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    La Repubblica
    Milan: il piano di contropotere per fermare Moggi
    Adriano Galliani dice che non ha mai tradito Luciano Moggi, perché tradire è un verbo che non conosce. Le intercettazioni dei carabinieri di Roma affermano, però, che Galliani temeva Moggi, non si fidava. E «cercava di organizzare un contropotere arbitrale», dicono gli investigatori, attraverso Collina, Paparesta, Nucini più una fila di guardalinee - Puglisi, Ambrosino, Copelli, Contini - contattati con costanza e invitati a cena dall´addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, ristoratore di Lodi. Nelle nuove carte inviate dai carabinieri alla procura di Napoli, le ultime del gennaio 2006, si scopre il rapporto tra l´ad del Milan e il dg della Juventus. È il 3 aprile 2005 e, a causa della morte di Papa Wojtyla, la Lega calcio ha fatto slittare la 30ª giornata di serie A. Meani è sollevato, contro il Siena si può recuperare Kakà. Galliani, presidente di Lega e ad del Milan, racconta al suo dirigente il risentimento di Luciano Moggi, che per la morte del Papa avrebbe voluto solo il posticipo: «Moggi, che è un figlio di puttana, m´ha detto così, poi ha chiamato Preziosi e gli ha detto: Adriano l´ha fatto apposta perché recuperano i sudamericani, c´hanno Shevchenko che sta meglio... Ha spostato di una settimana…».
    Il guardalinee Claudio Puglisi, al quale stanno a cuore le sorti del Milan, in un´altra conversazione spiega concitato a Meani che deve parlare dello strapotere di Moggi a Galliani: «Dobbiamo acquisire un certo controllo della situazione perché non succedano cazzate, cose di questo tipo, inserire qualche uomo a tutti i livelli, ma non per fare le mafiate tipo Moggi…». Quando Puglisi si mostra stupefatto che Meani sappia in anticipo della sua designazione in Champions, il dirigente replica: «Secondo te perché so, perché io sto spingendo da matti per te, no...». L´addetto agli arbitri parla con il guardalinee Copelli e assicura: «C´è troppa merda, l´ho detto anche a Carraro... Come dice Galliani quando si incazza, quello là non può pretendere di comandare il calcio italiano… Berlusconi, Moratti, lo stesso in piccolo Zamparini sono tutti coglioni che mettono i soldi… Gli altri mettono i soldi e tu comandi e fai quel cazzo che vuoi…». Quello là è Luciano Moggi.
    Rapporti molti stretti si capiscono chiaramente dalla trascrizione della telefonata in cui Meani mostra di aver agito per ottenere il guardalinee Copelli, uno della combriccola milanese, per Milan-Sampdoria del 14 marzo 2005. «… Oh, sei un bello stronzo», gli dice, «io mi sbatto come un matto di qua di là e tu neanche mi saluti…». Si vanta della sua forza Meani: «Oh, ma hai visto che sto rilanciando anche Messina?». L´amico Copelli non si fida dell´arbitro designato, Rosetti, e Meani lo rassicura: «… Si stanno muovendo le batterie pesanti… Adesso sono uscite dal gioco le corazzate…». E´ il finale di campionato, anche il Milan si muove ai massimi livelli.
    Il guardalinee Gabriele Contini, l´11 marzo, dice a Meani: «... Perché De Santis in passato ha fatto cose da vergogna... Palanca ha fatto cose da vomitare». Meani aggiunge: «Gabriele lo stesso... Ma le cose stanno cambiando». E che la task force Milan non sia fatta di sprovveduti in balia di Moggi lo racconta la telefonata del 18 marzo 2005, vigilia del derby di Champions con l´Inter. Un dirigente del Milan dice al collega Meani: «… Ascolta una roba, due nomi, io avevo pensato alla prima Ivanov, la seconda Granpol…». Meani: «Meglio Granpol all´andata e Ivanov al ritorno». L´assistente-tifoso Puglisi commenterà: «L´importante è che riusciamo a fargli il culo a ´sti interisti». Ancora Meani, al dirigente arbitrale Manfredo Martino, fede milanista: «Contro il Siena mandami Ambrosino». Violento con il vicedesignatore Mazzei: «Adesso state attenti perché Galliani è super velenoso, mandateci gente… Mandateci anche a noi il Consolo della situazione. Hai capito? Se devi far ruotare, fa ruotare anche Puglisi sul Milan… Che uno che fa il lavoro con noi se ne sta fuori un anno e mezzo… Fammi vedere di mandarmelo mercoledì». Mazzei, sottovoce: «Va bene» .


