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    Serbia e Crozia, ct convocano i figli

    Avere un papà commissario tecnico può aiutare. Ne sanno qualcosa Dusan Petkovic e Niko Kranjcar, figli, rispettivamente, dei selezionatori di Serbia e Croazia. Ma se nel caso di Kranjcar la chiamata è legittima, non altrettanto vale per il giocatore serbo, convocato in extremis dal padre, dopo l'infortunio di Vucinic, nonostante non abbia fatto parte della Nazionale nelle gare di qualificazione e sia riserva nella sua squadra di club.

    "E' uno scandalo". Così Dragan Stojkovic, ex del Verona e monumento del calcio serbo, ha attaccato la decisione di Ilija Petkovic di convocare il figlio Dusan in nazionale.Il c.t. ha colto al volo il forfait di Mirko Vucinic per far volare con sé in Germania un giocatore che sta per compiere 32 anni, gioca da riserva nell'Ofk Belgrado e ha una sola presenza in nazionale raccattata sotto la gestione paterna anche se in una stagione migliore: stava al Norimberga e l'allora tecnico Augenthaler era disposto a riconoscergli del talento. "Dusan Petkovic è un giocatore versatile utile sia in difesa che a centrocampo - si è giustificato il c.t. serbo - Lo so, si alzeranno polemiche ma il ct sono io e mi assumo le responsabilità. Del resti è successo anche con la Croazia. L'allenatore ha convocato il figlio".

    Il caso, vero, non sembra però avere niente di altrettanto clamoroso. Niko, il figlio di Zlatko Kranjcar, è una grande promessa del centrocampo della squadra a scacchi, ha giocato in tutte le giovanili della Nazionale ed è stato titolare durante le qualificazioni. "E non avrà privilegi" ha giurato suo padre. "La decisione di Petkovic è un'infamia per la Serbia - hanno gridato allo scandalo i giornali nazionali - Questo è nepotismo tipico dei Balcani di un tempo". Potere delle raccomandazioni.

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