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    In queste settimane, caratterizzate da una forte attenzione dell'opinione pubblica sul mondo del calcio, fanno testo soprattutto le bocce ferme. Ossia le opinioni e le analisi prive di fumo persecutorio e pregiudizi e il più possibile inerenti la giustizia sportiva, la quale tocca più da vicino gli appassionati per le possibili conseguenze sulle proprie squadre e che si configura come un ambito ben diverso rispetto al procedimento penale e al lavoro squisitamente giudiziario-amministrativo delle Procure. Per questo nell'edizione di Studio Milan di ieri, il canale tematico rossonero si è rivolto in collegamento all'avvocato bolognese Mattia Grassani, 41 anni: nei giorni scorsi i quotidiani lo hanno presentato come il maggior esperto in materia di giustizia sportiva, negli ultimi 15 anni ha partecipato da protagonista quasi sempre vincente a tutti i maggiori casi che hanno investito il calcio professionistico e dilettantistico. Il testo integrale del collegamento è disponibile cliccando qui sotto e le domande sono state rivolte unicamente dagli ospiti del programma.



    - Avvocato Grassani, in base a fatti come l'interessamento per la nomina di un vice-commissario della Can per i Dilettanti è verosimile pensare che il Milan stesse allestendo un'inquietante contropotere e se così fosse cosa rischierebbe la società rossonera?

    "Per esperienza diretta e personale bisogna diffidare delle ricostruzioni operate nel corso delle attività d'indagine da parte dell'autorità giudiziaria quando si spingono in analisi tecniche sullo svolgimento di un intero campionato. Mi ricordo nel 2004 una relazione che sembrava impietosa in relazione alla partita Chievo-Modena, laddove la tesi dell'accusa era che ci fosse un accordo premeditato fra il presidente del Chievo e il presidente del Modena finalizzato all'ottenimento di un pareggio che sarebbe poi servito al Modena per salvarsi. I giudici in quella relazione si spinsero a ricostruire uno scenario fatto di gol sbagliati apposta e di vendette su Pellissier, autore di uno dei due gol che alla fine diedero la vittoria al Chievo sul Modena. In quel quadro Pellissier veniva configurato come un soggetto non allineato al presunto accordo e proprio questo sarebbe stato il segnale della vendetta su Pellissier da parte dei giocatori del Modena. Ebbene, ricordiamo tutti come si concluse la vicenda, la partita fu trovata completamente regolare e i tesserati vennero prosciolati. Come punto di partenza direi quindi grande prudenza nel recepire, acriticamente, come oro colato, quelle che sono ricostruzioni di intercettazioni telefoniche fra addetti ai lavori da parte della Polizia giudiziaria e della Magistratura. Detto questo, certamente lo scenario in cui si inseriscono queste telefonate che riguardano il Milan è greve e fosco, con responsabilità disciplinari da un punto di vista di possibili contestazioni per quanto riguarda gli interlocutori. Per quanto riguarda il Milan, da lettore di giornali come tutti, mi sembra che la posizione della società rossonera è su un piano completamente diverso, primo perchè non ci sono telefonate intercettate direttamente con massimi rappresentanti della società, secondo perchè qui la teoria addirittura della contro-cupola o di movimenti finalizzati a riequilibrare un disegno più grande ordito da direttori generali o da amministratori delegati di società alla pari del Milan, mi sembra un po' tirata per i capelli. Per cui, in questa situazione, direi che ci sono delle società che hanno i massimi rappresentanti - presidenti di Cda - amministratori delegati - direttori generali - che hanno telefonate di cui dovranno rispondere alla giustizia sportiva con ipotesi di incolpazione sicuramente molto molto serie. Il Milan lo vedo proprio defilato, se prima quanto conoscevamo fino alle ultime divulgazioni era la telefonata di un addetto all'arbitro con un suo superiore, quello che è uscito successivamente mi sembra si possa allineare con la prima telefonata con al massimo qualche rilievo disciplinare ma di natura certamente non riferibile all'illecito sportivo, ma di opporunità, di stile, o di superamento di un limite, rispetto a cui però certamente non si può ipotizzare, come qualche giornale ha fatto, un Milan in Serie B".

    - Il calcio è materia di tifo e di passione, cosa si può dire sul Milan ai milanisti che si interrogano preoccupati?

    "Intanto che per tutti, anche per quelli che sono presidenti, amministratori delegati o direttori generali, vige un principio fondamentale, ovvero la non colpevolezza fino al pronunciamento definitivo. Noi qui siamo in una fase in cui in molti interventi e in molte iniziative che riguardano il Milan, secondo me, e io parlo da soggetto terzo dalla mia Bologna più che provinciale ed estranea a queste vicende ahimè per la retrocessione in Serie B, mi sembra però che ci sia una contrapposizione mediatica fra giornali di varie zone territoriali anche finalizzata a coinvolgere chi magari come il Milan ha appunto una posizione assolutamente marginale. Per cui, per quello che mi riguarda, da osservatore imparziale, posso dire che il campionato e la classifica conseguita dal Milan in questa stagione sono cose abbastanza certe rispetto ad un'ipotesi di terremoto o di radicali cambiamenti nella graduatoria finale che possono riguardare altri club fra i quali non mi sembra ci sia il Milan".