    c'è poco da fare..ci siete anche voi dentro fino al collo:asd: :asd:
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  2.     Mi trovi su: Homepage #4381962
    evvai .... che i TIFOSI lo ammettano o no, nella migliore delle ipotesi il Milan sapeva TUTTO, nella normalità il Milan mirava a far concorrenza e nella peggiore delle ipotesi il Milan faceva parte della banda

    non credo ci siano ipotesi che prevedano un milan estraneo,

    ma c'è di più, ne sono sicuro .. Galliani è solo più avveduto (forse perchè istruito dal suo padrone) a non manovrare così allo scoperto
  3.     Mi trovi su: Homepage #4381965
    Originally posted by massituo
    riassumendo...parlan di partite di champions?


    secondo me stai soffrendo di sdoppiamento di personalità ...

    anche se si trattasse SOLo della Champions, qua non si sta condannando nessuno e quindi è inutile che mi vai alla ricerca di CAVILLI che dovrebbero scagionare da eventuali accuse la tua squadra

    quello dimostra solo che il Milan NOn è estraneo a quei metodi e che Galliani, nella migliore delle ipotesi, sapeva perfettamente come andava il sistema

    MA NON si parla solo di Champions
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4381966
    Originally posted by common
    secondo me stai soffrendo di sdoppiamento di personalità ...

    anche se si trattasse SOLo della Champions, qua non si sta condannando nessuno e quindi è inutile che mi vai alla ricerca di CAVILLI che dovrebbero scagionare, guardacaso, la tua squadra

    quello dimostra solo che il Milan NOn è estraneo a quei metodi e che Galliani, nella migiore delle ipotesi, sapeva perfettamente come andava il sistema

    MA NON si parla solo di Champions
    common...non è difficile...parlan solo di champions?si o no?
  5. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4381969
    Originally posted by massituo
    common...non è difficile...parlan solo di champions?si o no?


    No. Parlano di Champions e di campionato. Comunque questa è la classica trascrizione che fa capire come le telefonate siano solo un aspetto della vicenda. Meani dovrà spiegare cosa intendeva per far cambiare la situazione, come si adoperava e come funzionavano le cose. E la mia scommessina con Zanetti è sempre più in mano mia... :asd:
  6.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4381970
    Originally posted by ScudettoWeb
    No. Parlano di Champions e di campionato. Comunque questa è la classica trascrizione che fa capire come le telefonate siano solo un aspetto della vicenda. Meani dovrà spiegare cosa intendeva per far cambiare la situazione, come si adoperava e come funzionavano le cose. E la mia scommessina con Zanetti è sempre più in mano mia... :asd:
    :asd: :asd: si ma scud...se c'è uno con cui non scommetterei mai sei tu:asd: :asd: se scud non va alle scommesse le scommesse vanno a scud...alla fine vinci sempre tu:asd:
  7. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4381971
    Originally posted by massituo
    :asd: :asd: si ma scud...se c'è uno con cui non scommetterei mai sei tu:asd: :asd: se scud non va alle scommesse le scommesse vanno a scud...alla fine vinci sempre tu:asd:


