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    Raccolti 31 filmati del torneo 2004-05 con gli episodi arbitrali che hanno danneggiato i viola
    20.05.2006 09.16 di Giampiero Timossi

    Fonte: La Gazzetta dello Sport

    Bastava saper leggere, guardare e ascoltare. Ci sono i «cattivi pensieri», arrivavano subito dopo le cattive azioni. Ci sono le immagini televisive di Sky, i replay e i commenti fatti a botta calda. «Direi che non c'è dubbio, questo è rigore», grida Salvatore Bagni, commentatore televisivo. E' domenica 3 ottobre 2004. Solo che quel fallo di mano, nell'area del Parma, l'arbitro Tombolini non lo vede. Parma- Fiorentina finisce 0-0. Quel rigore dimenticato è uno dei 31 episodi che raccontano la stagione 2004-2005. Denunce, pubbliche, della Fiorentina. Pubblicate un anno fa da giornali e ora raccolte in un libro bianco. Sarà il primo tassello della difesa preparata dagli avvocati viola.
    IMMAGINI CHIARE
    Basta sfogliarlo. Ci sono gli occhi dei giocatori viola, quelli smarriti di Miccoli, quelli furiosi di Bojinov. Ci sono i volti degli arbitri. Ieri sicuri e imperturbabili. Oggi indagati, come l'internazionale De Santis. Fischia lui quel 30 aprile 2005. Replay, prego. E' il 12' della ripresa, Stam è costretto al fallo da ultimo uomo su Miccoli, ma viene solo ammonito e non espulso. Replay, due, la vendetta: 14' s.t., sul punteggio di 1-2. C'è un fallo di mani, del solito Stam, in area di rigore. Si prosegue, dice De Santis. Replay, tris: 4' di recupero, Pancaro interviene in area alle spalle di Pazzini, il rigore non viene assegnato. Fiorentina-Milan finisce 1-2.
    Sono 31 casi in un solo campionato, documentati dai filmati. Per i proprietari del pacchetto azionario della Fiorentina quelle erano le prove di un complotto. Ora le intercettazioni dicono che quel complotto era uno dei nodi cruciali del sistema-Moggi. Solo che quelle telefonate tra Luciano Moggi e Innocenzo Mazzini (allora numero tre della Figc) i padroni della Fiorentina non le conoscevano. Solo che quel «gridare al complotto» finiva spesso nelle chiacchiere del lunedì. In sintesi: «Hanno una squadraccia, e non sanno far altro che lamentarsi degli arbitri». Sarà. Però nel libro bianco di una stagione nera ci sono 31 episodi e i titoli della Gazzetta dello Sport e di tutti gli altri quotidiani, sportivi e non. Ci sono i testimoni: trentamila persone allo stadio Franchi di Firenze, che sventolano trentamila fac-simile di banconote da 100 euro. In mezzo i nomi degli arbitri, tutti, Collina escluso, i nomi dei designatori, con Galliani, Geronzi e uno striscione: «Ecco i campioni che decidono i campionati». Succede domenica 13 febbraio 2005, durante Fiorentina- Parma, 2-1.
    I GIORNI NERI
    Nel libro bianco ci sono altri giorni neri. Come il 5 febbraio 2005, Sampdoria-Fiorentina, 3-0. Quel pomeriggio, allo stadio Ferraris, ne succedono di tutti i colori. Dondarini espelle Bojinov e Delli Carri, lascia in 9 la Fiorentina, dopo 8 minuti. Ed è subito dopo quella partita che Dino Zoff, allenatore viola, parla di «cattivi pensieri».
    A quel punto sono 12 gli errori, altrettanti torti arbitrali, subiti dalla Fiorentina, nella stagione 2004-2005: dalla gara d'esordio contro la Roma, al pomeriggio dello stadio Ferraris. E arriva il primo duro affondo della società viola: «I fatti di Genova sono una persecuzione nei confronti della squadra, della Società e della città di Firenze. Non ci stanno permettendo di fare sport, ma non molleremo mai. Andremo avanti per realizzazione dei nostri progetti». Ora la famiglia Della Valle, attraverso i suoi avvocati, ripete: «Dopo Samp-Fiorentina, molti quotidiani annunciarono che era stata aperta un'inchiesta. Che fine ha fatto?». Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Perché se c'è un'inchiesta, c'è anche una denuncia.
    C'è un altro promemoria, recentissimo. «Dottor Carraro, lei sa che le avevo denunciato quanto stava accadendo». Sono le parole di Diego Della Valle, a Porta a Porta, il 15 maggio. Carraro, ex presidente della Figc, annuisce e così conferma.
    BANDIERA BIANCA
    Secondo punto della difesa fiorentina. Sostiene ora l'accusa: per non retrocedere in B la Fiorentina alla fine si è piegata al sistema, ha alzato bandiera bianca. Così ha evitato la retrocessione. Quali siano i favori ricevuti, almeno per ora, non è si sa. Vero, un episodio c'è. Domenica 8 maggio 2005, 35ª giornata, Chievo-Fiorentina 1-2. Arbitra Dondarini. Che al 48' della ripresa, in pieno recupero, non vede la trattenuta in area di Ujfalusi su Cossato. Ma nella stessa partita, al 25' del primo tempo, non viene sanzionato un intervento in area di Baronio, su Bojinov. Lo sostiene la Fiorentina, è tutto nel suo libro bianco, documentato con le immagini dell'incontro. Poi due giornate dopo ecco un'altra domenica bestiale, all'Olimpico: con i viola fermati sull'1-1, grazie a un mani del difensore laziale Zauri che «para» un tiro di Jorgensen, ormai in porta.
    Già, ma allora quando sarebbe stato siglato l'armistizio? «Mai», ripete Diego Della Valle. E si ritorna a quel Lazio- Fiorentina 1-1, del 22maggio 2005. E' la penultima giornata di campionato, arbitra Rosetti. Replay. Tiro di Jorgensen. Zauri, difensore della Lazio, respinge il pallone, con la mano, sulla linea di porta. Manca una giornata alla fine del campionato, Fiorentina quasi in B. Diego Della Valle attacca: «Arbitraggio preoccupante, quello che è successo mi sembra troppo. Alla fine dei giochi ci faremo sentire». I giochi finiscono la domenica dopo. La Fiorentina batte il Brescia 3-0. Arbitra Collina. Viola in A, il Brescia retrocede. Per Diego Della Valle i giochi non sono finiti: si va alle buste e rispedisce alla Juventus i bianconeri Miccoli e Maresca. Due giorni dopo, da Torino, arriva una notizia: la Juve vende per 15 milioni di euro la sede di corso Galileo Ferraris. Bisognava far cassa. Peccato, quelli della Fiorentina avevano deciso di non farsi «spennare».

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