    - E' un modo legittimo di portare la questione quello in base al quale, come ha fatto un autorevole quotidiano, si fa l'equazione Juve-arbitri e Milan-assistenti?

    "C'è una fondamentale differenza, che non è fra assistenti o direttore di gara che modificano il quadro di riferimento nel quale il comportamento più o meno lecito si va ad inserire. Il quadro è un altro. Secondo me nelle telefonate che riguardano altri club, ci sono anche i riscontri, ci sono gli interventi a monte e ci sono anche i riscontri a valle o quanto meno sembra che ci siano. Per quanto riguarda il Milan ci sono forse invasioni di campo, sconfinamenti rispetto ai rispettivi ruoli, però finalizzati semplicemente ad una sorta di preferenza in certi casi e di ricusazione in altri. Ma sono comportamenti che si sono sempre verificati, solo che vent'anni fa si mandavano le lettere o i fax o le raccomandate ai designatori, documenti in cui le società dicevano che preferivano avere questo o quel guardalinee e questo o quell'arbitro. Poi il designatore si comportava di conseguenza ritenendo più o meno fondate le lamentele dei club. Invece nel 2006 si procede a suon di cellulari, telefonate e tutto quanto la tecnologia mette a disposizione. Questo è quanto il Milan ha fatto. Diverso è invece se in sede di preparazione di una gara uno condiziona le griglie arbitrali, condiziona le moviole, condiziona i sorteggi e poi a posteriori ci sono anche interventi convinti di compiacimento o di conferma di quello che è stato l'intervento a monte, per cui stiamo proprio parlando di due comportamenti diversi, di due quadri di riferimento completamente diversi".

    - In alcune telefonate c'è il Meani che svolge una funzione di denuncia di episodi e comportamenti altrui, questo avrà un valore in sede di giustizia sportiva?

    "Sicuramente il fatto che gli intercettati non sapevano di essere sotto controllo dà grande genuinità a tutto quello che gli interlocutori telefonici si dicono e si raccontano. Per cui questi atteggiamenti di preoccupazione, di cautela o anche quasi a giustificare il perchè di quelle telefonate, depone a favore non tanto della volontà di intervenire per turbare la regolarità di una gara o di più gare, bensì emerge come una sorta di denuncia o di presa d'atto di un andamento poco chiaro o sospetto di altre gare tale per cui, agli interlocutori riconducibili al Milan, questo tipo di situazione ha determinato l'esigenza di intervenire presso chi di dovere per tutelarsi, per evitare che certe situazioni potessero verificarsi anche a danno del Milan. Quindi il fatto che gli interlocutori non sapessero di essere intercettati e parlassero a ruota libera in base a quelle che erano le loro conoscenze e la loro coscienza secondo me depone a favore della differenza fra altre società e il Milan stesso".

    - Lei parlava di invasioni di campo, cosa rischia chi le compie?

    "Questo comportamento è chiaramente riconducibile, nell'ipotesi più fosca, alla violazione dell'articolo 1 del Codice di giustizia sportiva che predica lealtà, correttezza e probità in ogni comportamento. Adesso i tempi sono un po' cambiati. Prima l'intervento si faceva per iscritto e a tempo debito, adesso in tempo reale. Finita una gara o analizzata una moviola, si è provveduto a questo tipo di telefonata. Per cui, premesso questo tipo di inquadramento regolamentare, il coinvolgimento non riguarda l'articolo 6 del Codice di giustizia sportiva che è l'illecito sportivo ma tutt'al più l'articolo 1. Ritengo che le persone fisiche coinvolte, se non sono legali rappresentanti, visto che non ci sono altri soggetti oltre il vice-presidente vicario in grado impegnare il Milan e non mi sembra che il dottor Galliani sia coinvolto, e visto che siamo di fronte a tesserati di secondo grado, rischierebbero al massimo una sospensione, una inibizione di durata abbastanza limitata e la società al più una sanzione pecuniaria, per cui è per questo che prima parlavo di classifica ragionevolmente certa in base a quanto conseguito da parte del Milan in questo campionato".
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    è un po lungo ma è abbastanza chiaro...alcune cose non le condivido sinceramente e molte cose sono abbastanza ovvie, tuttavia è abbastanza chiaro sul fatto che il milan attualmente non rischia la B(anche se penso si sapesse
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    Originally posted by The bosss
    adesso pongo una questione.....che differenza c'è se è lo stesso moggi che fa le telefonate o un galliani che le fa fare a un addetto che non è un dirigente di primissimo piano...?

    per me non c'è alcuna differenza....:rolleyes: :rolleyes:
    infatti...non a caso voti FI e sei gobbo:asd:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4383535
    Originally posted by The bosss
    adesso pongo una questione.....che differenza c'è se è lo stesso moggi che fa le telefonate o un galliani che le fa fare a un addetto che non è un dirigente di primissimo piano...?

    per me non c'è alcuna differenza....:rolleyes: :rolleyes:
    La differenza è che Galliani è più furbo:cool:

  Situazione milan

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