    :asd: Oggi me ne ha proposta un'altra, questa spero di perderla: Italia che vince i Mondiali. Tornando al discorso Milan e Inter, sull'Inter c'è ancora da chiarire una frase di Bergamo che indicava Pairetto come vicino a squadre come l'Inter e il Milan. Per il Milan invece stanno uscendo appunto elementi più preoccupanti di quelli della prima ora. Staremo a vedere...
  8.     Mi trovi su: Homepage #4381972
    Originally posted by massituo
    vabbè...ancora mi chiedo perchè parlo con te di ste cose...l'articolo non c'ho voglia di leggerlo.


    ti ricordi il fatto della faccia marmorea? anche la testina è così

    tu vorresti scriverci sopra, farci polemica e poi si scopre che NOn hai voglia di leggere l'articolo ??

    con queste premesse non dovresti chiederti perchè discuti con me Me, NON DEVI discutere con me; quando vorrai farlo accertati di sapere di cosa parli ...

    l'aria di Brescia stà peggiorando e tu sei già grave
  9.     Mi trovi su: Homepage #4381973
    C'è anche il sistema Milan: ecco le carte in mano ai pm di Napoli

    10:30 del 03 giugno

    Scandalo calcio: c’è anche il sistema Milan.
    L’accusa: tenne testa alla Juve con ottimi risultati, anche grazie a Galliani.
    La ricostruzione dei carabinieri, le carte consegnate in aprile.
    ALLA PROCURA DI NAPOLI IPOTIZZANO CHE IL CLUB ROSSONERO FOSSE CONSAPEVOLE DEI METODI USATI DA MOGGI E GIRAUDO.

    Viaggiavano assieme, Juventus e Milan, quando c’era da pilotare le «scelte di palazzo», facevano invece la «guerra» quando si incrociavano sul prato, ovviamente, ma pure quando c’era da garantirsi una «fazione di arbitri e assistenti», da opporre all’esercito nemico. E questo, è un po’ meno ovvio. Champions League compresa. E’ questo «il fronte di guerra», testuale, descritto nell’ultima informativa (in possesso de «Il Romanista» e visionata da «La Stampa») dei carabinieri del Reparto operativo di Roma e consegnata nell’aprile scorso ai Pm di Napoli che indagano sui malaffari del pallone.

    Certo, nella battaglia c’era Luciano Moggi, nel ramo uno da menzione d’onore, ma non era l’unico: perché, sul pianeta calcio, c’erano due «poteri forti», «due contendenti». Un «match a due», combattuto «senza esclusione di colpi», che porta i due club, Juve e Milan, «a intrecciare rapporti di natura commistiva con l’intero sistema arbitrale, con particolare e primario interesse verso i signori designatori».

    Se Moggi era un drago, anche il Milan, aveva il suo controspionaggio: decine di contatti, telefonate con arbitri e guardalinee. Pressioni. La foto, insomma, di un’azione permanente, ben lontana dall’istintiva sfuriata che può seguire a un’arbitraggio storto. In questo campionato parallelo, emerge la figura del rossonero Leonardo Meani, «responsabile dei rapporti fra la società e la classa arbitrale nazionale e internazionale»: il suo telefono trilla decine di volte con le reclute da catturare, guardalinee, arbitri, designatori. Il referente di tutta questa attività, almeno dalle telefonate, pare essere l’ad e vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, cui è dedicato pure un paragrafo dell’informativa dei militari.

    I risultati arrivano: «Il Milan, consapevole delle potenzialità di intercessione da parte di Moggi, in grado sicuramente di una maggiore capacità di dominio e controllo in relazione alle sue potenzialità all'interno degli uffici che contano, non rimane fermo a guardare gli aggiustamenti, e attraverso Meani cerca di tenere testa, con ottimi risultati, soprattutto grazie alla voce del presidente Galliani» La vera partita, allora, non si gioca solo dentro gli stadi, «ma anche e soprattutto sui tavoli degli uffici e degli scacchieri, dove determinate e studiate manovre consentono lo spostamento delle pedine, in questo caso degli assistenti, da parte di talune società calcistiche per conseguire in ogni singola partita quei piccoli vantaggi che, alla fine, consentono quell’allungo decisivo per il successo finale».

