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    Coinvolti corridori presenti al Giro

    Un nuovo pesante caso di doping sconvolge il mondo del ciclismo: la Guardia Civil spagnola ha trovato una lista con i dati e nomi di 200 ciclisti, iberici ma anche stranieri, nelle perquisizioni compiute per smantellare una organizzazione capeggiata da cinque persone. Il quotidiano Marca scrive che sono stati trovati "video compromettenti non solo di ciclisti", il che fa pensare che lo scandalo potrebbe allargarsi.

    L'inchiesta di Madrid tocca, in un certo senso, anche il Giro d'Italia. Partiamo dai fatti: il 23 maggio lo storico ds della Liberty Seguros, Manolo Saiz, viene arrestato nell'ambito di un'inchiesta sul doping. Oltre a Saiz, sono finiti in manette anche l'ex medico di diverse squadre ciclistiche spagnole (Kelme, Once), Eufemiano Fuentes, il ds aggiunto della squadra di Valencia, Ignacio Labarta, un medico di Madrid, Josè Luis Merino, e un corridore, Alberto Leon. Successivamente Saiz, che intanto è stato licenziato dalla Liberty già nell'occhio del ciclone per il caso Heras scoppiato nel 2005, viene messo a piede libero dopo esser stato interrogato dalla Guardia Civil. La polizia spagnola sarebbe in possesso di alcune immagini che testimoniano dell'arresto di Saiz, in cui il d.s uscirebbe da un bar con una borsa piena di sostanze dopanti. A consegnarle, il dottor Eufemiano Fuentes. Ma l'''Operazione Puerto'' si sta allargando con forza sempre maggiore: la Guardia Civil iberica, infatti, sarebbe in possesso di intercettazioni telefoniche e video in grado di far saltare il banco del doping. In particolare si parla gia' di un video nel quale due sportivi noti, non solo ciclisti, si recano in una delle due case del dottor Fuentes, uno dei quattro uomini arrestati e al centro dell'inchiesta sui laboratori di doping dove si utilizzava il sistema dell'autoemotrasfusione.

    Tra i personaggi coinvolti vi sarebbero pugili e un centinaio di ciclisti di cui 4-5 impegnati al Giro d'Italia e presenti nelle prime venti posizioni della classifica generale. Dalla Spagna giunge la notizia del presunto coinvolgimento di Ian Ullrich. Prove di grande spessore, così come il materiale ritrovato nelle perquisizioni effettuate nel laboratorio di Merino e in due appartamenti adiacenti, con lettini medici e poco altro. Oltre 200 sacche di sangue da 450 millilitri, tutte etichettate: il 'prodotto' era sia congelato (può durare anni), che fresco, da utilizzare immediatamente. E poi macchinari per la manipolazione del sangue e un migliaio di dosi di ormoni della crescita e di anabolizzanti. Tutto materiale che verrà inviato all'Uci per effettuare ulteriori esami del sangue e risalire così ai protagonisti di questa ennesima bufera che riguarda le due ruote.

  Ciclismo: bufera doping in Spagna

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