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    Mer 31 Mag, 12:27 PM

    "Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realta'' si muovono agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi e'' fuorviante. Puo'' servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale e'' un''altra cosa". Con queste l''avvocato Fulvio Gianaria, legale di Luciano Moggi, ha voluto difendere il suo assistito, spostando la questione su chi veramente deterrebbe il ''potere'' nel mondo del calcio.

    Gianaria, nell''intervista rilasciata al quotidiano ''La Stampa'', ha poi precisato: "Moggi si e'' sempre mosso per presevare la forza propria della Juventus dai centri di potere importanti. Mi riferisco a chi ha la possibilita'' di trattare e acquistare i diritti tv dei club, a chi ha le televisioni. Vero e'' che Moggi interviene sul moviolista di Biscardi: le sue attivazioni, concorrenti e parallele, fanno notizia perche'' escono da conversazioni intercettate, e sono di un certo tenore, appartengono al personaggio, sicuramente esuberante".

    Chiusura su un possibile conflitto di interessi del suo assistito con la societa'' di procuratori gestita dal figlio Alessandro, la Gea: "E'' talmente evidente - ha concluso Gianaria - che il vero conflitto d''interessi non l''ha Moggi: il Milan vende e, in un certo senso, compra i diritti televisivi; la Juve li vende al meglio, com''e'' comprensibile".
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    12:01 del 31 maggio

    SCANDALO CALCIO
    L'avvocato Gianaria: «Fuorviante pensare che fossero tutti al servizio di Luciano, di Bergamo e della Fazi. E’ una ipotesi che serve solo a creare il mostro»
    IL LEGALE DELL’EX DG BIANCONERO DISEGNA UNO SCENARIO DIVERSO DA QUELLO IPOTIZZATO A NAPOLI. SOSTIENE CHE ESISTEVA UN SOLO MODO PER NON FARSI SCHIACCIARE DAL SISTEMA

    Moggi come Craxi?
    «Noo», e la smorfia che accompagna la lapidaria risposta sembra significare un «non scherziamo» che chiarisce l’orientamento professionale dell’avvocato Fulvio Gianaria, difensore di Luciano Moggi con il socio di studio Alberto Mittone e il collega campano Paolo Trofino sui vari fronti delle procure italiane.

    Piedi per terra e rimettere le cose a posto. Ciò non toglie che Moggi sia un vicecapostazione che ha acquistato una posizione di grande potere nel calcio: le telefonate indicano la sua influenza.
    «Una riflessione su come è stato costruito il mostro Moggi si impone: le conversazioni intercettate, almeno rispetto al sistema calcio, sono essenzialmente di 6-7 persone, le stesse cui grosso modo la Procura di Napoli contesta l’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. I carabinieri che conducono le indagini selezionano giustamente 2500 telefonate (delle 100 mila e forse oltre di cui si parla) e di quelle sono state scelte una quarantina per definire il teorema di una cupola del calcio dominata da Moggi. Basta per soddisfare la fame e l’emotività dei tifosi di mezz’Italia che si sentono confermati nei loro sospetti e risarciti».

    Dove vuole arrivare?
    «Noi vorremmo ascoltare, mettere insieme tutte quelle telefonate e calarle nella realtà dei veri centri di potere del calcio: diritti televisivi, forza dei soci di riferimento, forza delle corporazioni interne al sistema calcio».

    Chi siano i soci di riferimento è intuibile, può essere più chiaro sul resto?
    «Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realtà si muovano agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi è fuorviante. Può servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale è un’altra cosa».

    Par di cogliere un certo ottimismo sull’esito dell’inchieste penali.
    «Mi limito ad osservare che le accuse dovranno essere dimostrate in tribunale. Se non c’è di più, i teoremi crollano. La Procura di Torino ha cercato riscontri alle telefonate intercettate per valutarle ed è pervenuta alla conclusione che una ricaduta sul reato penale di frode sportiva non c’era. L’ipotesi della cupola con al vertice Moggi funziona per costruire un mostro che controlla tutti, dentro e fuori il calcio».

    Lei ha sulla scrivania il «Libro nero del calcio» dell’Espresso: la lettura di quelle pagine consegna una certa immagine (e ruolo) del suo cliente.
    «Intanto, vorrei ascoltarle per intero, quelle 2500 telefonate, e non essere costretto dalle circostanze a limitarmi a leggere i frammenti pubblicati. Lo dico con tutto il rispetto per il lavoro dei carabinieri che hanno selezionato le conversazioni ritenute rilevanti».

    Nel frattempo?
    «Se non possiamo documentarci, non possiamo difenderci, e per il momento non andiamo da nessun pm. Nemmeno da Borelli. Ripeto: con tutto il rispetto per i ruoli e le persone. L’ho già chiarito a un magistrato torinese».

    Ma una linea di difesa l’avete già.
    «Moggi si è sempre mosso per preservare la forza propria della Juventus dai centri di potere importanti».

    Può essere più esplicito?
    «Mi riferisco a chi ha la possibilità di trattare e acquistare i diritti tv dei club, a chi ha le televisioni. Vero è che Moggi interviene sul moviolista di Biscardi: le sue attivazioni, concorrenti e parallele, fanno notizia perché escono da conversazioni intercettate, e sono di un certo tenore, appartengono al personaggio, sicuramente esuberante».