    Solo quando c’è da governare il Palazzo, Milan e Juve vanno d’accordo: Meani - riassumono gli investigatori - dichiara disinvoltamente all'assistente che «comunque la mettano, il gioco lo comandano sempre Galliani e Giraudo». Quando invece bisogna decidere arbitri e guardalinee, torna la tempesta. E pure il Milan, ha le sue vittorie, come in occasione della partita casalinga contro il Chievo del 20 aprile 2005, che i rossoneri vinceranno 1-0. Lì, dopo quasi due anni, tornerà il «fidato» Puglisi. E’ lo stesso assistente, in una telefonata fatta due giorni prima della partita, a confermare come il sistema, ormai, veda decisioni pilotate da Juventus e Milan. «Puglisi gli fa presente che gli assistenti vengono inviati agli altri, Juventus, così come vengono inviati a loro, Milan. Li mandano a te e li mandano a loro».

    L’infaticabile Meani si dà da fare pure in vista del big match con la Juventus, l’8 maggio 2005, che deciderà lo scudetto. Vinceranno i bianconeri 1-0, ma i carabinieri dedicano un paragrafo alle «pressioni» milaniste in vista della sfida, con l’ex designatore Paolo Bergamo impegnato «a mantenere il piede su due staffe», fra una cena con Moggi e Giraudo e le telefonate con il Milan. Che diedero frutti, apparentemente, almeno secondo una telefonata di Meani al dirigente del Milan Rino Roccato: «Meani riferisce di aver selezionato e deciso lui stesso la terna arbitrale per la decisiva partita Milan-Juventus». Nel dubbio, il 6 maggio, due giorni prima dell’incrocio di San Siro, il dirigente chiama Farneti, uno dei due guardalinee designati: e quando l’assistente «ringrazia per l’ennesima volta il dirigente milanista per la possibilità che gli hanno concesso, Meani gli riferisce che sono stati preparati gli orologi per tutta la squadra arbitrale».

    Il dirigente rossonero, prima, aveva pilotato pure gli assistenti della partita contro la Fiorentina, parlando con Bergamo, uno dei due disegnatori: Meani, «decisamente prevaricatore, alla fine sceglie, praticamente, egli stesso gli assistenti». Il miracolo di Meani, però, resta il gran ritorno di Puglisi, «l’ultras del Milan». Per ottenerlo, il dirigente attacca di brutto Gennaro Mazzei, responsabile assistenti della Commissione Can, «sempre portando avanti la voce di Galliani». E Mazzei, «alquanto intimorito» replica: «Si, no, no, no te lo mando, non è che...ci mancherebbe altro». Pure i carabinieri faticano a credere al dialogo: «Mazzei - scrivono - a queste assurde disposizioni non trova altro da ribattere che una risposta abulica ed inquietante: ‘va bene!‘». Su tutto, poi, c’era la benedizione di Bergamo: «Mazzei confida a Meani che Paolo (Bergamo, ndr) ha dato disposizione di inviare (al Milan) uomini di fiducia». Mazzei spiega: «Ha detto di mandargli gli uomini, gli uomini di fiducia».

    Bisogna pur campare, a certi livelli. In ogni caso, sempre pronto ad andare in battaglia, sprezzante del pericolo: «Ma io sono in trincea da solo», esclama l’allora designatore. Cosi’, «diviene addirittura esagerato quello che è riuscito ad ottenere il Milan per la gara interna contro il Chievo: un en plein assoluto e sconvolgente. I due assistenti saranno nientemeno che i due fedelissimi Puglisi e Babini». Per capire com’è andata, bastano i commenti fatti a Meani dall’assistente Contini e dall’arbitro Messina. «Ma li hai designati te i guardalinee o loro? - esclama il fischietto - Se li sceglievi te avresti scelto quei due lì». Il riferimento è al gol annullato all’attaccante del Chievo Pellissier: «Oh - attacca Contini - era buonissimo!...Non buono, buonissimo». Risposta di Meani: «Però i giornali non ne parlano».

