovato in un’altra situazione. Prendiamo altresì Michele Placido, che interpreta un attore che prima accetta il ruolo e poi si tira indietro all’ultimo. L’autocensura come obiettivo della critica.
    La situazione cinematografica viene presentata pari passo con quella famigliare. Bruno vuole riscattarsi, oltre che dai propri insuccessi cinematografici, anche da quelli matrimoniali. I figli che non capiscono il motivo della separazione dei genitori li rappresentano appieno questi problemi, definendo una situazione di infelicità, ma soprattutto instabilità e incertezza presente nel nostro Paese. Il Paese che Jarzy Stuhr chiama molto sarcasticamente “Italietta”. E come dargli torto, ti vien da pensare guardando il film, ma guardando soprattutto quelle immagini, mai fatte vedere alla televisione italiana, di Berlusconi al Parlamento Europeo. E come dargli torto, ti vien da pensare, guardando cos’è diventata l’Italia in questi ultimi 20 anni…
    La scena finale è inquietante. Nanni Moretti appare nelle vesti di Silvio Berlusconi dopo un processo che lo condanna a 7 anni di detenzione e l’allontanamento delle cariche pubbliche. Il Caimano in carne ed ossa, ma non vuole assomigliargli, nemmeno in un istante. Non si traveste da Berlusconi, non cambia volto, non cambia faccia, non esprime sorrisi a piacimento. Lascia semplicemente il tribunale con immagini raccapriccianti sullo sfondo. Ma è solo il film nel film, quello che Bruno è riuscito a fare coi soldi che gli sono rimasti….
    Un grande film, questo di Nanni Moretti, che si riavvicina alla macchina da presa dopo il meraviglioso La Stanza del Figlio, che sarà destinato a far parlare di sé. Sia per gli argomenti trattati, sia per i riconoscimenti ricevuti. 6 David di Donatello sono la consacrazione in territorio italiano; la nomination al festival di Cannes quella a livello europeo. Complimenti Nanni!
  2. In questo momento stai...  
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    Idea spelendida :approved: devo ancora vederlo purtroppo :rolleyes: ...a proposito...ZAN evita quando fai na recensione de un filme de mette il finale :mad: x fortuna me so fermato prima....:rolleyes: Non fa come la mia ragazza che all uscita dal cinema di "la vita è bella" si metteva a dire "peccato che alla fine benigni muore..." :asd:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4374148
    Originally posted by DYD_1974
    Idea spelendida :approved: devo ancora vederlo purtroppo :rolleyes: ...a proposito...ZAN evita quando fai na recensione de un filme de mette il finale :mad: x fortuna me so fermato prima....:rolleyes: Non fa come la mia ragazza che all uscita dal cinema di "la vita è bella" si metteva a dire "peccato che alla fine benigni muore..." :asd:

    davvero muore benigni :eek: io dovevo ankora vederlo quel film :cry:

  Rubrica sul Cinema: il film del mese

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