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    RUI E POI MANCHESTER
    25/05/2006
    Le sensazioni quando sono forti non invecchiano mai. E' per questo, e non è un modo di dire, che sembra ieri. Notte di mezza estate, notte di inizio luglio: il campione portoghese è in Algarve, il suo procuratore in viaggio verso Roma, il suo futuro amministratore delegato al ristorante nel centro di Milano in attesa di una telefonata. Schegge in libertà, unite da una speranza ridotta al lumicino. Poi i sussurri e i sogni diventato tasselli. Il mosaico si compone e i tifosi rossoneri esultano come per una vittoria. Rui Costa non è stato un acquisto, ma un segnale: il primo passo verso Manchester. Dopo due eliminazioni consecutive nei gironi in Champions League, iniziava a prendere forma il Milan dei cinque successi in un anno e mezzo. Il capitano e Billy c'erano già, Gattuso e Shevchenko pure, Pirlo e Inzaghi erano appena arrivati ma non si erano ancora esibiti una volta in maglia rossonera. Il resto partiva da Rui. La scintilla dell'entusiasmo, la corsa verso Malpensa, la presentazione al Gallia, il passaggio delle consegne al Trofeo Luigi Berlusconi con Zvone Boban che consegna la maglia numero 10 al nuovo artista portoghese. Cinque anni che non sembrano cinque anni, un lustro che sembra una schioppettata. Diciannove partite: è il numero delle gare giocate, un vero e proprio campionato europeo, da San Siro/Liberec a Manchester nel 2002-2003. Quasi in ognuna di esse, Rui ne ha giocate diciotto, una giocata d'aria pura. Grazie per quella Champions e grazie di tutto. Nelle giocate di Kakà, caro Rui, vivrà sempre qualcosa di te.
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    Originally posted by massituo
    RUI E POI MANCHESTER
    25/05/2006
    Le sensazioni quando sono forti non invecchiano mai. E' per questo, e non è un modo di dire, che sembra ieri. Notte di mezza estate, notte di inizio luglio: il campione portoghese è in Algarve, il suo procuratore in viaggio verso Roma, il suo futuro amministratore delegato al ristorante nel centro di Milano in attesa di una telefonata. Schegge in libertà, unite da una speranza ridotta al lumicino. Poi i sussurri e i sogni diventato tasselli. Il mosaico si compone e i tifosi rossoneri esultano come per una vittoria. Rui Costa non è stato un acquisto, ma un segnale: il primo passo verso Manchester. Dopo due eliminazioni consecutive nei gironi in Champions League, iniziava a prendere forma il Milan dei cinque successi in un anno e mezzo. Il capitano e Billy c'erano già, Gattuso e Shevchenko pure, Pirlo e Inzaghi erano appena arrivati ma non si erano ancora esibiti una volta in maglia rossonera. Il resto partiva da Rui. La scintilla dell'entusiasmo, la corsa verso Malpensa, la presentazione al Gallia, il passaggio delle consegne al Trofeo Luigi Berlusconi con Zvone Boban che consegna la maglia numero 10 al nuovo artista portoghese. Cinque anni che non sembrano cinque anni, un lustro che sembra una schioppettata. Diciannove partite: è il numero delle gare giocate, un vero e proprio campionato europeo, da San Siro/Liberec a Manchester nel 2002-2003. Quasi in ognuna di esse, Rui ne ha giocate diciotto, una giocata d'aria pura. Grazie per quella Champions e grazie di tutto. Nelle giocate di Kakà, caro Rui, vivrà sempre qualcosa di te.
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    Originally posted by massituo
    sei piu legato a batistuta o a rui costa?



    Bati... :)
    cmq forse dal punto di vista umano Rui Costa è stato migliore.
    Tutti gli anni Bati faceva impazzire Cecchi Gori perchè per rimanere voleva sempre più soldi, Rui non ha mai chiesto niente.

  Onore ad un campione

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