    Una telefonata a Meani la fa pure Collina, il 18 aprile, due giorni prima della partita: «Beh vedo che hai una certa potenza, volevo farti i complimenti...ma va a cagare te e tutti quanti...ho aperto il computer ho visto la coppia, dico: non ci posso credere...da morire dal ridere veramente...da morire dal ridere». Inevitabile la conclusione dei carabinieri, da settimane sul tavolo dei Pm di Napoli: «Da anni il calcio va avanti così sporco e inquinato, la Juventus fa il bello e il cattivo tempo, e il Milan giocoforza segue sulla stessa scia, decidendo terne arbitrali e articoli di giornali».

    (La Stampa)


    ECCO IL SISTEMA MILAN
    COSI', ATTRAVERSO MEANI, GALLIANI CONTROLLAVA IL MONDO ARBITRALE
    Per la terna sono pronti gli orologi di Galliani
    Puglisi preteso contro il Chievo, Meani e Bergamo scelgono gli assistenti contro la Fiorentina, Pairetto garanzia in Coppa
    «Chi mi mandi a Firenze?» «Ti vanno bene Stagnoli e Ayroldi?»

    GALLIANI USA I CANNONI
    17 aprile 2005 Meani non accetta le giustificazioni di Gennaro Mazzei sull'errore dell'assistente Baglioni (gol annullato a Crespo nella partita Siena - Milan) ammettendo di non averlo mai chiesto né voluto nelle partite del Milan: «Adesso state attenti, state attenti perché Galliani è super velenoso, mandateci gente, perché ormai…anche perché …mandateci anche a noi un po' il Consolo, non è che lo mandi sempre a Torino...mandaci gente tipo Consolo…hai capito?». E Mazzei intimorito replica «Si, no, no, no te lo mando, non è che…ci mancherebbe altro ». Meani capisce di poter osare qualcosa in più e insiste: «Allora se devi far ruotare, fa ruotare anche Puglisi sul Milan…che questa cosa incomincia a starci sul cazzo che uno che fa il…lavoro con noi se ne sta fuori un anno e mezzo…allora fammi bene, fammi vedere di mandarmelo mercoledì». Mazzei accetta: «Va bene!». Il giorno dopo Meani rincara la dose: «Galliani è furibondo eh!...ha tirato fuori i cannoni di Navarone...».
    I due assistenti saranno nientemeno che i due fedelissimi Puglisi e Babini.
    Il 18 aprile 2005 Bergamo riferisce a Pairetto che a seguito di consistenti pressioni ha dovuto inserire nella prossima partita del Milan l'assistente Puglisi: «C'è stata qualche pressione e quindi…si mette Puglisi a fare Milan - Chievo …eh questi dicono: perché ci penalizzate? Ehm, cioè, con me non hanno parlato. Ti dico la verità hanno chiamato Gennaro Mazzei».
    Nel mondo arbitrale le designazioni dei guardalinee sono un segnale inequivocabile. Collina chiama Meani: «Beh vedo che hai una certa potenza, volevo farti i complimenti e…ma va a cagare te e tutti quanti…ho aperto il computer ho visto la coppia, dico non ci posso credere, da morire dal ridere veramente…da morire dal ridere». E Meani gonfiandosi il petto per quello che è riuscito a compiere replica: «E' bastato tirargli le orecchie, come quelle dell'asino». L'arbitro Messina è ancora più diretto con Meani: «Oh cazzo! Ma li hai designati te i guardialinee o loro?...no perché cazzo, se li, se li sceglieva, se li sceglievi te avresti scelto quei due lì te». E Meani non si risparmia neppure in questo caso ed affonda il colpo: «Mi sa che erano un po' con la coscienzina sporca, ieri sono scattate un po' di tirate d'orecchie».
    Puglisi riferisce a Meani di aver istruito Babini: «Gli ho detto se ti mandano lì ti mandano perché sanno che sei abbastanza gradito all'ambiente... nel dubbio da una parte vai su e dall'altra parte stai giù! poi le cose eclatanti che vedono tutti nessuno dice nente eh!...come fanno gli altri…gli altri cosa fanno? Nel dubbio se è la Juventus stanno giù, se è un'altra aquadra vanno su! Finito!». Babini è imbarazzato perchè la designazione è sfacciata e in una telefonata dice a Meani: «Facciamo ridere tutta Italia con questa designazione! ». Meani risponde: «Noi facciamo ridere tutta Italia? E gli altri là quando si fanno le loro?».