    Moggi non ha un conflitto di interessi con la Gea?
    «E’ talmente evidente che il vero conflitto di interessi non l’ha Moggi: il Milan vende e, in un certo senso, compra i diritti televisivi; la Juve li vende al meglio, com’è comprensibile. I tre grandi vettori del denaro nel calcio sono: diritti tv, televisioni, soci che ricapitalizzano i club. Pensare che Moggi non solo li reiquilibrasse, ma fosse diventato il vertice del potere nel calcio è... una barzelletta».

    (La Stampa)



    Le dichiarazioni del presidente onorario della Fiorentina, scatenano l'ex dirigente del Bologna che rivela: "Stavo per vendere la società ai cinesi, ma salto' tutto. Della Valle vuole fare il primo della classe, mi da' dello sciacallo, come si permette di fare la morale? Mi hanno arrecato un danno enorme".

    L'arbitro Gabriele, quarto uomo della partita Roma-Juventus del 5 marzo 2005, ieri ascoltato per 3 ore dai PM di Napoli di discolpa.
    Il suo avvocato: "Abbiamo chiarito la nostra posizione fornendo ai giudici elementi obiettivi che ora dovranno essere approfonditi".
    Ma le perplessità dei sostituti procuratori restano intatte. Secondo Narducci e Beatrice, la terna arbitrale di quella gara compreso il quarto uomo, garantiva e si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi e Giraudo.

    Ieri e' stato interrogato Palmieri, due partite dirette in A prima di essere escluso da Bergamo e Pairetto: "Ho spiegato i motivi del mio allontanamento. Una esclusione che mi aveva colto di sorpresa perche' motivata da argomenti tecnici e caratteriali, ma che alla fine ho accettato".
    L'inchiesta della Procura di Roma sulla Gea entra anche nel mondo arbitrale.
    Tutti i direttori di gara iscritti nella sezione di Roma, De Santis, Farina, Gabriele e Palanca, su cui i pm Palaia e Palamara stanno raccogliendo testimonianze, saranno poi convocati come persone informate sui fatti.

    (Corriere dello Sport)
  3. Bandito  
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    Originally posted by lucafiQo
    Mer 31 Mag, 12:27 PM

    "Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realta'' si muovono agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi e'' fuorviante. Puo'' servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale e'' un''altra cosa". Con queste l''avvocato Fulvio Gianaria, legale di Luciano Moggi, ha voluto difendere il suo assistito, spostando la questione su chi veramente deterrebbe il ''potere'' nel mondo del calcio.

    Gianaria, nell''intervista rilasciata al quotidiano ''La Stampa'', ha poi precisato: "Moggi si e'' sempre mosso per presevare la forza propria della Juventus dai centri di potere importanti. Mi riferisco a chi ha la possibilita'' di trattare e acquistare i diritti tv dei club, a chi ha le televisioni. Vero e'' che Moggi interviene sul moviolista di Biscardi: le sue attivazioni, concorrenti e parallele, fanno notizia perche'' escono da conversazioni intercettate, e sono di un certo tenore, appartengono al personaggio, sicuramente esuberante".

    Chiusura su un possibile conflitto di interessi del suo assistito con la societa'' di procuratori gestita dal figlio Alessandro, la Gea: "E'' talmente evidente - ha concluso Gianaria - che il vero conflitto d''interessi non l''ha Moggi: il Milan vende e, in un certo senso, compra i diritti televisivi; la Juve li vende al meglio, com''e'' comprensibile".
    :D :asd:
    Firma troppo lunga e con offese.
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4383751
    Mer 31 Mag, 9:08 PM

    (ANSA) - TORINO, 31 MAG - L'avvocato di Moggi, Fulvio Gianaria, ha affermato che il vero potere del calcio e' nelle mani del Milan con i diritti televisivi.

    "E' indubitabile -ha aggiunto Gianaria- che il gruppo a cui fa capo il Milan compra diritti televisivi", proponendolo non come un'illazione, ma un dato di fatto. Alla societa' rossonera non e' piaciuta affatto la presa di posizione del legale e la replica non e' tardata ad arrivare: "si tratta di una manifesta assurdita'".
  5.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4383752
    Mer 31 Mag, 8:52 PM

    Il Milan continua il botta e risposta con l`avvocato di Moggi, addebitandogli la volonta` di mischiare le carte. Il difensore di Luciano Moggi, Fulvio Gianaria, in una intervista pubblicata dal quotidiano ‘La Stampa’ aveva accusato il Milan: ‘Mi riferisco a chi ha la possibilita` di acquistare e trattare i diritti tv dei club, a chi ha le televisioni… il Milan vende e, in un certo senso, compra i diritti televisivi’ , aveva detto il legale.

    La risposta del club milanese era stata immediata. Il club di Via Turati aveva deplorato il fatto che ”sia pure per ragioni che appartengono alla categoria degli espedienti difensivi, si affermi, manifestamente contro il vero, che ‘il vero potere sarebbe quello del Milan, che compra e vende i diritti televisivi’.

    L`avvocato Gianaria aveva controreplicato che parlare di Milan equivaleva a parlare di Mediaset, e che quindi la sua osservazione era esatta se riferita all`intero gruppo.

    In serata, la risposta del Milan: `L`avvocato Gianaria, impegnato in una difficile difesa, persevera nella volontaria commistione (e confusione) di temi, soggetti e oggetti - ha comunicato la societa` rossonera - L’A.C. Milan ribadisce che non intende lasciarsi coinvolgere in manovre diversive del tutto arbitrarie`.

  Intercettazioni, il legale di Moggi: "Del Milan il potere vero"

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