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    Sembrava la fine del calcio, il bubbone dei bubboni, lo scandalo senza precedenti accompagnato da uno sdegno senza paragoni. Sono passate quattro settimane e lo scandalo si defila, salvo qualche residuo schizzo di intercettazioni, rientra nelle pagine interne dei giornali sportivi, inaridisce la penna dei fustigatori e in soccorso del carro degli imbroglioni arrivano i politici.

    Per di più, il calcio sporco si chiude in se stesso, fa battute maliziose, ma si nasconde, non denuncia, non collabora, sicuro che il “sistema” reggerà. Se uno pensa alla sorte che il calcio sporco ha riservato all’industriale bolognese Gazzoni Frascara, c’è da vergognarsi per l’omertà imperante.

    L’annacquamento all’italiana del bubbone calcistico e il sospetto grande che stiano per prenderci in giro è tale che il professore Guido Rossi protesta soavemente: “Non finirà in una bolla di sapone”. Ma ci credono in pochi. La “pastetta” è pronta. In questa Italia di evasori fiscali e raccomandati, di falsificatori di bilanci e di partite, e di arbitri col fischio al naso, c’è persino una sotterranea ammirazione per tutti i furbetti di tutti i quartierini, più di tutti per i furbastri che hanno ridotto il calcio a “cosa nostra”, l’area di rigore a un cortile immondo e i campionati a un gioco di manomissioni e protervie. Un tassista napoletano mi ha detto: “Se ‘quello’ fosse rimasto a Napoli, quanti scudetti avremmo vinto!”. Peccato che, invece, incastrarono Maradona e ci hanno poi rifilato gli allenatori e i campioni delle retrocessioni.

    Il fatto è che il commissario straordinario del calcio Guido Rossi ha poco di straordinario. Nessuna volontà e nessun potere straordinari per ripulire il calcio. Nessun segnale di fare piazza pulita nel volgare inquinamento del pallone diventato l’imbroglio più bello del mondo.

    Il professor Rossi un segnale lo ha dato. Ha benedetto la rappresentativa del calcio truffaldino che andrà in Germania. Ha sventolato a Coverciano una maglia azzurra col suo cognome, Rossi, e il numero 10, decisamente inferiore alla maglia azzurra numero 20 e col cognome di un altro Rossi. Potevano almeno regalargli quella di Pablito. La passerella di Coverciano non è stata proprio da professore di Harvard, ma evidentemente la popolarità piace a tutti.

    Se il professor Rossi avesse voluto dare il primo segnale di un calcio teso a voltare pagina, azzerando le sue sporche faccende, oltre a manifestare un preciso e autorevole distacco, avrebbe dovuto fare un gesto estremo ma significativo: annullare la trasferta mondiale dell’Italia. Non avendolo fatto, ha cominciato ad adagiarsi sulla melassa prossima futura che tutto ammorbidirà e inghiottirà. Ci voleva del coraggio? Certamente, un coraggio straordinario da commissario straordinario.

    E’ parsa, invece, una prima resa a un malinteso buonsenso, al peloso buonismo italiano, agli sponsor, ai diritti televisivi, al business e alle apparenze del calcio, al “volemose bene” proteggendo la nazionale dalla bufera (e perché mai?) e cedendo, oltretutto, all’arroganza dei protagonisti gementi del Club Italia che si sentono innocenti e perseguitati, povere anime azzurre.

    Questa nazionale, visti i sondaggi, sta nel cuore di pochi, esposta come sarà alla vergogna mondiale in Germania dove, se vince, distrarrà il Paese dai suoi problemi e contribuirà ad annacquare lo scandalo di cui è figlia, ma se perde, che è l’ipotesi più credibile, dovrà andare a nascondersi col commissario straordinario in testa e i padri, i figli, gli scommettitori incalliti e i capitani che sanno ma non parlano.

    A tal proposito, spiazzato dalla sincera dichiarazione del capitano azzurro, Fabio Cannavaro, secondo il quale Moggi è solo un santo bevitore e tutti facevano come lui, il professore Rossi ha chiesto solo che il giocatore correggesse la sua dichiarazione, ma non lo ha convocato per farsi dire dall’informatissimo Fabio chi sono tutti quelli che facevano “come Moggi”.

    Ecco il secondo segnale che la bolla di sapone è pronta. Ci si mette anche l’esimio giustizialista Saverio Borrelli, così inflessibile e col dito puntato ai tempi di Mani Pulite, ed ora straordinariamente prudente e garantista sui Piedi Sporchi. “Il quadro è sconfortante, ma il nostro potere è limitato” ha detto. L’ultima trovata è che Moggi non si farà interrogare da nessun magistrato della giustizia sportiva perché, dice, “non sono un tesserato”. E come faceva un “non tesserato” a entrare negli spogliatoi degli arbitri? In ogni caso, ecco la scappatoia pronta. Il famoso Saverio Borrelli come se la caverà?