    MILAN-JUVENTUS: CI PENSA BERGAMO
    Il giorno 28 aprile 2005. Il designatore Bergamo chiama Meani: «Ascoltami io ho urgenza di parlare con il grande capo…». Bergamo riferisce a Galliani che si sta facendo unico scudo contro un fronte fortissimo, perchè dall'altra parte (Juventus) volevano aggiustare la pratica della squalifica di Ibrahimovic tramite l'assistente Griselli che, «secondo loro», avrebbe dovuto riferire di aver visto l'episodio incriminato salvando così «capra e cavoli», permettendo la diminuzione dei turni della squalifica e l'impiego del calciatore nella partita contro il Milan. Galliani lo ringrazia di cuore per aver fatto in modo, anche tramite Griselli, che l'escamotage Juventino non fosse andato a buon fine. Bergamo poi parla con Meani: «Eh no, no con me credimi trovano una porta non chiusa, chiusa ma chiusa a chiave perché io avevo già capito dai giornali che stavano preparando tutta una cosa perché la disciplinare rivedesse il suo giudizio e questo poteva dipendere soltanto da Griselli…».

    «STAGNOLI E AYROLDI? VANNO BENE...»
    Meani approfitta della situazione e chiede a Bergamo lumi sui guardalinee per la giornata successiva: «Chi pensi di mandarmi domenica a Firenze?». Bergamo è conciliante: «Voi con Stagnoli come vi siete trovati ultimamente?». La riposta positiva del dirigente permette a Bergamo di affermare «Beh lui potrebbe essere uno». Meani continua: «Anche se vuoi mettere uno che ha fatto poche partite con noi che noi ci troviamo bene è anche Ambrosino!...eh a me Stagnoli e Ambrosino vanno anche bene eh ». Bergamo gli chiede «mentre invece Ayroldi no eh?». Meani: «Ayroldi può andare bene anche…». Conclude definitivamente il discorso Bergamo: «Ed allora mi danno una certa garanzia Stagnoli e Ayroldi».

    «CHE BATTAGLIE CON PAIRETTO...»
    Meani e Bergamo si risentono il 7 maggio 2005. Il designatore, riferendosi, alla partita decisiva Milan - Juventus fa presente a Meani di essere riuscito, grazie a mille battaglie soprattutto contro Pairetto che fino all'ultimo voleva mandare l'assistente Consolo a Milano, a portare in porto quello che avevano stabilito «Che battaglie ragazzi! E comunque è andato tutto in porto hai visto?», Meani gli risponde: «Dio buono che guerra!... Ma si sa che comandi tu eh!». Bergamo continua il racconto «Eh ma tu sapessi l'amico che…già dalla…anche dalla griglia eh! Perché per fare una griglia senza preclusioni ho dovuto fare… E poi dopo in tutte le maniere…tanto te lo dico doveva venire Consolo, Consolo, Consolo, Consolo...». Meani: «Ma tu vedrai adesso al di là di tutto se andiamo, ammettiamo che si pareggi tu vedrai le prossime tre giornate che pressioni che ti fanno!». E Bergamo: «Eh lo so ma noi, te intanto tienimi sempre tranquillo il Presidente…poi ci sentiamo di volta, poi il campo è il campo tu lo sai!».

    LE METAMORFOSI DI DE SANTIS
    Meani chiede a Bergamo anche un parere sull'arbitro De Santis, che improvvisamente si è messo ad arbitrare senza condizionamenti. La risposta di Bergamo è eloquente e conferma la metamorfosi e i vecchi trascorsi: «Lui quest'anno si è trovato ad un bivio o ascolta me o ascolta chi vuole lui! Gli ho detto: amico caro, io c'ho i mondiali da portare avanti…e quindi non posso, non posso giocarmi la mia credibilità con te (...) probabilmente qualche sirena in passato l'ha dovuta ascoltare e non era sgombro in testa come, come avrebbe dovuto essere». Meani allora insiste e propone per la relativa analisi anche l'arbitro Bertini. Anche in questo caso Bergamo rassicura Meani: «no, si sta sgombrando, stai tranquillo si sta sgombrando. Anche se non diventerà mai un grande arbitro è un buon arbitro…è un buon arbitro, è uno che ha capito di aver sbagliato! È uno che ha capito di aver sbagliato, stai tranquillo te lo dico con certezza…e lui è uno che si sta completamente mettendo la testa a posto».

    E ALLA FINE SPUNTANO GLI OROLOGI
    Meani si adopera come può per cercare di dare un segnale a coloro che potrebbero decidere il match dell'anno Milan-Juve, decisivo per lo scudetto. Il 6 maggio 2005, contatta l'assistente Mitro, uno dei due designati per la partita cruciale, e lo invita a sostenere una gara imperniata sulla imparzialità. L'altro assistente Farneti,dopo essere venuto a conoscenza che sarà uno dei due assistenti chiama Meani lo stesso giorno esprimendogli la sua soddisfazione per il graditissimo impegno che lo attende, Meani da parte sua gi fa capire che questo si è verificato perchè lo ha voluto la società rossonera: «Chi potrebbe aver dato il benestare?» e l'assistente gli risponde: «lo avete dato voi di sicuro» .Infine, quando Farneti ringrazia per l'ennesima volta il dirigente milanista per la possibilità che gli hanno concesso, Meani gli riferisce che sono stati preparati gli orologi per tutta la squadra arbitrale.

    GLI ARBITRI PER LA CHAMPIONS
    Sul versante europeo della Champions League, Meani ottiene da Pairetto la garanzia che nel prossimo e doppio turno di coppa il Milan sarà diretto dall'arbitro Vassaras nel primo incontro casalingo e dall'arbitro Aughe nella successiva trasferta. In virtù dell'ottimo risultato centrato sui due arbitri, Meani comunica a Galliani - gli arbitri della semifinale di Champions League «sono Vassaras e Aughe i due arbitri della semifinale…ho lavorato bene?». Galliani entusiasta: « bene…stupendo, stupendo…stupendo, bravo, bravo…».

    E GALLIANI SPINGE, SPINGE...
    Meani avverte la necessità di espandere il raggio d'azione e di governo anche nelle serie minori, nel calcio meno conosciuto, e lo manifesta esplicitamente al suo presidente allorquando gli propone due nominativi da sottoporre alle attenzioni di Lanese (Presidente dell'AIA), in modo tale da avere un maggiore controllo anche nelle categorie inferiori.
    Meani a Galliani: «Ecco! Volevo dirle è possibile se io posso spingere per due persone con Lanese da mettere nelle commissioni dilettanti e di C?... perché abbiamo un po' di controllo anche nelle categorie inferiori è meglio! » Galliani senza esitazioni risponde: «Spinga…va bene, va bene, spinga…sono gente di fiducia?». Ottenuto il consenso dal suo Presidente, Meani chiama Lanese esordendo di averlo chiamato e disturbato solo in veste di ambasciatore. Lanese si dice disponibile ad aiutare i due nomi fatti . Daddato e Marano.

    (Il Romanista)
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  massi...continua a difenderli

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