    Gli ulteriori segnali dell’insabbiamento dello scandalo vengono dai politici, da sinistra e da destra, uno addirittura ministro del nuovo governo. Ce n’è uno che è amico di Moggi, ed è fiero di esserlo ancora, e ha ospitato il figlio nelle sue liste elettorali della Toscana in consultazioni precedenti. Ce n’è un altro che si è dichiarato esplicitamente convinto che il polverone di queste settimane produrrà l’esito di sempre: solo sabbia. Che la sabbia venga dall’Africa, portata dallo scirocco, o dalla sciroccosa politica italiana non ha importanza.

    Sarebbe veramente triste, per il calcio, se le sentenze sulla Piovra del pallone venissero solo dalla giustizia ordinaria. Ma, attenzione, in sede penale il percorso è difficile e lungo, e vige la presunzione di innocenza degli indagati. E, allora, quel è il gioco dei furbi degli stadi? E’ il gioco di confondere e sfuggire alla giustizia sportiva che, solo valutando le voluminose intercettazioni, e vigendo nel calcio la presunzione di colpevolezza, può emettere le sentenze appropriate e definitive. Cioè la radiazione di tutte le persone coinvolte nelle conversazioni da suburra del pallone, dirigenti e arbitri, padrini, vassalli e valvassori, terzi e quarti uomini, guardalinee e guarda che c’è Moggi al telefono.

    Le penalizzazioni di classifica e gli scudetti da revocare non risarciranno i danni subìti dagli altri club e saranno provvedimenti solo punitivi che colpiranno tifoserie innocenti e quei giocatori puliti nel marcio che li circondava. Perciò la vera pulizia del calcio italiano passa solo non dalla giustizia sommaria, paventata dall’ammorbidito Saverio Borrelli, ma dalla giustizia dello sport che condanna senza appello le scorrettezze e le slealtà, le connivenze, le prepotenze, l’arroganza e non sopravviverà se la Piovra del pallone dovesse cavarsela con squalifiche di comodo, limitate nel tempo e, tutto sommato, assolutorie.

    Nel frattempo, Galliani rimane al suo posto e l’incommensurabile Franco Carraro è attivamente impegnato col nuovo governo per assicurare all’Italia il business degli Europei 2012, un carrozzone già noto dai tempi di Italia ’90. Ma il nuovo governo che taglia il Ponte sullo Stretto aprirà il ponte sul pallone? Finanzierà la credibilità giunta allo zero assoluto del calcio italiano? Farà gli stadi anziché la Tav? Si faranno dei girotondi?

    Dal canto suo, in questo fine settimana, il professore Guido Rossi ha studiato, in campagna, il calcio del futuro (antitrust, diritti televisivi, giustizia sportiva, regole, procuratori, format dei campionati), mentre gli sfugge il calcio sporco di oggi. Se la Gea si è sciolta, un motivo ci deve essere.

    Non godrò mai per la Juve in serie B. Godrò se il calcio butterà fuori i responsabili del marcio svelato dalle intercettazioni e saprà liberarsi dai furbetti del telefonino. Ma per fare questo ci vuole un commissario veramente straordinario. Vero, professor Rossi?

    In attesa d’essere clamorosamente smentito, ma soddisfatto di una legittima attesa, mi batto il petto sin d’ora, professor Rossi e giudice Borrelli. La sabbia, no.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4383116
    come fai a insabbiare una cosa che e' uscota su tutti i giornali?tra l'altro ti scordi dell'effetto che puo' avere all'estero un insabbiamento di queste dimensioni...........senza pensare alle conseguenze,e parlando per me dico che da me se finisce a tarallucci e vino non vedono piu' una lira......ops euro
  3.     Mi trovi su: Homepage #4383124
    Originally posted by massituo
    sai a che ora c'è il funerale?:asd: :asd:


    no veramente non credo sia possibile....se lasciano juve,fiore e lazio in serie a ,ci andassero loro allo stadio,pagassero loro sky.etc............con me avrebbero chiuso.......poi facessero come gli pare........ma per me sarebbe la fine.....adios...e ti scrive uno che e' abbonato da 12 anni,senza contare i vari telepiu',stream...sky..........
  4.     Mi trovi su: Homepage #4383125
    Originally posted by don capoccione
    no veramente non credo sia possibile....se lasciano juve,fiore e lazio in serie a ,ci andassero loro allo stadio,pagassero loro sky.etc............con me avrebbero chiuso.......poi facessero come gli pare........ma per me sarebbe la fine.....adios...e ti scrive uno che e' abbonato da 12 anni,senza contare i vari telepiu',stream...sky..........
    Le solite parole di fine stagione - inizio precampionato. Come ogni anno il giorno della prima di campionato saremo ancora lì, allo stadio. Pecoroni.

  E’ in arrivo la sabbia sullo scandalo del calcio

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